7.6/10

Hell or high water

Regista

David Mackenzie

Cast

Chris Pine, Ben Foster, Jeff Bridges, Gil Birmingham, Dale Dickey, Marin Ireland, Katy Mixon

Sceneggiatore

Taylor Sheridan

Produttore

Peter Berg, Sidney Kimmel, Julie Yorn, Carla Hacken

Durata

1h 42 min

Offerte
Data di uscita

18 Novembre 2016

Un padre divorziato e suo fratello, ex detenuto, pianificano una serie di rapine contro la banca che minaccia di prendersi il ranch di famiglia, ma vengono ostacolati da un Texas Ranger quasi in pensione.

Hell or high water: uno specchio sulla società di frontiera

Dopo l’ottimo successo di “Sicario”, lo sceneggiatore Taylor Sheridan ritorna nuovamente a trattare dell’odierna frontiera americana in Hell or high water. La sceneggiatura gli valse una candidatura come Migliore sceneggiatura originale ai premi Oscar e ai Golden Globe del 2017.

Tra ironia e inseguimenti

Fin dai suoi primi minuti, il film fa percepire la sua volontà di differenziarsi da opere quali “Non è un paese per vecchi”, ritenendo un atteggiamento quasi ironico e a tratti straniante lo stile più opportuno per accompagnare la vicenda. Il risultato è una vicenda ridotta così all’essenziale: un inseguimento privo di toni cupi o complicate riflessioni, ma che è comunque in grado di presentare esistenze sconfitte e far riflettere su situazioni morali attuali.
Aiutato anche da un montaggio parallelo che gioca liberamente col tempo, emergono nella storia le sfaccettature amare di un gioco di guardie e ladri in cui nessuno vince ma dove il prezzo da pagare è alto per tutti.

La violenza non è solo nelle armi

T. Sheridan non si limita solamente ad avvicinare personalità distanti. Subendo le trappole legali, Toby Howard (Chris Pine) comprende la vera violenza che il sistema ha fondato: una violenza civile, machiavellica e che con i suoi inganni e macchinazioni riesce a farsi beffe anche della legge. Questa è una consapevolezza che accompagna il personaggio per tutta la durata del film e che spesso emerge con astio poiché ciò lo obbliga a compiere azioni, come rapinare le banche, che sono del tutto estranee al suo essere. A rendere più immediato il paragone è sicuramente la presenza del fratello violento Tanner Howard. Ben Foster riesce anche a creare un personaggio vicino ai valori famigliari e che dimostra sempre la sua volontà di proteggere il fratello.

Un passato ingombrante

In Hell or high water non è tanto il futuro a far preoccupare, quando invece un passato con cui le persone non sono riuscite ancora a chiudere i conti. “Che follia! I tempi delle rapine in banca. Il miraggio dei soldi facili. Tempi che furono… Se ne sono andati ormai.”. Un mandriano che mentre porta via il pascolo da un incendio si pente della sua vita oppure il ricordo di quelli che un tempo erano territori indiani, sono tutti segni di un trascorso ancora presente nella cultura South degli Stati Uniti, che la sceneggiatura sceglie di declinare attraverso l’adozione di caratteri specifici.

Il dare vita a svariati personaggi archetipo come l’indiano, lo sceriffo anziano e il bandito, rafforza la volontà di trasmettere una storia attuale ma dal punto di vista del passato e per farlo il film si avvale del genere western. Questa scelta fa riflettere su ciò che oggi sembra essere la vita vicino al confine: una rappresentazione del declino americano, dove tutti i sogni sono finiti e il vecchio sceriffo ancorato al proprio passato e riluttante al futuro, si trova in piedi tra le macerie di un mondo che non riconosce più.

 

Commento finale

Nonostante una regia ben curata, il film perde di efficacia con alcune scene e la componente western a volte si rivela incerta e leggermente forzata. La coppia Mackenzie – Sheridan si dimostra comunque vincente, riuscendo a esporre in modo semplice ma chiaro i temi del film, una storia che riesce fino alla fine sia a coinvolgere lo spettatore che a fargli mantenere uno sguardo critico sulla società del confine.

 A cura di: Emanuele Filiberto D’Andrea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Braindrain intervista al regista Vittorio Beomonte Zobel

Noi di CineWriting abbiamo incontrato il regista Vittorio Beomonte Zobel per parlare del suo lavoro più recente: BrainDrain. BrainDrain è…

Il “fenomeno Shrek”: perché l’orco della DreamWorks domina la pop culture

Da pochi giorni è iniziata su Italia 1 una maratona di Shrek in occasione del 20° anniversario del primo film.…
oldboy

Oldboy: il walzer del tempo perduto di Park Chan-wook

Alcuni film sono fatti per durare: superano le barriere del tempo e divengono immortali. Uno di questi è sicuramente Oldboy,…
clint eastwood

SPECIALE CLINT EASTWOOD: BUON COMPLEANNO!

In principio fu proprio lo stesso Clint Eastwood nel leggendario "Il buono, il brutto, il cattivo" a dire che il…
autoerotismo

Festeggiamo l’autoerotismo con 5 iconiche scene

Cari cinefili, lo sapevate che maggio è il mese dell’autoerotismo? Sul finire degli anni '90, per protestare contro un sistema…

8

Ottimo

Pro

  • Sceneggiatura
  • Cast e recitazione
  • montaggio parallelo
  • Ambiente
  • Movimenti di macchina

Contro

  • Scene di guida altalenanti
  • Qualche momento eccessivamente ironico
  • Intervento forzato della musica in alcuni punti