Le Ardenne
6.8/10

Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore

Regista

Robin Pront

Genere

Crime , Thriller

Cast

Kevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet , Viviane De Muynck, Sam Louwyck, Peter Van den Begin, Eric Godon

Sceneggiatore

Robin Pront, Jeroen Perceval

Produttore

Bart Van Langendonck

Durata

96 minuti

Offerte
Data di uscita

28 giugno 2017

Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore. Arriva in sala il crime-thriller belga di Robin Pront.

Le Ardenne

Un teso crime-thriller europeo

Una rapina finita male porta alla galera Kenneth (uno strepitoso Kevin Janssen), costretto a separarsi per degli anni dalla ragazza Sylvie (Veerle Baetens) e dal fratello Dave (Jeroen Perceval). Il suo silenzio non sarà un problema, ma il suo ritorno alla società sì. Sylvie si è infatti fidanzata con un altro, e questo altro è Dave. Mentre la ricerca di nuovi appigli alla redenzione (il lavoro, la famiglia) continuano ad essere negata a Kenneth, il non detto logora il fratello e Sylvie. Ma ben presto, la vera natura del pericoloso Kenneth tornerà a galla, costringendo Dave ad una allucinata escalation di bugie e crimini.

Due fratelli. Una sola donna. Un doppio legame da riscattare. Elementi semplici e lineari abilmente dosati per un buon film di genere. La trama è piuttosto semplice, e sa di già visto. La vera sorpresa è piuttosto un’altra, e si nasconde nel lato tecnico della pellicola di Robin Pront. Se la colonna sonora di Hendrik Willemyns(solo al suo secondo lavoro) è interessantissima, insieme al mood di sonorità elettroniche scelto dal regista, lo stesso vale per la fotografia del film. Scura, densa, sporca e per contro affascinata dalle luci elettriche della città prima e delle Ardenne poi, luogo disseminato dalla sceneggiatura di caravan, camion e fanali.

Le Ardenne - Oltre i confini dell'amore

Quando il Noir è derivativo

“Tanto potente quanto Fargo, Trainspotting e i primi film di Quentin Tarantino”. Queste le parole di Indiewire scelte per accompagnare nelle sale il poster di “Le Ardenne”, insieme alla (comunque meritata) candidatura agli Oscar come Miglior Film Stranieroraccolta nel 2016. A parere di chi scrive, il paragone sembra, più che errato, azzardato.

Che l’opera sia di buon livello è vero. Che le interpretazioni siano ottime, anche. Persino quelle di quasi tutti gli attori caratteristicoinvolti fanno un buon lavoro. Ma nel noir, imprescindibile per la fruibilità dell’opera, resta centrale la scrittura. E allora non è sufficiente una sceneggiatura che si limita ad affastellare personaggi e comprimari sui generis a situazioni archetipiche, buttando nel mezzo della commedia poco riuscita che vorrebbe essere à-la-Tarantino (quando l’unico effetto che ottiene è quello di smontare tensione e la fiera grettezza del plot) ed un finale prevedibile per fare di un thriller un grande film. Sebbene il risultato sia nella norma ed apprezzabile, giocare su questi fattori appare un’arma a doppio taglio nei confronti dello spettatore, che si aspetta ciò che non avrà.

Quello che davvero rende “Le Ardenne” interessante è piuttosto il suo essere pienamente europeo, la sua descrizione dei sottotesti di malavita e bruttura del Belgio contemporaneo tanto poco abituale sui nostri schermi, insieme alla bellezza sciupata dei suoi luoghi e dei suoi personaggi. Più che dalle parti dei Coen, siamo onestamente dalle parti del primo Refn. Che poco non è, comunque.

Vi lasciamo al commento finale…

Le Ardenne

Commento finale:

“Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore” è un noir tutt’altro che poco interessante, sostenuto da una buona messa in scena e ottime interpretazioni. A rendere giustizia ad un plot poco interessante ma comunque convincente ci pensa lo sguardo europeo del film, che diversifica l’opera dal filone degli infiniti cloni Tarantiniani sfornati dalla Hollywood contemporanea. Il gioco funziona, ma solo a metà. Sapere cosa si andrà a vedere potrebbe salvare da cocenti delusioni. Se cercate un cinema fatto di grande scrittura, cercate altrove. Se cercate l’insolito, invece, lo avete trovato.

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