Game of Thrones. Un’analisi sull’andamento generale della serie fantasy più acclamata della storia della televisione.

game of thrones

George R.R. Martin è un genio, non si può dire il contrario.
La capacità di inventare una storia così grande, ma soprattutto così tanti personaggi all’interno di essa con le varie casate di appartenenza è qualcosa di davvero faticoso e ammirevole.
Elemento fondamentale è ovviamente la fantasia, e lo scrittore americano ha dimostrato di averne tantissima.

Non per niente il suo punto di riferimento principale è sempre stato J.R.R. Tolkien, creatore de “Il Signore degli Anelli”, “Lo Hobbit” e di tutte le vicende legate alla Terra di Mezzo.
Esattamente come lo scrittore britannico, Martin è riuscito a creare un mondo vastissimo, pieno di etnie diverse con le proprie lingue anche se non ai livelli di Tolkien, essendo stato quest’ultimo un linguista, filologo e glottoteta.
La passione di Martin per la scrittura e il fantasy sono così grandi che dai tre libri originali che avrebbero dovuto comporre una trilogia ne ha tirati fuori altri 4 (2 dei quali ancora in lavorazione) ricchi di fatti e intrighi intelligenti.

Dalla carta al piccolo schermo

Nonostante la saga fosse già conosciuta, con l’omonima serie televisiva nata nel 2010 creata da David Benioff e D.B. Weiss si è generato un vero e proprio fenomeno mondiale. Appassionando milioni di persone molte tra le quali non amanti di politica o di fantasy.
Questo grazie a Martin che ha curato la sceneggiatura delle prime 4 stagioni e dell’enorme impegno da parte della produzione (la serie rischiava la chiusura già all’inizio) e del cast azzeccato.

Tutto molto bello, tutto molto appassionante, nulla da ridire. Le prime 4 stagioni di “Game of Thrones” sono probabilmente tra le cose più belle girate per la televisione. I tantissimi personaggi sono la chiave di tutto e i creatori non hanno sbagliato un colpo.
Ammetto personalmente di aver fatto dei paragoni con “Il Signore degli Anelli”, sia a livello scenografico che a livello narrativo, testimonianza del fatto di quanto sono innamorato di questa serie. Anzi, ero innamorato.
Sì perché, come ogni cosa bellissima in questo dannato mondo, anche le cose belle devono finire. O peggiorare.
“Game of Thrones” rientra purtroppo nella seconda categoria.

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Si sa che va di moda gettare masse informi di materia organica anfibia comunemente detta m…a (cit.) su determinati film, serie o registi. Ma credetemi quando dico che le ultime stagioni mi hanno fatto male al cuore, e tanto! Quali sarebbero quindi questi difetti?
Elenchiamoli dal difetto meno grave al più grave.

ALLERTA SPOILER FINO ALLA SETTIMA STAGIONE 

E se ve le siete, perse, ecco le recensioni delle puntate della settima stagione di “Game of Thrones”: 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7!

Violenza in calo

Prima di mandarmi a quel paese per l’apparente titolo nosense, fermatevi. Prendiamo un bel respiro, e procediamo.
La violenza non è sempre un elemento fondamentale all’interno di contesti adulti, ma quando si parla di una serie fantasy con fortissimi richiami ai canoni medievali come “Game of Thrones” lo diventa eccome.

La serie si è presentata fin da subito al pubblico realistica (tralasciamo gli elementi fantasy come i draghi), seria ma soprattutto cruda e cattiva.
Il medioevo non ha pietà ragazzi, mettiamocelo bene in testa.
Odiose soprattutto le critiche delle femministe che avevano denunciato lo stupro di Sansa Stark da parte di Ramsay Bolton. Perché infatti è risaputo che nel Medioevo le donne venivano trattate benissimo… Perché battersi per la parità dei diritti quando puoi semplicemente gettare fango su una serie televisiva molto seguita?
Comunque, polemiche a parte, la violenza e la cattiveria di questa serie hanno sempre suscitato scalpore e hanno senz’altro fatto discutere.

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Ultimamente però la serie sembra essersi “ammorbidita” quasi come se si fosse voluta scusare con il pubblico e i personaggi per gli atti passati.
Ma è necessario? Proprio quando sta per scoppiare quella che sarà probabilmente la guerra più grande e sanguinosa di tutta la storia di Westeros?
Pensiamo anche solamente allo scontro tra Oberyn e la Montagna: quanta crudeltà è stata riversata in quel duello, vi ricordate? Già, anche io…
Perché passare da quello a scene come la morte di Stannis che non viene nemmeno mostrata? Che razza di giustificazione sarebbe “non volevamo mostrarla per via del livello di violenza della sequenza”?
Ma veramente? E che cosa avete mostrato in tv finora? Lotte di cuscini tra le varie casate?

Gli intrighi di corte e lo spirito del gioco dei troni

Questo è più un problema di gusti, in quanto si sapeva dove si stava dirigendo la narrazione dei libri e della serie di “Game of Thrones”.
Dagli intrighi di corte e da quello che era il cosiddetto “gioco dei troni” siamo passati a poche chiacchere e più battaglie.
Ci dovevamo quindi aspettare un cambio di rotta per quanto riguardava la narrazione degli eventi.

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Però manca proprio quella sensazione di ansia e di insicurezza che provavamo quando i vari personaggi che amavamo si aggiravano per le vie di Castel Granito o nelle varie corti. Ci potevamo fidare dei personaggi secondari, o erano dei traditori? Lo potevamo intuire o comunque percepire, ma non ne avevamo mai la certezza assoluta.
Tutto ciò sembra ormai un lontano ricordo, e sembra che lo spirito originario della serie sia andato un po’ a diluire.
C’è però da far notare che anche durante la guerra tra Stark e Lannister c’era questo spirito, mentre ora con l’imminenza della grande guerra tra umani ed estranei sembra che si sia voluto incanalare tutta l’attenzione su quella.
Scelta criticabile, ma che comunque è in parte giustificata dal susseguirsi degli eventi che ha portato fino a questo punto.

La mancanza di Martin

Ed eccoci arrivati a un punto cruciale. Come già scritto sopra, le prime quattro stagioni di “Game of Thrones” sono state le migliori proprio perché erano rette da Martin che si occupava della sceneggiatura, e dai libri da cui ispirarsi.
Dalla quinta stagione in poi, Martin ha deciso di mollare per potersi dedicare totalmente alla scrittura dei suoi ultimi due romanzi che da troppo tempo i fan attendevano. Scelta assolutamente comprensibile, nulla da dire.
Peccato che, a distanza di anni, il sesto libro sia ancora da ultimare e che gli ideatori dello show si siano trovati in una situazione molto difficile nel proseguire con una qualità che fosse uguale a quella delle prime stagioni.

I risultati però parlano chiaro: abbiamo diverse storyline che sono state sfruttate in maniera quasi totalmente menefreghista giusto per far vedere determinati personaggi (penso che Dorne sia l’esempio perfetto, criticato anche da molti fan).
O vogliamo parlare del poco tempo lasciato a Bran nella sesta e settima stagione? Dopotutto è solamente diventato il personaggio più importante di tutta la serie.
Facciamo vedere Jon Snow e Daenerys che flirtano piuttosto che vedere quegli inutili viaggi nel tempo che servono per studiare ed osservare personaggi chiave dell’opera del passato, ma sì dai!

I dialoghi risultano meno interessanti, come testimoniano per esempio i discorsi tra Jaime e Bronn che ormai oscillano tra peni e altre mille allusioni sessuali.
Caro Martin, con tutto il rispetto e amore, non potevi a questo punto concludere il tuo lavoro da sceneggiatore nella serie e renderla un minimo meno ridicola?

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Un imprevedibile crescendo di prevedibilità

Questa è senza dubbio la delusione più grande che Benioff e Weiss potessero darmi.
“Game of Thrones” può piacere o non piacere, ma ciò che non si può criticare sono i colpi di scena che ci ha riservato la saga delle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.
Quanti di voi avrebbero potuto immaginare le Nozze Rosse? O l’uccisione di Jon Snow? O la morte di Ned Stark quando ancora lo show non era conosciuto per le tante morti?
Potrei citare tanti altri momenti memorabili che sono rimasti negli incubi dei fan.

Tutte le saghe letterarie e cinematografiche, come “Harry Potter”, “Hunger Games”, “Il Signore degli Anelli” e tanti altri ancora hanno un elemento che le accomuna: il Fandom, ovvero la comunità dei fan appassionati.
Ci sono fandom e fandom.
Il problema è che sembra che i fan abbiano influito pesantemente sull’andamento delle ultime vicende di Westeros. Fan che anni prima hanno predetto “Hold the door” o la vera origine di Jon Snow.
Possiamo solo immaginare che i creatori abbiano, magari per problemi legati alla mancanza di idee o semplicemente per accontentare i fan, preso queste teorie e le abbiano trasposte nella serie (non fatemi pensare alla love story fra Jon e Daenerys per favore).
Ah sì, non dimentichiamo anche la teoria azzeccata della resurrezione di Jon voluta soprattutto dalle fan che non potevano immaginarsi la serie senza Jon QUANDO META’ CAST E’ STATO FATTO FUORI IN MODI PIU’ BRUTALI. Però non toccate lui eh…
Insomma, non vi sembra un po’ troppo strano tutto ciò? Tutte teorie che i fan volevano che si realizzassero e che, guarda a caso, si realizzano.
Lascio a voi i commenti…

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La faccia che ho fatto quando ho visto l’ennesima teoria dei fan avverarsi

In conclusione…

Ancora una stagione e tutto sarà finito.
Le cadute evidenziate nelle ultime tre stagioni riusciranno ad essere perdonate con un’ottava stagione che concluderà in maniera coerente ed epica la storia che ha appassionato milioni di persone davanti al piccolo schermo?
O questa ricadrà nel becero fans ervice che ci ha accompagnati soprattutto nell’ultima stagione?
Benioff e Weiss, riponiamo la nostra fiducia nelle vostre mani.

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