6,2/10

Comedians

Regista

Gabriele Salvatores

Genere

Commedia , Drammatico

Cast

Natalino Balasso, Christian De Sica, Ale e Franz

Sceneggiatore

Trevor Griffiths, Gabriele Salvatores

Produttore

Indiana Production, Rai Cinema, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ministero della Cultura (MiC)

Durata

96 min

Offerte
Data di uscita

10 giugno 2021

Sei aspiranti comici stanchi della mediocrità delle loro vite, al termine di un corso serale di stand-up si preparano ad affrontare la prima esibizione in un club. Tra il pubblico c'è anche un esaminatore, che sceglierà uno di loro per un programma televisivo. Per tutti è la grande occasione per cambiare vita, per alcuni forse è l'ultima. Le esibizioni iniziano e ogni comico sale sul palco con un grande dilemma: rispettare gli insegnamenti del proprio maestro, devoto a una comicità intelligente e senza compromessi o stravolgere il proprio numero per assecondare il gusto molto meno raffinato dell'esaminatore? O forse cercare una terza strada, di assoluta originalità

Comedians: trattare con serietà la comicità

È giusto, quando si parla di una pellicola come questa, mettere subito una cosa in chiaro: Comedians non è un film comico. Comedians è un film che parla di comicità, interpretato da comici, ma che non vi farà ridere, se non in sporadici momenti. L’ultima opera del premio Oscar Gabriele Salvatores analizza la comicità, l’artista e il dualismo che permeerà per sempre la sua carriera: essere sé stessi, fare ciò che si vuole, al costo di non piacere oppure piegarsi al pubblico, svendersi, avere successo, ma snaturarsi.

comedians

Sei comici hanno frequentato le lezioni di stand-up comedy di Eddie Barni (Natalino Balasso) e ora sono pronti ad affrontare il pubblico. In sala, però, è presente anche un talent scout, Bernardo Celli (Christian De Sica), un comico importante, di successo, pronto a dare a chi ritiene meritevole un posto nel suo programma televisivo. Ma Celli vuole qualcosa di totalmente diverso da quello che Barni ha insegnato ai suoi allievi. Non vuole una comicità impegnata, non vuole la profondità, ma quello che piace al pubblico. Vuole la battuta triviale, semplice, alla portata di tutti. Così, i comici, sono davanti a un bivio. Rimanere fedeli al loro professore o piegarsi alle regole dello show business?

Un adattamento rigoroso

Il film si sviluppa, così, in tre atti: l’ora che precede lo spettacolo (scandita da un fastidio e troppo presente countdown), il breve show e il post-esibizione, lo spazio in cui si decide il futuro di questi artisti. Solo due ambienti portati in scena, come tradizione vuole per i film tratti da pièce teatrali. L’omonima commedia scritta da Trevor Griffiths era già stata portata al cinema da Salvatores in una pellicola che, però, si prendeva molte più libertà. Kamikazen – Ultima notte a Milano, riportava soltanto l’idea principale della pièce, Comedians ne mette in scena una trasposizione molto fedele e precisa. Forse anche troppo. Perché quest’ultima opera di Salvatores ha in sé tutti i difetti dei film che si confrontano con il teatro. La recitazione è artificiosa, i dialoghi poco fluidi, la scenografia immotivatamente scarna. Per fortuna, la regia di Salvatores permette che si eviti del tutto la sensazione di claustrofobia, ma ciò non toglie che l’impressione di star guardando un’opera teatrale e non un film sia decisamente troppo forte.

ale e franz

Tra comici, attori e Christian De Sica

Anche il cast (ottimo) sembra risentire di questa scelta di pedissequa adesione al testo. La parte più interessante è di certo la scrittura dei personaggi, tutti ben caratterizzati e ben scritti, ma con il difetto di apparire comici poco credibili. Nessuno di loro sembra recitare battute spontanee, qualcosa che loro stessi direbbero in primo luogo su un palco. Esempio lampante di ciò, Ale e Franz, che pur interpretando due personaggi che molto ricordano le loro personalità, niente esprimono della loro bravura come comici. Un peccato non permettere loro di scriversi qualche battuta, ma intrappolarli, invece, in barzellette e freddure che non appartengono per nulla al duo. Il migliore dei sei è forse Marco Bonadei, colui che è più attore, che comico e che più facilmente si cala in una parte non sua. Non classificabile il giovane Giulio Pranno: interpretazione perfetta per uno spettacolo teatrale, sopra le righe e straniante all’interno di un film. Ma non si può dire che il ragazzo non abbia talento.

giulio pranno

Oltre ai comici debuttanti, troviamo gli anziani, gli esperti, coloro che rappresentano le due fazioni in gioco: l’ex-comico satirico e profondo, che ha abbandonato la scena, disilluso e arrabbiato, e il comico di successo, piacione e superficiale. Balasso svolge egregiamente il suo lavoro ed è un piacere rivederlo sul grande schermo, ma il migliore di tutti (prevedibilmente, mi verrebbe da sottolineare) è Christian De Sica. Perché De Sica interpreta magistralmente una caricatura di sé stesso: un bravo attore che si è svalutato e abbassato a ruoli minori, svilenti, ma nazional popolari. Qui è il più credibile di tutti, il più naturale, il più sciolto. Risulta perfetto perfino il suo volto gonfiato dalla chirurgia, una maschera dal sorriso perenne, grottesco, una macchietta, non più una persona. Le sue scene sono quelle che aiutano il tema a svilupparsi e a mostrarsi nei suoi dettagli e sono di certo le migliori del film.

christian de sica

Esiste ancora la comicità impegnata?

Anche perché, per la restante parte della pellicola, non è ben chiaro cosa si voglia far intendere allo spettatore. E il motivo principale è uno: non percepibile alcune sostanziale differenza tra la comicità proposta da Baldi e quella voluta da Celli. I comici ripassano, prima di entrare in scena, si tengono caldi e seguono le indicazioni del loro professore. Ma il risultato sono storielle, barzellette fini a sé stesse che ben poco potrebbero far riflettere chi le ascolta. Saliti sul palco, c’è chi segue Celli e chi Barni, ma risultano tutti mediocri, nella media e, soprattutto, non troppo distinguibili. Qual era allora l’intento di Salvatores? Farci sapere che la satira è fin troppo difficile da fare per questo gruppo di studenti? Che la comicità un po’ più intellettuale è definitivamente morta e impossibile da riprodurre? Il dubbio è che, semplicemente, doveva esserci una distinzione tra i due tipi di spettacolo che non si è stati in grado di riprodurre. Ed essendo il perno della pellicola, questo non può che essere considerato come un grave errore.

comedians

Commento finale

Comedians non è un film facile a cui approcciarsi. È un’opera adatta a chi ama il teatro, a chi vuole qualche spunto per riflettere sullo stato dell’artista, sulla sua relazione con il pubblico, i soldi e sé stesso. Per tutti gli altri, però, è una pellicola che può risultare noiosa, ampollosa e retorica. Vale la visione solo per la regia di Salvatores, che mai potrebbe sbagliare in quello che fa, e grazie a Christian De Sica, che dimostra non solo una grandissima autoironia, ma anche di poter fare tanto come attore. Se solo non si svendesse.

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Recensione di: Matilde Tramacere.

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6

OK

Pro

  • Gabriele Salvatores sempre bravo.
  • Finalmente un gran ruolo per Christian De Sica.
  • Dona qualche spunto di riflessione lodevole sullo stato della comicità italiana e non.

Contro

  • Un messaggio poco chiaro o messo in scena in maniera sbagliata.
  • Un cast di comici che non sono sé stessi.
  • Troppa adesione al testo originale.