breakfast on pluto
7,2/10

Breakfast on Pluto

Regista

Neil Jordan

Cast

Cillian Murphy, Liam Neeson, Stephen Rea, Eva Birthistle,

Sceneggiatore

Neil Jordan, Pat McCabe

Produttore

Alan Moloney, Neil Jordan, Stephen Woolley

Durata

2h 8 min

Offerte
Data di uscita

25 maggio 2007 (Italia)

Negli anni '70, una giovane donna trans, Patrick "Kitten" Braden, diventa maggiorenne lasciando la sua città irlandese per Londra, in parte per cercare sua madre e in parte perché la sua identità di genere va oltre la comprensione della piccola cittadina.

Temi pesanti e toni leggeri

Tratto dall’omonimo romanzo di Patrick McCabe, Breakfast on Pluto riprende alcune tematiche ricorrenti nella filmografia di Neil Jordan: una rappresentazione insolita della sessualità (come in The Crying Game, Interview with the vampireIn Dreams) e tensioni nell’Irlanda del nord (The Crying Game) e storie di bambini (The Miracle, The Butcher boy). Uscito nel 2005, è stato distribuito in Italia soltanto nel 2007 e resta ancora oggi un film di cui si è parlato poco. Basta fare un giro sulla sua pagina Wikipedia italiana: c’è solo la trama. Eppure, Breakfast on Pluto riesce ad affrontare temi enormi, come l’abbandono materno o la disforia di genere, con autoironia e leggerezza.

Un film con un ottimo cast e un livello di recitazione davvero elevato, soprattutto quello del talentuosissimo, ma spesso sottovalutato, Cillian Murphy. La colonna sonora è perfetta sin dall’inizio: ritmi e testi che si incontrano -o si scontrano volutamente- con le azioni e i personaggi coinvolti. Neil Jordan dà vita a un tono fiabesco che riesce a rappresentare un viaggio interiore delicato e complesso mantenendo l’attenzione sempre sulla protagonista e mai sui personaggi negativi che incontra, senza sminuire però il lato drammatico.

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Da sinistra: Liam Neeson, Ruth Negga e Cillian Murphy

Breakfast on Pluto: la fantasia come via di fuga

Fine anni ’70. Patrick Barden (Cillian Murphy) è stato abbandonato dalla madre e dato in adozione a una vedova cinica con una figlia altrettanto insopportabile. Sin da piccolo si diverte con vestiti e trucchi, scatenando la rabbia bigotta della madre e della sorellastra; nonostante la mancanza di affetto, non smette mai di ridere e scherzare. Proprio come in Butcher Boy, abbiamo un ragazzino visionario alla prese con una dura e deprimente realtà familiare e la fantasia come unica arma contro l’oppressione della società (entrambi questi film sono tratti da romanzi di Patrick McCabe).

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Padre Liam (Liam Neeson) e Eily Bergin (Eva Birthistle) in una delle scene che meglio rappresentano la fantasia di Kitten

I suoi unici amici sono tre bambini considerati altrettanto freaks: Lawrence, con sindrome di down, Charlie, ragazzina afro-irlandese e Irwin, fissato con la politica e futuro membro dell’IRA.

Non è facile far comprendere agli altri che Patrick abita un corpo maschile ma dentro di sé è una ragazza. Dopo l’ennesimo rimprovero per il suo comportamento, Patty abbandona la scuola cattolica e la piccola cittadina irlandese per cercare la sua vera madre a Londra, dove inizia a farsi chiamare Kitten.

La forza di Patty sta nella sua fantasia, che usa come via di fuga durante i momenti più difficili. E quella che intraprende è letteralmente una fuga: un viaggio alla ricerca delle sue origini, ma che diventerà una scoperta di sé stessa.

Come ammette la protagonista stessa, lei usa l’ironia e la fantasia perché se pensasse seriamente alla sua vita non smetterebbe più di piangere. Così, nelle due occasioni in cui Patricia racconta eventi usando la sua immaginazione, Jordan adotta un’opportuna svolta comico-demenziale nella regia, passando dalla semi slapstick comedy all’action movie di spionaggio esagerandone i toni.

La fiaba e il viaggio dell’ero(ina)

Breakfast on Pluto è impostato come una fiaba: suddiviso in 36 capitoli, apre la storia di Patty con la sua voice over narrante e mantiene sempre un tono leggero, ma senza sminuire la carica drammatica. Inoltre, l’inizio e la fine sono accompagnati da due personaggi di stampo disneyano: due pettirossi che commentano ironicamente.

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Charlie e Kitten

Quello che intraprende Patty si può paragonare al classico viaggio dell’eroe vogleriano: ha un obiettivo da raggiungere -che chiama Lady Fantasma-, sul suo cammino incontra aiutanti, mentori e imprevisti e infine un delicato momento di rivelazione quando incontra la sua vera madre.

Un viaggio oltre i confini: geografici perché passa dall’Irlanda all’Inghilterra, mentali perché passa da una cittadina bigotta a una Londra che la accoglie (talvolta con violenza, ma non per la sua identità di genere) e soprattutto interiori perché Patty si scopre più forte di quel che credeva.

Uno dei momenti più implicitamente toccanti è quando incontra per la seconda volta l’ignara madre biologica. Patty non prova più quel bisogno di averla accanto, perché al suo posto ha trovato altro: l’amore del padre, la stabilità, sé stessa. E così, sulle note di Sugar Baby Love, le loro strade prendono direzioni opposte -letteralmente e metaforicamente- ma questa volta Patty sta bene.

Il druido: la figura chiave 

Il primo personaggio che si rivela fondamentale per il percorso di Patricia è un anonimo motociclista (Liam Cunningham), che presenta sé e i suoi compagni bikers come Cavalieri di Confine, che viaggiano sulle loro moto dal passato verso il futuro (di nuovo il tema del fantastico e del viaggio).

“Io viaggio dal passato al futuro animato da uno spirito druido” (motociclista)

“Druido uomo o druido donna?” (Patricia)

“Questo non importa. Quello che ha importanza è il viaggio. E sai dove ci porterà? We’ll journey to Mars / And visit the stars / Finding our breakfast on Pluto” (motociclista)

Queste strofe appartengono alla canzone Breakfast on Pluto, da cui è tratto il titolo del romanzo e successivamente del film stesso.

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Un delle scene più toccanti

Commento finale

Breakfast on Pluto è dolcezza, disperazione e speranza di una donna che deve combattere ogni giorno della sua vita per confermarsi tale. È quasi una fiaba, ma con il suo tono semplice riesce a penetrare il cuore degli spettatori e fermarsi lì dentro. Merita di essere visto perché racconta una storia dannatamente verosimile a quelle di molte persone là fuori.

Recensione di:  Lucia G.S.

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8

Ottimo

Pro

  • La recitazione, soprattutto di Cillian Murphy
  • Un ritmo che non stanca mai
  • Colonna sonora semplicemente perfetta
  • Buone sia la fotografia che la sceneggiatura

Contro

  • Il doppiaggio italiano abbassa la qualità; consigliata la visione in lingua originale