Ghostbusters
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Ghostbusters: Legacy

Regista

Jason Reitman

Cast

McKenna Grace, Finn Wolfhard, Carrie Coon, Paul Rudd, Logan Kim, Celeste O'Connor, Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson,

Sceneggiatore

Jason Reitman, Gil Kenan

Produttore

Sony Pictures

Durata

Offerte
Data di uscita

18/11/2021

Arrivati in una piccola città, una madre single e i suoi due figli iniziano a scoprire la loro connessione con i celebri Acchiappafantasmi e la segreta eredità lasciata dal nonno.

Ghostbusters: Legacy è il film d’apertura della 19esima edizione di Alice Nella Città, la sezione autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma. Nelle sale italiane dal 18 Novembre. Top o Flop?

Ghostbusters

All’annuncio del titolo ufficiale di “Ghostbusters 3” si era discusso riguardo la differenziazione del titolo, tra quello statunitense, Afterlife, e quello internazionale, Legacy. In verità, alla visione del film, il problema non sussiste, vanno bene entrambi perché il film racconta sostanzialmente entrambe le cose, aldilà ed eredità.

Il Passaggio di Testimone di Ghostbusters: Legacy

Ghostbusters

Già nella lavorazione del film c’è un passaggio di testimone familiare. Jason Reitman eredita il franchise fatto cominciare dal padre, Ivan Reitman, nel sempre più lontano 1984. Eredita un franchise malmesso dopo il disastroso film del 2016, il vituperato “Ghostbusters al femminile“. Accantona i toni delle produzioni indipendenti che è stato solito dirigere fino a questo momento. Predilige un approccio mimetico all’opera del padre, con suggestioni, tempi e ritmi completamente affini al padre e per ciò che si vuole raccontare.

Ragiona e riflette su” Ghostbusters” tanto dal punto di vista della mitologia quanto dal punto di vista di franchise nella vicenda narrata, lontano da New York e dai toni comici del Saturday Night Live, lontano da sconquassi e paturnie newyorchesi, la diroccata casa di campagna del nonno di Trevor e Phoebe (i personaggi interpretati da Finn Wolfhard e McKenna Grace), un “certoEgon Spengler, e la cittadina di provincia che i giovani scoprono essere infestata da mostri e fantasmi, diventano spazio libero sufficiente per una sorta di psicanalisi della saga, per carpirne la sua essenzialità. Il film si prende i suoi tempi, narrazione a fuoco lento. Reitman ed il co-sceneggiatore Gil Kenan (regista quest’ultimo di un altro film dal forte stampo nostalgico come “Monster House“) dedicano tutta la prima parte a giovani interpreti che ricercano e scoprono una mitologia rimasta assopita per troppo tempo.

La (ri)scoperta del Mito di Ghostbusters

Ghostbusters

La scelta di Finn Wolfhard tra i protagonisti è un’azzeccata scelta simbolica per consegnare parte di questa riscoperta ad uno degli attori emergenti che ha contribuito a riportare in auge l’immaginario degli Anni Ottanta grazie a “Stranger Things” (e Ghostbusters è uno degli omaggi nella seconda stagione della serie), l’ingenuità di quel decennio ma anche il gusto feticistico e l’importanza, resa icona di culto, dell’oggetto di scena, dall’hoverboard o le scarpe Nike autoallaccianti appartenenti ad un “Ritorno al Futuro” allo zaino protonico ed alla “trappola” di “Ghostbusters“. Si rovista la casa da cima a fondo, si perlustra il capanno. Si (ri)scoprono oggetti ed elementi, si prende coscienza e si fa tesoro di tutti quegli elementi.

Reitman non si serve mai dell’omaggio citazionistico come mera riesumazione. Ci sono ovviamente riferimenti – “Cujo” e “Velluto Blu” – adoperati per inquadrare il franchise nel contesto storico-cinematografico in cui è uscito (escluso il secondo capitolo), ma quello che fa Reitman è una forma di archeologia del mito di Ghostbusters. Il lavoro sulla riscoperta di feticci e gli oggetti è fondamentale, delle volte anche troppo eccessivo ma comunque essenziale ai fini della narrazione.

Perché prima di New York e la sardonica ironia, c’è la tecnologia, l’amicizia, il senso comune di una famiglia. Poi si arriva anche alla comparsa degli Acchiappafantasmi (mai attesa sarà più gratificante), ai Mini Pufts, a Gozer il Gozeriano e tutta la mitologia della saga. Ed è lì che si arriva a cosa effettivamente vuole raccontare questo sequel: una storia su ciò che si è perso nella vita, sulle persone che si sono perse nel corso delle nostre esistenze, i nostri nonni, i nostri genitori, i nostri amici, su cosa si è ereditato da queste persone, i loro successi, le loro ricerche, ma soprattutto le loro colpe.

Quello che doveva essere Il Risveglio della Forza

Ghostbusters

In questa gigantesca rievocazione degli anni ottanta dell’ultimo periodo della cinematografia contemporanea, ecco che “Ghostbusters Legacy” riesce ad essere uno degli esempi più riusciti di questo tipo di operazioni. Quello che doveva essere “Il Risveglio della Forza” nel rilanciare “Star Wars” in un mito moderno. Il film che trova il ponte perfetto tra passato e presente, tra nostalgia e modernità, tra vecchie generazioni di personaggi ed attori invecchiati, acciaccati e cambiati nel corso del tempo ed una nuova generazione i cui archetipi vengono esaltati da una buona scrittura, specialmente il personaggio di McKenna Grace, la vera protagonista del film, mai troppo bambinesca e mai troppo “adulta“, il vettore di un cast ben amalgamato.

Legacy ha il sapore di un vecchio film della Amblin, un connubio pregevole di divertimento ed avventura che non si serve di un brand come una passerella nostalgica ma come riflessione di un cult e di un immaginario pluridecennale nell’efficacia, ma anche come sostanziale rilancio per dar vita ad un nuovo Ghostbusters ed attrarre nuovi giovani acchiappafantasmi, sempre però con il ricordo verso un passato indimenticabile, con un omaggio verso un acchiappafantasma che non c’è più, che diventa fantasma rievocato dal cinema e con il piacere di esser cresciuti e diventati adulti attraverso il piacere della scoperta. Gli Acchiappafantasmi ritorneranno. Il numero ce l’avete. Sapete già chi chiamare.

 

Recensione a cura di  Ettore Dalla Zanna

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8

Ottimo

Pro

  • Un ottimo rilancio di un franchise.
  • Nostalgia e modernità viaggiano in parallelo, senza mai che l'uno sovrasti l'altro.
  • Il cast di giovani attori è di buon valore, su tutti McKenna Grace.
  • L'arrivo dei vecchi acchiappafantasmi vale la lunga attesa.

Contro

  • La narrazione della prima parte del film.