la favorita
7.5/10

La Favorita

Regista

Yorgos Lanthimos

Cast

Olivia Colman, Rachel Weisz, Emma Stone

Sceneggiatore

Deborah Davis, Tony McNamara

Produttore

Ceci Dempsey, Ed Guiney, Lee Magiday, Yorgos Lanthimos

Durata

120 min

Offerte
Data di uscita

2018

Nell'Inghilterra del XVIII secolo, la fragile regina Anna occupa il trono, ma è la sua cara amica Lady Sarah a governare il paese, fino a quando la nuova serva Abigail non entra in competizione con lei per ottenere i favori della sovrana e il potere.

La Favorita è innanzitutto una sorpresa. Vedere l’ultima pellicola di Yorgos Lanthimos disponibile su Star è una boccata d’aria fresca. Ci si aspettava da tempo che Disney + offrisse un catalogo vario, soprattutto autoriale. La Favorita si aggiunge ad un sempre crescente insieme di contenuti che invoglia ad abbonarsi alla piattaforma streaming Disney. Qui trovate un articolo in merito.

La Favorita

Chi vuole essere la favorita?

La Favorita è un continuo gioco di potere. Bene e male svaniscono, convergendo nel peccato dell’avarizia. Le tre attrici – regine delle magnifiche inquadrature – ottengono il massimo da ognuno dei personaggi immaginati da Lanthimos; tra tutte, Olivia Colman nei panni della Regina Anna ha vinto il premio Oscar (e non solo). Rachel Weisz riconferma con Lady Sarah la sua intimità professionale con il regista greco, già insieme per The Lobster. Infine, la giovane promessa hollywoodiana Emma Stone, che dopo la vittoria in La La Land, ottiene la candidatura per la sua Abigail, mostrando una crescita attoriale spettacolare in continuo divenire.

La triade mescola inganno, amore, bugie e tradimenti, rimanendo per quasi tutta la durata del film all’interno delle mura di corte. Claustrofobiche stanze usate come contenitori di segreti, in cui doversi addentrare di nascosto, come ratti. Proprio come fa Abigal, arrivata da un passato misterioso e decisa a riacquisire il ruolo di Lady, perduto anni addietro. Spinta fino a quella corte per il suo legame familiare con Lady Sarah, cugine da tempo separate.

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Il privilegio d’esser la favorita

Il loro duello inizia non appena il più grande segreto è svelato. La miccia è innescata dalla conoscenza di un amore proibito, quello tra Sarah e la Regina Anna, minacciato dalla terza incomoda Abigail. In questo frangente, la guerra tra Francia ed Inghilterra che imperversa. La politica interna fa da palcoscenico tra chi vuole la pace e chi no. Quando Abigail viene assoldata come spia da Sir. Harley, il controllo quasi totale di Sarah – la favorita della regina – comincia a vacillare in una guerra che ha già vinto da tempo contro la concorrenza. Il suo amore freddo porta lo spettatore a credere ad una bugia. Una bugia che nasconde anche qualcosa di puro.

La favorita Sarah si sostiene con la sicurezza della propria posizione, con la nazione e le scelte per essa tra le proprie mani. Anna è la sua regina, ma anche la sua amante.

Abigail è invece appena arrivata. Bastano certi e specifici primi piani di Lanthimos per capire la natura maligna del personaggio della Stone. Abigail vuole diventare la favorita della regina, ma per farlo osserva, ascolta, spia, mente, fino a spingersi all’estremo.

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Il cinema in costume di Lanthimos

Il regista greco è bravissimo ad invertire i punti di vista. È attento a orchestrare i capitoli (otto in totale lungo le due ore del film) intitolandoli con frasi dette da certi personaggi, veri motori della narrazione. Inevitabilmente, la storia diviene man mano più lenta e malinconica senza negare qualche risatina amara, quando la malata regina rimane sola, a riflettere e disperarsi, tra carrellate o primi piani. Tutto si compensa in una sceneggiatura fluidissima, con dialoghi satirici ed espliciti, estranei probabilmente ai canoni da film storico in costume. Un’estraneità che vince senza ritegno, se a tutto questo aggiungiamo una scenografia ai livelli barrylyndiani, costumi vivi e che raffigurano la natura e le trasformazioni caratteriali e un uso dei chiaroscuri fuori dal comune.

Dissolvenze

Un capitolo a parte servirebbe per parlare dei virtuosismi del regista di Dogtooth; Yorgos Lanthimos ricorda Coppola sull’uso delle dissolvenze ne Il Padrino Parte II. Lì la scena passava alla successiva attraverso il legame di sangue tra De Niro e Al Pacino. Qui parliamo sempre di legami, ma di diversa natura. Se nella parte centrale del film si lascia maggior spazio a campi totali, con un uso del grandangolare sublime, all’inizio e alla fine il regista mescola i personaggi attraverso dissolvenze sia visive che sonore. In particolare, l’ultima inquadratura è il risultato di una metafora sulla gerarchia impressionante.

 

Il legame tra i personaggi ci porta insomma alla conclusione che il potere può essere smisurato, se si è capaci di possederlo senza inciampi.

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La favorita Abigail, conigli e commento finale

Anche qui non manca il simbolismo animale, a cui tanto Lanthimos teneva soprattutto in The Lobster. Abbiamo gli uccelli a cui sparare, aragoste per giocare e conigli da sostituire a figli, perché no. L’innocenza di questi ultimi è per Abigail qualcosa da poter facilmente schiacciare, come lo è la propria regina una volta divenuta la sua favorita. Il personaggio della Stone parte dal basso per rialire ed ottenere ciò che tanto desidera, ma questa avarizia sarà mai sufficiente? Abigail schiaccia, brucia e vince sulla verità, ma avrà pur sempre qualcuno sopra di lei, a schiacciarla anche con più facilità se non semplice da ingannare.

La Favorita è disponibile su Disney + dal 5 di marzo, un film meraviglioso sotto tanti punti di vista. Ha ricevuto dieci candidature agli Oscar nel 2019, vincendone solo una (Miglior Attrice Protagonista). Le tre interpretazioni principali fanno ombra soprattutto a quelle dei personaggi maschili, ridicolizzati in moltissimi punti, lasciando il timone al trio Colman-Weisz-Stone.

 

Recensione a cura di: Lorenzo Genna

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8.5

Ottimo

Pro

  • Trio Colman-Weisz-Stone perfetto e magistralmente interpretato da ogni attrice
  • Scenografie e costumi vivi come veri e propri personaggi
  • Satira mescolata benissimo all'interno della sceneggiatura
  • Lanthimos più virtuoso che mai e come sempre estremamente metaforico

Contro

  • Nessun contro particolare, se non quello di appartenere ad un genere non vicino a tuttu come il cinema storico e in costume