girl poster
7,1/10

Girl

Regista

Lukas Dhont

Genere

Drammatico , LGBTQ+

Cast

Victor Polster, Arieh Worthalter, Oliver Bodart

Sceneggiatore

Lukas Dhont, Angelo Tijssens

Produttore

Menuet Producties (as Menuet), Frakas Productions, Topkapi Films, Vlaams Audiovisueel Fonds

Durata

105 min

Offerte
Data di uscita

28 settembre 2018

Lara, una quindicenne nata nel corpo di un ragazzo, sogna di diventare una stella della danza classica. Con il sostegno del padre, la giovane si lancia in un percorso in cui disciplina e forza di volontà sono fondamentali.

Girl, l’adolescenza di una ragazza nata nel corpo sbagliato

Nel film Girl (2018, regia di Lukas Dhonti) viene pronunciata una frase, una frase semplicissima, che nella sua schiettezza descrive perfettamente la situazione di una persona transgender che inizia un percorso per cambiare sesso: Sei già tutto ciò che diventerai.

girl

Procedere lentamente e fermarsi a pensare

Lara è nata in un corpo maschile, ma si sente una donna. Inizia a quindici anni una cura ormonale e sogna, impaziente, l’operazione. Contemporaneamente inizia a frequentare una delle migliori scuole di danza classica del paese. Una storia semplice ridotta all’essenziale. Non ci sono presentate situazioni assurde, colpi di scena, eventi clamorosi. Nessun fronzolo. La narrazione è pacata e sopratutto verosimile. Viene mostrata la quotidianità di una adolescente, i suoi momenti di autoriflessione e scoperta di sé. È necessario, quindi, procedere lentamente, fermarsi, contemplare. Ad alcuni tutto ciò potrebbe risultare noioso, sopratutto a un pubblico poco empatico. Girl è un film di sottotesti, di sguardi, di movimenti. È la storia di un corpo e i gesti dicono di più delle parole pronunciate nella pellicola.

Il ruolo centrale della danza

girlLa danza, in Girl, è infatti una metafora. Entrambi i percorsi che intraprende la protagonista (quello di ballerina professionista e quello di transizione) richiedono disciplina, forza di volontà, pazienza. Entrambi i percorsi richiedono di controllare il proprio corpo. Spesso vediamo Lara danzare, spesso viene sgridata, le viene ricordato che di solito le bambine iniziano ad andare sulle punte a 12 anni. Più o meno il periodo in cui hanno il loro primo ciclo mestruale. Lara va sulle punte e diventa donna più tardi rispetto alle sue coetanee e con più difficoltà. Desidera le due cose troppo ardentemente per arrendersi. Un traguardo non è sminuito da un percorso incidentato o lento, anzi, ne è esaltato. Lara è e sarà per sempre a tutti gli effetti una donna e una ballerina.

Due protagonisti: Lara e il suo corpo

Il conflitto al centro della pellicola è quello tra la protagonista e il suo corpo. Lara non riesce ad amarsi per come è, legirl è impossibile. Fino a quando non subirà la tanto desiderata operazione non riuscirà a sentirsi integrata nel suo gruppo di amiche, ad avere un rapporto aperto con il padre, a trovarsi un compagno. Il suo disagio traspare a volte sottilmente, come quando guarda con invidia le sue amiche a loro agio con sé stesse, a volte in maniera esplicita e drammatica. Lara che piange nel letto insieme al padre, Lara che si nasconde i genitali in maniera dolorosa e dannosa. Una sorta di autopunizione, un autolesionismo nei confronti del corpo che tanto non vuole. Una guerra totalmente personale, che esclude il mondo esterno e mette in campo solo Lara.

Il padre che tutti vorremmo

Girl, nella narrazione, prende quindi una via per nulla scontata: si discosta totalmente da quello che gli altri pensano della protagonista e si concentra unicamente su quello che lei pensa di sé stessa. Evitare il mondo esterno è praticamente impossibile, quindi la vediamo interagire con la sua famiglia, i suoi compagni di ballo, i suoi insegnanti. Non ci sono, però, le problematiche che potremmo aspettarci. Lara è supportata dalla sua famiglia, sopratutto da un padre comprensivo e presente. Finalmente è portata in scena una figura genitoriale umana, che non sa come affrontare questa situazione (chi lo saprebbe?) ma che cerca continuamente di parlare con la propria figlia. La consola, le chiede cosa non va. La cerca, la rincorre. Tratta la figlia con il rispetto e la dolcezza che tutti i genitori dovrebbero riservare ai propri figli.

Victor Polster Arieh Worthalter

Una storia (purtroppo) per nulla italiana

Lara non incontra grandi ostilità esterne sul suo cammino. A parte un unico episodio di violenza psicologica, le persone di cui si circonda la trattano con delicatezza e umanità. E questo, ammissione dolorosa, mi ha stupita. Ha portato a chiedermi se un’ipotetica Lara italiana troverebbe questo tipo di supporto. Se un regista italiano potrebbe portare un racconto di questo tipo e con questo messaggio nei nostri cinema. Una storia dove la disforia di genere viene normalizzata e vista per quel che è veramente. In Belgio, Girl ha avuto un buon successo ed è stato presentato come rappresentate  del paese agli Oscar nella categoria Miglior film straniero. In Italia ha incassato pochissimo ed è passato inosservato. Questo dice molto su come il nostro paese tratta questioni e storie come questa.

Victor Polster danza

Commento finale

Girl è un’opera capace di spiegare come si sente chi è nato nel corpo sbagliato e come dovrebbe essere trattato. Bisognerebbe vedere questo film per istruirsi e istruire, per imparare ad empatizzare con gli altri e così capirli. Girl è disponibile su Sky e su Chili e consiglio a chiunque non lo abbia visto di recuperare quest’opera semplice, ma tanto umana.

 

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Recensione di: Matilde Tramacere.

 

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  • Educativo
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Contro

  • Può risultare noioso
  • A livello tecnico non spicca