Climax
7.1/10

Climax

Regista

Gaspar Noé

Genere

Drammatico , Horror

Cast

Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub

Sceneggiatore

Gaspar Noé

Produttore

Edouard Weil, Vincent Maraval, Brahim Chioua, Richard Grandpierre, Gaspar Noé, Olivier Père, Michel Merkt

Durata

97 minuti

Offerte
Data di uscita

2019

Una compagnia di ballo si ritrova per le prove in un remoto edificio scolastico in una notte d'Inverno. Un brindisi a base di sangria dà il via però ad un incubo senza fine quando qualcuno versa nel vino dosi massicce di LSD.

CLIMAX: DANZA ALLUCINANTE

Gaspar Noé, si sa, appartiene ai cineasti più singolari, avanguardistici, provocatori dei nostri tempi. Un regista che non si ferma al contenuto, alla trama, ma ad una danza visiva che porta infine a chiedersi quali tra i tanti messaggi metaforici sia quello giusto (sempre che ce ne sia). Lo fece già attraverso la violenza di Irreversible (2002), o con la misticità di Enter the Void (2007), fino ad arrivare al suo sguardo erotico e provocatorio in Love (2015), animando i propri personaggi con paure ed esperienze lontane dal non essere figlie della propria esperienza di vita. Con la sua ultima opera Climax, viene confermata l’unicità di Noé.

Un regista autobiografico, che parla di sé e che fa della cinepresa uno mero strumento meta rappresentativo, coinvolgendo a 360 gradi lo spettatore, trasformandolo in un attivo partecipante dell’ambiente.

Con Climax, il pubblico diviene un intruso, un assistente che per la prima metà della pellicola danzerà con i protagonisti (il meraviglioso piano sequenza sulle note di “Supernature” di Cerrone), fino a crollare nella pura follia della seconda parte, sempre accompagnato da un dj set inarrestabile e quasi infinito.

TRAMA DI CLIMAX

La pellicola è ambientata a Parigi nell’inverno 1996, in una scuola abbandonata e utilizzata da un gruppo di ballerini in procinto di allenarsi in una coreografia elaborata e singolare, protetti dal freddo stagionale. Il gruppo è ampio e per certi punti di vista diviso in piccoli gruppi, un misto di etnie ed orientamenti sessuali differenti, uniti solo da un obiettivo comune: danzare per un tour al quale competeranno con altri gruppi.

Con l’avanzare della serata, la compagnia beve la sangria preparata dalla manager della troupe Emmanuelle, mentre la coreografa Selva (Sofia Boutella) mantiene viva l’anima danzatrice dei ballerini. L’atmosfera diviene sempre più confusionaria e pesante quando i ragazzi scoprono che la sangria preparata e servita era stata mischiata con LSD. Da questo momento la pellicola trascinerà lo spettatore sempre più in un abisso senza fondo, fatto di violenza, allucinazioni e morte.

climax

CINEPRESA VIVA, DROGA, NATURA

Il Myse en Abyme in Climax è evidente, vive attraverso lo strumento della cinepresa. Essa funge da “terzo incomodo” seguendo i personaggi sin dall’inizio gaio e festoso fino all’ orrorifico e macabro epilogo. Si può, e si deve, dire che non siamo altro che noi, attraverso gli occhi di Noé, questo ospite inerme e (chissà) magari indesiderato. Abbiamo “l’onore” di assistere ma non agire, di sospettare ma non di sapere chi ha drogato la sangria, di ascoltare ma non parlare.

ANALISI E CONSIDERAZIONI

Noé conosce il mestiere e non ha la presunzione di lasciare un sicuro messaggio, ma di lasciarci dubbiosi sul motivo di una tale messa in scena. Come in altri suoi lavori, l’argentino si comporta con piena libertà, basti pensare ai titoli di coda all’inizio della pellicola e quelli di testa nel mezzo, magari con una sottile provocazione su una grammatica (per quanto espansiva) ferma su quei limiti che in pochi infrangono.

Sfonda la quarta parete attraverso un montaggio praticamente inesistente, che non mostra altro se non quello che la cinepresa segue o che vuole venga visto. La fotografia è senz’altro il punto maggiore di Climax, con colori che cambiano da stanza a stanza, da stato d’animo all’altro.

La colonna sonora martellante trascina lo spettatore, lo attira soprattutto nella sala da ballo, luogo fondamentale di contaminazione di generi. Noè parte da un inizio simile ad un mockumentary (interviste ai protagonisti/interpreti, che, oltre a Sofia Boutella, si trovano a recitare per la prima volta). Ci porta alla cosa che più si avvicina ad una commedia, fatta di dialoghi la cui maggior parte improvvisati, nel centro del film. Veniamo infine trascinati in qualcosa simile ad un horror alla Suspiria (sia la pietra miliare di Argento, che la rivisitazione di Guadagnino). Il corpo ora diventa qualcosa di “oltre umano”, mantenendo comunque un realismo netto e, anche per questo, più disturbante.

Il corpo come linguaggio e la droga come tasto d’accensione per la vera natura dei protagonisti, violenta e sospettosa. Noé ce li presenta velatamente nella parte centrale, con dialoghi tra coppie divisi da i pochissimi stacchi di montaggio.

L’epilogo è il punto più importante: la trasformazione definitiva di una natura già violenta, che diviene ancor più violenta. L’uso indiscriminato e non consapevole di una sostanza stupefacente come LSD. Una sostanza che con molta grande probabilità il regista conosce. Mostrandoci la parte peggiore della sostanza, forse Noé vuole adottare un comportamento pedagogico su noi, semplici fruitori.

Climax

CONCLUSIONE

Climax si presenta come la pellicola definitiva di un regista che ci regalerà ancora molto della sua mente e della sua mano. Un’opera completa che con una durata inferiore, riesce a dare forse di più rispetto alle precedenti pellicole più lunghe e dispersive dell’argentino.

Un film da rivedere e rivedere per la sua potenza scenica. La magnifica colonna sonora trascinante e la fotografia superba che passa da un bianco neve ad un rosso sangue. Una pellicola che lascia sensazioni vive, profonde e difficili da dimenticare.

 

Recensione di: Lorenzo Genna.

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8

Ottimo

Pro

  • La colonna sonora
  • I magnifici piani sequenza
  • La conferma di un artista unico

Contro

  • Può deludere chi cerca il classico horror