Bad Luck Banging or Loony Porn
6,5/10

Bad Luck Banging or Loony Porn

Regista

Radu Jude

Genere

Drammatico

Cast

Katia Pascariu, Claudia Ieremia, Olimpia Malai

Sceneggiatore

Radu Jude

Produttore

Bord Cadre Films, Endorfilm, Kinorama

Durata

1h 46min

Offerte
Data di uscita

16 April 2021 (Italy)

Emi, un'insegnante scolastica, vede la sua carriera e la sua reputazione fortemente minacciate dopo che un sex tape che la vede protagonista viene diffuso su internet. Costretta ad affrontare i genitori dei propri alunni che chiedono la sua dimissione, la donna rifiuta di piegarsi sotto le loro accuse e sceglie di difendersi.

TW: Condivisione non consensuale di materiale intimo.

Bad Luck Banging or Loony Porn

Bad Luck Banging or Loony Porn: Orso d’oro al 71° Festival di Berlino

L’ultimo lavoro di Radu Jude, brillante esponente della New Wave rumena, è una satira sociale tagliente e molto ironica; ambientata nella Romania dei giorni nostri, ai tempi della pandemia di Covid-19. L’opera è valsa al regista l’Orso d’oro al 71° Festival di Berlino. Il film si apre, subito dopo i titoli di testa, con una lunga sequenza che mostra il filmato amatoriale di un amplesso consenziente e passionale, in cui appare una donna, che poi apprendiamo essere Emilia Cilibiu, assieme al marito. La protagonista di Bad Luck Banging or Loony Porn (Babardeala cu bucluc sau porno balamuc) è infatti Emi, una giovane insegnante di una prestigiosa scuola del centro di Bucarest, vittima della diffusione in rete di un filmato porno amatoriale che la vede protagonista. La conseguenza per la donna è la sua convocazione in una severissima riunione genitori-insegnanti; il cui obiettivo è ottenere le dimissioni della professoressa, ritenuta ormai indegna di insegnare a dei ragazzini. Pochi dei genitori presenti alla lezione di soffermano a riflettere sulla posizione della donna nella vicenda, che è a tutti gli effetti vittima della diffusione non consensuale di materiale intimo.

Bad Luck Banging or Loony Porn
Emi, la protagonista

Cosa è permesso e a chi

Il problema è fondamentalmente sempre lo stesso: le donne, soprattutto se impiegate in ruoli di cura, non devono mostrare alcun tipo di propensione sessuale. Non è concesso alle insegnanti, maestre, mamme di provare desiderio verso il sesso, pena giudizio sociale e perdita di rispettabilità. Ciò che in effetti scandalizza i genitori, padri e madri, in questa giovane insegnante è il godimento sessuale che sembra mostrare nel videoclip (diffuso senza consenso e riprodotto durante l’assemblea in una vera e propria gogna pubblica, cosa che rappresenta un abuso e una violenza ulteriore nei confronti della protagonista): il sesso le piace e questo la rende inadatta al suo ruolo sociale di donna e insegnante. Soprattutto però, Emi è in grado di difendersi; non si vergogna e non si mostra pentita, ma anzi cerca di educare il pubblico della assemblea parlando loro di consenso ed educazione sessuale. Questo forse è il suo peccato più imperdonabile.

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L’assemblea grottesca chiamata a giudicare la professoressa

Bad Luck Banging or Loony Porn e discriminazione di genere

Il regista Radu Jude si mostra consapevole del double standard attorno al tema sesso. Il double standard si configura come un atteggiamento sociale e culturale che giudica in maniera radicalmente diversa uno stesso comportamento; a seconda se a compierlo sia un uomo o una donna. E così decide di smantellare una serie di stereotipi fortemente radicati nella cultura romena per rimettere in discussione cosa significhi essere donna, nel 2020, in un paese ancora fortemente sessista. E lo fa, appunto, lasciando parlare Emi. Sarà proprio lei a spiegare all’assemblea, riunitasi per giudicarla e cacciarla dalla scuola, che lo stigma nei confronti del sesso (se praticato da donne) si basa su forti strutture patriarcali, che impongono alle donne un ruolo passivo e di disponibilità sessuale all’interno della coppia, rigorosamente eterosessuale. Qualsiasi deviazione dalla norma è considerata peccaminosa o denigrabile; e chi si mostra insofferente verso tali visioni ristrette del mondo è stigmatizzat* o marginalizzat*.

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Emi mentre mostra la fede, per testimoniare la sua fedeltà al marito, anch’essa messa in discussione dall’assemblea

Chi decide cosa è osceno e cosa non lo è?

L’opera di Radu Jude è divisa in 4 capitoli (1. Strada a senso unico; 2. Breve dizionario di aneddoti, simboli e meraviglie; 3. Prassi e allusioni; 4. Tre possibili finali), alcuni dei quali fortemente satirici. I personaggi che interagiscono con Emi nel corso del film sono tutti arrabbiati, nervosi, spesso violenti sia verbalmente che nelle azioni. E, ad accompagnare la storia della donna, che si apre con lunghe sequenze di Emi mentre si sposta a piedi per la città, viene presentato un intermezzo di quadri, raffiguranti situazioni del passato del Paese o delle sue tradizioni culturali, che hanno come obiettivo la messa in discussione della cultura romena e dei suoi limiti.

Chi decide che il corpo di una donna nell’atto di avere un rapporto sessuale consenziente e libero è osceno? E perché quel corpo è così osceno da doverla licenziare dal suo lavoro, in cui si è mostrata professionale e competente? E come mai quel corpo è considerato scandaloso, tanto da essere percepito come più osceno dei crimini della dittatura comunista, di cui alcuni personaggi parlano ancora con nostalgia? Queste sono le domande che il film porge allo spettatore, a cui chiede di mettere in discussione tutte quei limiti culturali volti a discriminare determinate categorie sociali. I problemi che affronta il film sono estremamente attuali anche nel panorama culturale italiano.

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Chi appartiene alla società e chi no

Della categoria dei reietti della società a cui appartiene ormai, secondo il giudizio sociale comune, la professoressa Emi, fanno parte anche alcune minoranze etniche che vengono viste con sospetto e pregiudizio dalla maggior parte della società rumena. Tra queste ci sono i rom, e il regista si occupa molto bene di far percepire allo spettatore quanto profondamente e irrazionalmente sia radicato lo stigma razzista nei confronti di questa minoranza. In numerose battute e scambi, il film si occupa di mostrare quante siano in effetti le categorie della “non appartenenza”, separate nettamente dal resto della società grazie allo stigma.

Bad Luck Banging or Loony Porn
Un genitore che mostra agli altri il video porno amatoriale della professoressa, dopo averlo cercato e scaricato

Lo strumento che il regista utilizza per evidenziare l’incoerenza di fondo di alcune credenze xenofobe o sessiste è proprio l’ironia. In questo senso le forti criticità culturali e sociali evidenziate dal film hanno tanto in comune col panorama quotidiano italiano, dove casi di revenge porn, victim blaming, slut shaming e episodi di razzismo sono all’ordine del giorno.

Educare per comprendere

La soluzione che suggerisce il regista a tutte queste sclerotizzazioni irrazionali e dettate dalla paura è l’educazione; e non è un caso che affidi proprio ad un’insegnante il ruolo di educare un’assemblea di adulti confusi e arrabbiati. A loro Emi parlerà di concetti come il consenso, la libertà sessuale, le conseguenze del totalitarismo e l’importanza di affrontare i traumi del proprio passato nazionale. Il tema della dittatura viene affrontato più volte nel corso del film, anche facendo uso di immagini di repertorio molto potenti. Il film mostra poi 3 finali possibili, ciascuno con un esito diverso.

Bad Luck Banging or Loony Porn
Il regista, Radu Jude

Bad Luck Banging or Loony Porn: dove si può vedere

Bad Luck Banging or Loony Porn è disponibile dal 16 aprile su Mio Cinema, una piattaforma di streaming dedicata al cinema che contemporaneamente offrirà una rassegna dei film precedenti del regista, vincitore quest’anno dell’Orso d’oro. Il film è disponibile a questo link.

Commento finale

Bad Luck Banging or Loony Porn è una satira irriverente e molto profonda, capace di smantellare alcuni degli aspetti più incoerenti e irrazionali su cui si basano le società contemporanee. I temi che affronta sono molto complessi ma il regista non si tira indietro ed è in grado di portare avanti una critica accurata, capace di evidenziare alcune ingiustizie e discriminazioni di cui sono vittime determinate categorie sociali. Il tema della diffusione non consensuale di materiale intimo è molto ben approfondito e ne si mostra la violenza, ma soprattutto si mostra l’incoerenza e la pochezza di chi si permette di giudicare e stigmatizzare Emi per la propria vita sessuale.

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Recensione di: Stefania Fumagalli.

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8

Ottimo

Pro

  • Affronta temi complessi molto approfonditamente
  • Parla sia di sessismo che xenofobia
  • Racconta molto bene le incoerenze e la violenza delle società contemporanee
  • La regia è curata e il materiale di repertorio molto significativo
  • La protagonista, Katia Pascariu, regala un'ottima interpretazione
  • L'ironia

Contro

  • Non è un difetto, ma i temi sono piuttosto pesanti anche se trattati con ironia