la rivincita
5,2/10

La rivincita

Regista

Leo Muscato

Genere

Drammatico

Cast

Michele Venitucci, Michele Cipriani, Deniz Ozdogan, Sara Putignano

Sceneggiatore

Leo Muscato, Michele Santeramo

Produttore

Cesare Fragnelli

Durata

85 minuti

Offerte
Data di uscita

4 giugno 2020

Le disavventure economiche e familiari di due fratelli, Vincenzo e Sabino e delle loro mogli, Maja e Angela.

La rivincita parla di Vincenzo (Michele Cipriani) e Sabino (Michele Venitucci), fratelli, entrambi alle prese con soffocanti difficoltà economiche. Il primo coltiva piante d’olivo in un appezzamento di terreno, il secondo, fioraio, gestisce con la moglie Angela (Sara Putignano) un piccolo chiosco in centro città.

Quando il progetto di una nuova autostrada costringe Vincenzo all’esproprio, l’uomo si rende conto di non potersi più permettere il figlio che aspetta dalla moglie Maja (Deniz Ozdogan). Allo stesso tempo, i debiti di Sabino crescono al punto di minacciare la chiusura della propria attività. I due fratelli si trovano quindi  costretti a prendere drammatiche decisioni nel tentativo di fronteggiare quella “porca miseria” di cui parlava sempre loro padre.

Un racconto teatrale

Tratto dall’omonimo romanzo di Michele Santeramo, il film nasce da un incontro tra lo scrittore e Leo Muscato, al suo esordio come regista cinematografico. Muscato aveva in precedenza già realizzato una pièce teatrale basata sul romanzo e, forte della precedente esperienza, nel mettere in scena il racconto cinematografico decide di servirsi di attori perlopiù di provenienza teatrale.

La profonda struttura drammaturgica appare chiara sin da subito; la recitazione, i dialoghi, i confronti tra i personaggi hanno poco di cinematografico e spesso la stessa regia tende a lasciare libero spazio alla performance attoriale – sicuramente ottima, specialmente per quanto riguarda il cast femminile -, senza mai guidare il nostro sguardo.

La rivincita sceglie dunque di dialogare con una messa in scena altra, consona ai temi trattati e al tono del racconto, fortemente drammatico e verista, ma non riesce ad essere intrinsecamente cinematografico; la regia di Muscato si rivela infatti cauta e misurata e spesso non ci dice nulla che i dialoghi già non ci rivelino ampiamente.

 

Una riflessione sul femminile

la rivincita

Alle vicende perlopiù economiche che si trovano ad affrontare i due fratelli si contrappongono quelle delle due mogli, Angela e Maja. Il grande fulcro attorno cui ruota la loro narrazione è la maternità.

Angela, cresciuta in un istituto di suore, incontra grandi difficoltà nel rapportarsi al figlio Marco, ragazzino vittima di bullismo perché appassionato di danza latino-americana. La donna viene rappresentata come soffocata da un modello di maternità – comprensiva, affettuosa – che non le appartiene; decide di partire per una missione umanitaria in Africa per sfuggirci e, probabilmente, per ritrovare un’identità al di fuori della propria famiglia.

Dall’altra parte, Maja desidera un figlio; dopo una passata e sofferta decisione di abortire – a causa di forti difficoltà economiche –   lei e il marito decidono di riprovare a mettere su famiglia. Messa davanti ad una possibile sterilità di Vincenzo, Maja, disperata, decide di chiedere a Sabino di concepire il figlio con lei in segreto.

I personaggi de La Rivincita sono profondamente letterari, classici: il riferimento verghiano è evidente. Purtroppo però, specialmente nella sua rappresentazione del femminile, sarebbe forse stato più interessante esulare da dicotomie quali femminilità-maternità e mascolinità-lavoro, per dipingere un quadro meno stereotipato della  nostra contemporaneità.

 

Un immaginario che conosciamo fin troppo bene

la rivincita

Nel suo dipingere una contemporaneità “degli ultimi”, Muscato ci porta all’interno della vita di personaggi densi, dai sogni umili e piccoli. Sabino, Vincenzo, Angela e Maja desiderano una casa, una famiglia, un lavoro. La loro lotta contro la miseria li porta a confrontarsi con se stessi, con la propria morale, li spinge a scontrarsi gli uni con gli altri, ma nel finale è la speranza che, seppur in modo ironico e dolceamaro, riesce a trionfare.

Si tratta di una storia che gli spettatori conoscono già molto bene, una storia che il cinema italiano dipinge più e più volte sin dal neorealismo; nonostante si tratti di un film ben confezionato, tenuto insieme da una scrittura sapiente, non riesce ad emergere nel panorama di simili storie già raccontate da numerosissimi autori.

L’esordio di Muscato non è, dunque, un film malriuscito; al contrario, si poggia su solide fondamenta letterarie, teatrali, tematiche. La rivincita si lascia guardare e nel suo svolgimento regala allo spettatore una storia in cui si può sicuramente riconoscere; all’arrivo dei titoli di coda ci  lascia però la sensazione di star guardando qualcosa che abbiamo già visto, numerose volte.

Il film è disponibile su Raiplay.

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5

Mediocre

Pro

  • Ottima performance attoriale, specialmente del cast femminile
  • Una sceneggiatura ben confezionata

Contro

  • Una regia più teatrale che cinematografica
  • Una storia già ampiamente raccontata dal cinema italiano
  • Qualche stereotipo di troppo