Le sorelle Macaluso
6.2/10

Le sorelle Macaluso

Regista

Emma Dante

Genere

Drammatico

Cast

Donatella Finocchiaro, Eleonora De Luca, Alissa Maria Orlando, Susanna Piraino, Viola Pusatieri, Anita Pomario

Sceneggiatore

Emma Dante

Produttore

Salvatore Pecoraro, Marica Stocchi

Durata

94 min.

Offerte
Data di uscita

10 settembre 2020

Le sorelle Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella Macaluso vivono, senza i genitori, in un appartamento all'ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Le loro sono vite precarie, eppure piene di sogni e aspirazioni come quelle di tante ragazze.

Le sorelle Macaluso: dal palcoscenico al grande schermo.

le sorelle macaluso

Un muro scrostato su cui un bastone di legno apre a forza uno spioncino; subito un occhio si appoggia alla fessura e ci guarda attraverso. Queste sono le immagini che aprono il secondo film dell’attrice, regista teatrale e drammaturga Emma Dante. In precedenza una pièce teatrale della stessa Dante, Le sorelle Macaluso arriva anche sullo schermo cinematografico, mettendo in scena la vita di cinque sorelle palermitane.

Pinuccia, Maria, Lia, Katia e Antonella vivono in periferia, in un vecchio appartamento all’ultimo piano dove allevano una colonia di colombi, si guadagnano da vivere affittandoli ad ore per i matrimoni. Le seguiamo attraverso quella che pare essere una giornate come tante; le ragazze si svegliano, si preparano per una gita al mare al Charleston, stabilimento balneare che non si possono permettere e in cui entrano scavalcando la recinzione. Ballano, prendono il sole, giocano in acqua ridendo. “Era una giornata così bella,” dirà Pinuccia, la maggiore, molti anni dopo.

Gli eventi di quella singola giornata fungono da fulcro attorno cui ruota la storia che ci viene raccontata. La separazione è piuttosto netta: ad un’esplosione di vitalità, risate, una fotografia satura, una colonna sonora avvolgente, una messa in scena a volte sovraccarica di emozioni, suoni, oggetti si contrappongono i toni via via più spenti e sofferenti che ci accompagnano nell’età adulta e nella vecchiaia delle protagoniste.

Gli atti dialogano però tra loro. Il passato non viene mai dimenticato, viene conservato in scatoloni riposti con cura, nelle stoviglie dell’appartamento che piano piano cade a pezzi, nei ricordi a cui le sorelle si aggrappano disperatamente; ne risulta un continuo reiterarsi di momenti e azioni che però non ci appare mai ripetitivo, né superfluo.

 

La materialità del ricordo

Le sorelle macaluso

Le sorelle Macaluso è un film profondamente materico; già dal principio, lo spettatore entra a forza nelle vite delle protagoniste, attraverso quella fessura scavata nel calcestruzzo di un muro in rovina. Gli oggetti con cui i personaggi interagiscono ci raccontano una storia a sé stante, spesso anticipano quanto sta per accadere ad essi. Basti pensare alla bambola con cui Antonella gioca nella spiaggia del Charleston, abbandonata a galleggiare in acqua.

Ma non solo: gli oggetti si fanno personaggi, riempiono vuoti, si associano ad una figura specifica. Pinuccia diventa il suo rossetto, Lia diventa i libri da cui legge spasmodicamente recitandone passi interi, o quella bacchetta magica che trova a terra con cui vuole “far sparire” la sorella. Non è puro virtuosismo estetico il momento in cui Maria, nell’annunciare la propria malattia, indossa un tutù da ballerina, memore del suo desiderio di giovinezza. Vestiario, accessori, stoviglie, marionette e un grottesco orologio raffigurante un clown: gli oggetti della scenografia compongono la storia esattamente come i personaggi in carne ed ossa.

La casa stessa è sin dal principio un’altra protagonista, con il suo racchiudere quegli stessi oggetti, il passaggio del tempo, ricordi e momenti che lo spettatore si trova a rivere assieme ai personaggi. Tra le immagini più cariche di sofferenza ci sono quelle che ci mostrano l’appartamento, ormai caduto a pezzi, svuotarsi.

Le sorelle Macaluso racconta il lutto, racconta la perdita e racconta il vuoto. Emma Dante decide di riempirlo, sapientemente, attraverso una poetica dell’oggetto, oggetto che manifesta sempre traccia della mani che l’avevano racchiuso.

 

Un’opera autoriale, fino all’ultimo dettaglio.

Le sorelle Macaluso

È difficile pensare di poter uscire dalla sala senza essere toccati dalle immagini di Emma Dante. Seppur con qualche virtuosismo di troppo, in alcuni momenti in cui veniamo bombardati da visivo e sonoro allo stesso tempo, il film riesce a portare avanti una narrazione strabordante di emozioni diverse senza mai risultare stucchevole. Accompagniamo le cinque sorelle nel passare del tempo tenuti per mano da una regia che non scivola mai e che denota una vera e propria presenza autoriale. La poetica della Dante è molto chiara nel suo manifestarsi; ci appare quanto mai chiaro che Le sorelle Macaluso sia un film pensato e curato sino all’ultimo dettaglio.

E probabilmente la sua forza sta proprio in questo: nel rendere protagonisti un piatto sbeccato, un rossetto rosso, una scatola che racchiude un passato mai dimenticato.

Una recensione di Marta Lorenzon.

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9

Fantastico

Pro

  • Una performance attoriale straordinaria
  • Un lavoro di messa in scena altrettanto straordinario
  • Il lavoro di una vera e propria Autrice

Contro

  • Forse qualche virtuosismo di troppo