the shift
5,8/10

The Shift

Regista

Alessandro Tonda

Genere

Azione , Drammatico

Cast

Clotilde Hesme, Adamo Dionisi, Djemel Barek

Sceneggiatore

Davide Orsini, Alessandro Tonda

Produttore

Notorious

Durata

83 min

Offerte
Data di uscita

3 giugno 2021

La storia di due giovanissimi terroristi. Eden e Abdel irrompono in una scuola di Bruxelles per compiere una strage di coetanei, ma Abdel si fa saltare in aria prima del previsto coinvolgendo Eden nell'esplosione. Poco dopo i paramedici Isabel e Adamo, accorsi sul posto, caricano sulla loro ambulanza un ragazzo ferito e privo di sensi senza immaginare che si tratta proprio di Eden.

The Shift, una coproduzione italo-belga esordio alla regia di Alessandro Tonda

In questi tempi incerti, in cui l’industria del cinema prova a rialzare la testa e a riprendere il ritmo di sempre dopo queste chiusure necessarie, ma deleterie, mi sento di lanciare un piccolo appello che si discosta dal mio giudizio sulla pellicola in questione: andate al cinema a vedere film italiani e supportate il cinema europeo. In questo caso, quindi, se potete, pagate il biglietto e vedetevi in sala The Shift, un film d’azione di coproduzione italo-belga.

the shift

Degli spari, un’esplosione, una fuga in ambulanza. The Shift inizia con un attentato ad opera di due giovani studenti di origine araba in una scuola di Bruxelles. Uno dei due si salva e viene portato via in ambulanza da due paramedici, ignari che il ragazzo abbia ancora indosso l’esplosivo. L’esordio alla regia di Alessandro Tonda è un film realistico e d’impatto che deve molto al suo regista. Tonda si è fatto le ossa su set di film e serie italiane e qui dimostra di aver imparato tanto. I suoi long take sono ben fatti, le sue scelte registiche non scontate, si intravede già uno stile, una mano che sa quello che fa. Grazie a lui, il film riesce ad avere una tensione sempre alta e alcuni momenti di ottima presa sul pubblico.

Un inizio di grande impatto

I primi cinque minuti della pellicola sono spietati, un piano sequenza che segue degli studenti dal tragitto in bus che li accompagna a scuola, fino al primo sparo effettuato dal terrorista. La macchina a mano insegue i ragazzi, le loro conversazioni sono superficiali, il clima rilassato. Per gli studenti, perlomeno. Perché lo spettatore sa che sta per succedere qualcosa e vive ogni passo di quegli ignari adolescenti con angoscia. Finché non parte il primo colpo di pistola. Ad essere inquadrato non è il carnefice, ma la vittima dello sparo, che cade a terra. E dopo di lei, tanti altri, sotto i nostri occhi. La sequenza iniziale è spietata, crudele, esplicita. Colpisce dritta in viso e non ha paura di essere schietta e dura. Splendida nella sua freddezza e nella ricerca del realismo puro.

the shift

Per le strade di Bruxelles dall’interno di un’ambulanza

Ciò che segue è di certo meno di impatto, ma sarebbe stato difficile mantenere un così alto livello di tensione e brutalità per il resto della pellicola. Subito dopo l’attentato, parte il viaggio di questa ambulanza dirottata, un viaggio per le strade di una Bruxelles ignara (almeno all’inizio) di ciò che sta succedendo. Il contrasto tra la tensione all’interno del mezzo e la tranquillità cittadina è visibile e ben riuscito, quel di più che aiuta a far covare nello spettatore angoscia e timore. La pellicola ha, infatti, diversi picchi di tensione, ma anche uno sviluppo credibile, oltre che una durata contenuta, che gioca furbescamente a suo vantaggio. Solo un’ora e mezza di corsa, un tempo giusto per un film la cui premessa si esaurisce presto e le cui scene sono ambientate prevalentemente all’interno di un mezzo di trasporto.

Adam Amara

La trama si sviluppa su due piani narrativi: quello dei poliziotti che cercano il ragazzo e le vicende all’interno dell’ambulanza. Quest’ultimo è nettamente il più interessante. I due paramedici sono credibili nelle loro reazioni, pur essendo un po’ stereotipati. Adamo (Adamo Dionisi) è il burbero immigrato italiano, che è grato al paese che lo ha accolto e per questo guarda al giovane terrorista con disprezzo, rabbia e risentimento. Isabelle (Clotilde Hesme) è, invece, madre di un ragazzino della stessa età di Eden, il terrorista (Adam Amara), e non riesce a condannarlo fino in fondo, pur tenendo sempre al primo posto la propria sopravvivenza. I tre, come caratterizzazione, raggiungono il minimo sindacale. Minimo che invece gli altri personaggi non riescono ad ottenere.

Una scrittura superficiale

Il peggiore di tutti è sicuramente l’ispettore di polizia, che non necessitava di backstory o di monologhi strappalacrime per risultare migliore di così, ma giusto di un po’ più di personalità. È il tipico impassibile e autoritario agente di polizia, che fuma la sigaretta elettronica e fissa intensamente foto proiettate su maxi schermo, come se nel selfie del ragazzino bombarolo potesse esserci nascosto un qualche indizio di estrema importanza. Poi, però, impiega molto più del necessario nel fare dei collegamenti abbastanza palesi per ricostruire la storia di Eden. In definitiva, si ispira molto ai suoi colleghi americani, ma senza reggerne il confronto.

the shift

Tutta la pellicola, in realtà, ricalca gli action hollywoodiani, puntando ad avere uno stile internazionale, con un esito più che positivo. Riesce molto meno nel voler dipingere la condizione di un ragazzo indottrinato e deviato. Non che fosse necessario dare a tutti i costi delle spiegazioni o motivazioni, che in questo tipo di narrazioni possono anche risultare un di più, in quanto più improntate all’intrattenimento e al farci provare un po’ di sana ansia, più che a spiegarci la situazione sociale delle minoranze arabe in Europa. Nel momento, però, che si decide di affrontare apertamente il discorso, lo si deve fare con estrema sensibilità e attenzione, che un po’ mancano alla scrittura. La questione si risolve con un breve monologo del ragazzo, che, però, scava poco nel profondo.

the shift

Anche le figure dei due genitori del giovane terrorista sono lì con l’intento di scardinare qualche pregiudizio e farci conoscere meglio la possibile realtà di chi compie questi gesti scellerati. Una coppia comune, con problemi condivisibili e dinamiche frequenti. Che, però, cova al suo interno un possibile assassino. Un argomento talmente complesso e interessante da meritarsi quasi un film a parte, ma che qui assume, inevitabilmente, una posizione marginale e poco approfondita. Un peccato, visto il materiale di partenza. Perlomeno, alcune reazioni del padre, risultano comunque toccanti.

Commento finale

The Shift è un film con un soggetto originale, con diverse sequenze intense e un buon ritmo. Un prodotto che ammicca all’action americano, ma che risulta del tutto europeo. Non è perfetto, potrebbe apparire freddo e un po’ privo di impatto emotivo, ma è un’opera che va vista anche solo per aiutare il cinema europeo a risollevarsi e permettere, così, a sempre più nuovi nomi di emergere nel settore. In più, il film è una dedica ai medici e ai paramedici, una categoria che tanto ha dato in questi mesi, ma che andrebbe ringraziata sempre. Un gesto lodevole che mi sento di condividere e promuovere.

Seguici su Facebook e Instagram per non perderti neanche un nostro articolo e clicca qui per raggiungere la nostra home.

Recensione di: Matilde Tramacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Braindrain intervista al regista Vittorio Beomonte Zobel

Noi di CineWriting abbiamo incontrato il regista Vittorio Beomonte Zobel per parlare del suo lavoro più recente: BrainDrain. BrainDrain è…

Il “fenomeno Shrek”: perché l’orco della DreamWorks domina la pop culture

Da pochi giorni è iniziata su Italia 1 una maratona di Shrek in occasione del 20° anniversario del primo film.…
oldboy

Oldboy: il walzer del tempo perduto di Park Chan-wook

Alcuni film sono fatti per durare: superano le barriere del tempo e divengono immortali. Uno di questi è sicuramente Oldboy,…
clint eastwood

SPECIALE CLINT EASTWOOD: BUON COMPLEANNO!

In principio fu proprio lo stesso Clint Eastwood nel leggendario "Il buono, il brutto, il cattivo" a dire che il…
autoerotismo

Festeggiamo l’autoerotismo con 5 iconiche scene

Cari cinefili, lo sapevate che maggio è il mese dell’autoerotismo? Sul finire degli anni '90, per protestare contro un sistema…

6.5

OK

Pro

  • La regia di Alessandro Tonda.
  • Il piano sequenza iniziale è folgorante.
  • Un soggetto originale e intrigante.

Contro

  • Alcuni aspetti della trama sono trattati superficialmente.
  • Personaggi poco caratterizzati.