6,1/10

Sono la tua donna

Regista

Julia Hart

Cast

Rachel Brosnahan, Arinzé Kene, Marsha Stephanie Blake, Bill Heck, Frankie Faison, Marceline Hugot, James McMenamin

Sceneggiatore

Julia Hart, Jordan Horowitz

Produttore

Original Headquarters Big Indie Pictures Scrap Paper Pictures

Durata

2h

Offerte
Data di uscita

11/12/2020 (Italia)

America, anni ’70. Jean ed Eddie sono sposati, vorrebbero avere figli ma lei non può. Almeno finché il marito un giorno non torna a casa con un bambino, il loro bambino. Alle domande sulla provenienza del bambino, presto se ne sommano altre; la donna, si trova infatti costretta a fuggire con il piccolo aiutata solo da Cal, un ex collega di Eddie.

Tempi tranquilli, storia un po’ meno

Sin dall’inizio Sono la tua donna (I’m your woman) si presenta con un ritmo lento. La voice-over di Jean (Rachel Brosnahan) ci spiega la situazione iniziale con poche e semplici parole: lei e Eddie (Bill Heck) sono sposati, vorrebbero un figlio ma lei non può averne. Da lì all’arrivo di un misterioso bambino e all’inizio di una fuga rocambolesca non passa poi molto, eppure tutto sembra sempre procedere con una lentezza quasi esasperante; i dialoghi sono di poche parole e forse proprio per questo sembrano durare un’eternità, mentre noi ancora ci stiamo chiedendo da dove provenga quel bambino a cui ora è stato dato il nome di Harry.

Sono la tua donna
Jean (Rachel Brosnahan) da una scena del film

Anche durante il viaggio, nonostante gli imprevisti e i colpi di scena, la maggior parte delle sequenze rimane statica. Questa estrema tranquillità nel procedere sicuramente contribuisce sia ad incrementare la suspense, sia a rendere più evidente il nascere di una consapevolezza nuova nella protagonista. Ciò non toglie che un ritmo così lento risulti anche fin troppo eccessivo e finisca per rendere Sono la tua donna un film un po’ pesante da seguire.

Sono la tua donna…?

Dall’inizio del film veniamo immediatamente allineati a Jean: sappiamo sempre quanto lei, a volte anche meno. In questo modo è come se scoprissimo tutto insieme a lei e non solo per quel che riguarda le risposte ai tanti perché che la storia ci mette dinanzi. Al viaggio fisico, infatti, procede in parallelo anche il viaggio interiore della protagonista, la quale si rende conto di quanto la sua vita fosse subordinata al marito; la consapevolezza cresce in lei sempre più forte capendo quanto poco in realtà sapesse di Eddie, del suo lavoro da criminale e, soprattutto, di quanto poco sapesse di sé stessa e delle sue potenzialità.

Sono la tua donna
Jean (Rachel Brosnahan) da una scena del film

In tutto ciò a giocare un ruolo fondamentale è la performance dell’attrice: Rachel Brosnahan. Conosciuta per il suo ruolo da protagonista in La Meravigliosa Signora Maisel, serie tv di Amazon Prime Video, anche in Sono la tua donna dimostra di essere un’attrice valida, abile a cambiare completamente volto e atteggiamento. Senza contare il look che la vede passare dagli anni ’50 ai ’70, in Jean è evidente un carattere più remissivo in cui però pare ribollire una frustrazione repressa troppo a lungo. È interessante però come entrambe le donne interpretate dalla Brosnahan intraprendano, seppur in modo molto diverso, un percorso di emancipazione in cui ad emergere è ciò che davvero sono in grado di fare.

Rivelazioni in sordina

Sono la tua donna è un film basato sul mistero. Un mistero che ci viene svelato a poco a poco, ma a volte quasi si ha l’impressione che le risposte finalmente ottenute non siano poi così fondamentali. Non tanto perché non siano soddisfacenti o particolarmente brillanti, quanto per il modo in cui vengono rivelate, quasi in sordina. Le scene che davvero ci lasciano col fiato sospeso si contano sulle dita di una mano e sono perlopiù concentrate a fine film. Per il resto tutto sembra conformarsi a quel ritmo eccessivamente lento di cui abbiamo parlato sopra. Perfino i personaggi secondari, pochi ma alla fine ben costruiti, non vengono sfruttati a pieno diventando una cornice alla storia, più che pezzi di un puzzle che Jean sta mettendo insieme nel corso di questa disavventura.

Sono la tua donna
Jean (Rachel Brosnahan) e Cal (Arinzé Kene) da una scena del film

Un vero peccato perché la storia in sé aveva potenzialità che, se sfruttate meglio, avrebbero incollato gli spettatori allo schermo con molta più facilità. In questo modo, invece, gli interrogativi possono non essere abbastanza per chiedere alle persone di aspettare pazientemente davanti all’ennesima scena statica che si prolunga per un po’ troppo tempo.

COMMENTO FINALE

Tirando le somme si può ridurre tutto alla formula così spesso sentita del “ha le potenzialità, ma non si applica.” Sono la tua donna ha una protagonista eccezionale, un intreccio di per sé interessante, eppure alla fine dei conti si fa fatica a non distrarsi durante il film. Se però si riesce a non staccare gli occhi dallo schermo, si apprezzeranno quelle piccole scene, quei momenti o quelle parole in cui ci rendiamo conto che il viaggio vero non è tanto quello fisico, quanto quello psicologico che Jean affronta con successo. Motivo per cui non sconsigliamo il film, ma suggeriamo una buona dose di pazienza.

Recensione di: Francesca Capone.

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6.5

Okay

Trivia

  • Intreccio interessante
  • Ottima interpretazione della Brosnahan
  • Pochi personaggi secondari, ma buoni

Goofs

  • Ritmo lento
  • Scarsa rilevanza data a rivelazioni salienti