Poster sto pensando di finirla qui Netflix
7.3/10

Sto pensando di finirla qui

Regista

Charlie Kaufman

Cast

Jessie Buckley, Jesse Plemons, Toni Collette, David Thewlis

Sceneggiatore

Charlie Kaufman

Produttore

Stefanie Azpiazu, Anthony Bregman, Charlie Kaufman, Robert Salerno

Durata

135 min.

Offerte
Data di uscita

04/09/2020

Nonostante nutra grossi dubbi sulla loro relazione, una donna (Jessie Buckley) parte in viaggio con il nuovo ragazzo Jake (Jesse Plemons) per raggiungere la fattoria di famiglia di lui. Mentre una bufera di neve la blocca in casa in compagnia della madre (Toni Collette) e del padre (David Thewlis) del partner, la giovane incomincia a mettere in dubbio tutto ciò che pensava di sapere o di aver capito a proposito del fidanzato, di se stessa e del mondo in generale.

Sto Pensando di Finirla Qui: il ritorno alla regia di Charlie Kaufman. Il film è disponibile su Netflix.

Sto pensando di finirla qui

Sto pensando di finirla qui“. Non è un pensiero di suicidio come si può credere in prima battuta nel ritorno dietro la macchina da presa di Charlie Kaufman ma un vago pensiero, un dubbio da parte del personaggio di Jessie Buckley di porre fine alla sua relazione con Jake, il personaggio di Jesse Plemons, che porta la ragazza a far conoscere i suoi genitori.

Eppure si parla anche di finitudine dell’esistenza come dell’esistenza nella sua interezza, perché ritornano, finalmente va aggiunto, i personaggi di Charlie Kaufman. Un insieme di narcisi tragici e decadenti, con le loro varie ossessioni e pulsioni, sempre stravolti da angosce esistenziali, costretti a vivere in una realtà che percepiscono fuori luogo, tortuosa e piena di bivi, di ipotesi, di bisogni, di sogni, di strade percorse e di altre lasciate inesplorate. Quello che è sempre mutuato nella filmografia di Kaufman è lo stato d’animo che ti lascia la visione di un suo film.

 

Sto pensando di finirla qui: vivere in una realtà fuori luogo

Sto pensando di finirla qui

In questo frangente, ci ritroviamo ad avere a che fare con un caso particolare. Stratificato è il termine adatto da dare ad un film come “Sto pensando di finirla qui“. Angoscioso ed inquietante ma anche malinconico e commovente, dinamico nel riuscire a passare da un genere all’altro, mantenendo una coerenza interna formidabile. È road movie, commedia, kammerspiel, horror sovrannaturale, parodia, thriller, musical, uniti assieme e facendo risaltare tutti, senza far risultare nessuno, semmai qualcosa di nuovo, fresco ed originale.

Da una discussione in auto di trenta minuti (mai verbosa) con disquisizioni di biologia, recitazione di poesie con tanto di sguardo in macchina, o riflessioni sulla società contemporanea, si passa ad una visita dai genitori di Jake che sembra essere il preludio di un thriller familiare, in cui c’è un seminterrato la cui porta è piena di graffi, un cane che appare e scompare solo come pretesto, ed i genitori di Jake che si presentano, sin da subito, come delle figure stralunate e molto preoccupanti. Il personaggio di David Thewlis, che bofonchia sottovoce, è oltre il concetto di caricatura. Toni Collette, interprete della madre di Jake, è pronta per un eventuale ed improbabile sequel di “Hereditary“.

 

Sto pensando di finirla qui: una sovrannaturale indagine umana

Sto pensando di finirla qui

Successivamente, il film opta per una direzione che travalica il surrealismo, come se la casa dei genitori di Jake fosse un portale interdimensionale in cui proiettare il passato ed il futuro di alcune vite. Ma quante vite e, soprattutto, quali vite. Quelle della madre, quelle del padre, quelle del custode del liceo in cui andava Jake e che il montaggio alterna ai protagonisti? Il film si prende ogni minuto dei 135 totali per imbastire l’intera situazione e dargli una chiusura concedendosi ogni slancio anarchico e surreale, destabilizzante ed affascinante nel suo groviglio di metafore ed allegorie, un connubio eccezionale da vedere in una piattaforma come Netflix. E se Jesse Plemons conferma l’attuale stato di grazia, con un physique du rôle che non può che far pensare al compianto Philip Seymour Hoffman, è Jessie Buckley ad eccellere.

La significativa performance dell’attrice è il fiore all’occhiello di un film splendido nel suo essere enigmatico, il cui mistero scuote emotivamente anche la giovane ragazza, ritrovandosi a a vivere molteplici vite come accade ai genitori di Jake: Lucy, Louisa, Ames, Amy, biologa, fisica, gerontologa, poetessa, cameriera, critica cinematografica che cita pedissequamente la stroncatura di Pauline Kael di “Una Moglie” di John Cassavetes. Accreditata nei titoli di coda come The Young Woman, anche lei è spettatrice ignara di quello che sta accadendo, l’unico a non cambiare è Jake. La risposta sembra essere nella camera del ragazzo in cui si ritrovano tutti gli elementi inerenti alle diverse discussioni intavolate all’interno del film, dalla raccolta di recensioni di Pauline Kael alla poesia recitata dalla ragazza ad inizio film.

 

Sto pensando di finirla qui: è solo un’illusione

Tutto rimesso in discussione o forse evidente sin dall’inizio. Non è che in realtà è il personaggio di Plemons a voler finire la sua storia con Jessie Buckley? Lui che sembra sentire la voce fuori campo della ragazza e la chiama in molteplici modi (come sopra elencato). O che rimane impassibile ai vari mutamenti della vicenda. Oppure che, ogni volta gli viene detto di tornare a casa, vuole tornare alla fattoria. Come se bloccato in un loop esistenziale, la cui unica meta salvifica è la casa dei genitori.

Emblematico il finale. Da una palese parodia della dichiarazione d’amore del finale di “A Beautiful Mind” ad una ripresa di una canzone del musical “Oklahoma” (il musical preferito di Jake) in cui c’è la musica ma non c’è l’orchestra. “No hay banda, no hay orchestra” veniva detto in un certo film di cui questo è il lontano parente tragicomico. Ma cos’è l’illusione in “Sto pensando di finirla qui” se non la ricerca di una donna ideale, un amore immaginato ed astratto in un balletto, una vita mai avuta per cui si prova nostalgia. Dissolvenza in blu.

 

Sto pensando di finirla qui

Commento Finale

Sto pensando di finirla qui” è lo strepitoso ritorno dietro la macchina da presa di uno degli sceneggiatori più geniali e sregolati degli ultimi trent’anni. La sceneggiatura di questo film è l’ennesima perla che può benissimo affiancarsi ad altre gemme di scrittura di Kaufman come “Essere John Malkovich“, “Il ladro di orchidee” e “Se mi lasci ti cancello“. Il suo aspetto enigmatico e la stratificazione di generi rendono questo film avvincente e perturbante, angoscioso ed, a suo modo, commovente. Una perla, disponibile su Netflix, assolutamente imperdibile.

 

Recensione a cura di

Ettore Dalla Zanna

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9.5

Fantastico

Pro

  • La sceneggiatura di Charlie Kaufman.
  • Tutti gli attori sono fenomenali...
  • ... ma Jessie Buckley spadroneggia su tutti.
  • Enigmatico ed angoscioso ma anche malinconico e commovente.
  • La capacità di passare da un genere all'altro senza essere forzato.

Contro

  • Sicuramente non è una visione facile.