Finché morte non ci separi
6,8/10

Finché morte non ci separi

Regista

Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett

Genere

Commedia , Horror , Thriller

Cast

Samara Weaving, Adam Brody, Mark O'Brien, Andie MacDowell

Sceneggiatore

Guy Busick e Ryan Murphy

Produttore

Mythology Entertainment, Vinson Films

Durata

1h 35 min

Offerte
Data di uscita

24 ottobre 2019

Grace sposa l'uomo dei propri sogni presso la lussuosa magione della sua ricca ed eccentrica famiglia. La donna, però, sta per affrontare il peggiore degli incubi, inseguita dai suoceri che ne vogliono la morte.

Quando horror e commedia si incontrano

Finché morte non ci separi è la commedia nera di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett uscita in Italia ad ottobre 2019 e disponibile ora su Chili. Un film che può raggiungere un grande pubblico perché tocca più generi: dalla commedia all’horror, passando per il thriller. Un mix apparentemente poco convincente ma che in realtà bilancia molto bene tutti i suoi ingredienti, portando lo spettatore in un mondo di eccessi grotteschi e lasciandolo ironicamente colpito.

finché morte non ci separi

Ready or not? Le critiche alla società

finché morte non ci separi
Samara Weaving nei panni di Grace

Grace (Samara Weaving) sta per sposare Alex (Mark O’Brien) e non potrebbe esserne più felice, ma è preoccupata di non essere accettata dalla ricchissima ed eccentrica famiglia di lui. La sera del matrimonio la famiglia Le Domas sottopone la ragazza a un gioco estratto a sorte da cui non può tirarsi indietro, secondo la loro antica tradizione. Nascondino.

Ready or not? non è solo il titolo originale del film, ma ne racchiude anche tutto il senso. Poco prima della cerimonia Alex chiede è Grace ‘Sei pronta allora?‘ (Are you ready?), seguito da uno stacco su sfondo nero con il titolo. Seguendo il senso del film, quella domanda acquisisce un doppio significato: non solo “sei pronta a sposarti?”, ma anche “sei pronta ad entrare in una ricca famiglia borghese corrotta da denaro e potere?”. Sono proprio queste le critiche mosse dai due registi, che grazie al loro brillante survival horror ci pongono davanti alla situazione di oppressione da parte della famiglia nei confronti di una outsider nel momento del matrimonio. Ma non solo: nello specifico è presa di mira quella classe borghese assuefatta dal suo stesso potere, spietata e senza scrupoli pur di ottenere ciò che vuole. La risposta a questa domanda ce la danno sempre i registi di Finché morte non ci separi, attraverso la battuta ironica di Grace che segue la fatidica domanda di Alex: che cazzo, no!

Gli horror e la paura contemporanea

you're next
You’re next (2011)
the purge
The purge (2013)
get out
Get out (2017)

 

 

 

 

 

 

 

Se un tempo i film che ci inquietavano di più erano quelli di mostri o fantasmi, pare che nel nuovo millennio le storie di torture, minacce e omicidi perpetrati all’interno delle famiglie, di solito ricche e borghesi, oppure da una massa verso determinati individui, vadano per la maggiore. E come si sa, il cinema riflette la società del suo tempo. Quindi che cosa ci fa paura oggi?

Abbiamo forse paura di perdere il controllo su noi stessi e trasformarci in soggetti senza scrupoli e incapaci di provare empatia? Temiamo che il pericolo sia tra le mura di casa, mascherato da tradizioni e valori che non fanno più parte del nostro tempo? Ci terrorizza il fatto che i cambiamenti sociali possano mutare i confini delle classi a cui siamo abituati e ci fanno da comfort zone?

Finché morte non ci separi si inserisce in questa categoria, facendo satira sul matrimonio e sui ricchi e definendo questi ultimi davvero diversi, qualcosa da cui scappare.

Tutti contro uno

finché morte non ci separi
La famiglia Le Domas

La retorica del Ready or not? prosegue, perché quando inizia la conta alla rovescia per nascondino, la famiglia mette un po’ di musica. Quale? Un vinile con “Hide and seek song”, le cui ultime parole sono ready or not here I come!

Ecco che inizia la tensione: mentre Grace pensa di giocare normalmente, la famiglia si prepara per una vera e propria caccia -tutti tranne il neo sposo Alex, che vorrebbe salvare la ragazza. Nonostante la slealtà, la famiglia segue regole precise: non si usano le telecamere interne, ognuno ha un’arma, il tempo scade all’alba. Man mano che nascondino procede, però, i ‘cacciatori’ iniziano a giocare sporco e Grace dovrà tirare fuori tutto il suo carattere (e che carattere!) per cercare di salvarsi. Ce la farà?

Personaggi definiti e finale a sorpresa 

Finché morte non ci separi
Nicky Guadagni nei panni di zia Helene Le Domas

I personaggi non sono approfonditi ma comunque ben caratterizzati, come se fossero usciti da un romanzo di Agatha Christie. La loro eccentricità è un punto forte del film. Tra tutti, spicca Helene Le Domas (Nicky Guadagni), la spietata zia armata di ascia, ma meritano una menzione anche Daniel Le Domas (Adam Brody), l’unico che va contro la grottesca famiglia ed Emilie Le Domas (Melanie Scrofano), il personaggio più comico della famiglia.

Ogni personaggio è uno stereotipo della classe borghese e reso appositamente ridicolo.

Interessante come Alex, il neo sposo, cambi fazione passando dal lato della normalità (Grace) a quello dell’insensatezza (la sua famiglia), come per suggerire che non puoi veramente scappare dalla tua classe di appartenenza perché ce l’hai nel sangue.

finché morte non ci separi

Il finale è assolutamente imprevedibile e privo di ogni logica, ma perfetto per concludere il nascondino meno sensato della storia. Bellissima la versione di Stereo Jane di Love me tender, registrata apposta per questo film: rafforza l’evoluzione psicologica finale della protagonista, che si rende conto che non è tutto oro quel che luccica.

 

Commento finale

Finché morte non ci separi ti cala in un’atmosfera di gioco e tensione, proprio come quando da bambini si giocava a nascondino trattenendo le risate ma con i nervi a fior di pelle. La fotografia di Brett Jutkiewicz a tratti giallo-verde enfatizza il senso di pazzia diffuso in tutta la casa e la musica di Brian Tyler crea un’ottima colonna sonora. Nonostante la tensione, la giusta dose di trash rilassa e rende indimenticabile un film che altrimenti sarebbe stato come tanti altri. Sconsigliata la visione la notte prima delle proprie nozze.

Recensione di: Lucia G.S.

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Pro

  • Personaggi caratteristici
  • Buona sceneggiatura
  • Buona colonna sonora
  • Buon ritmo

Contro

  • Non particolarmente profondo
  • Non adatto a chi non ama lo splatter