Analisi del personaggio di Alex DeLarge, protagonista di Arancia Meccanica.

Alex DeLarge

Fino alla morte di Stanley Kubrick (1999), in Inghilterra la proiezione di “Arancia Meccanica” venne vietata. La ragione di questa censura, voluta dal regista stesso, è tutt’oggi un mistero. Con questo articolo cercheremo di riassumere e indagare i perché di questa decisione. Analizzando nel dettaglio il discusso personaggio di Alex DeLarge.

Lo scandalo

Fin dall’uscita americana del film, 1971, Kubrick venne aspramente criticato con l’accusa di esaltare la violenza. Il film infatti non sembra condannarla. Alex DeLarge è un anti-eroe che da carnefice si trasforma in vittima. La società lo priva della libertà di scelta, costringendolo al bene.

Se prima non avessimo visto Alex agire come delinquente brutale e spietato, sarebbe stato fin troppo facile essere poi d’accordo sul fatto che lo Stato commette una colpa più grave nel privarlo della sua libertà di scelta tra il bene e il male.
Deve essere chiaro che è sbagliato trasformare anche i peggiori criminali in vegetali. Altrimenti si cadrebbe nella stessa trappola logica dei vecchi western hollywoodiani contro il linciaggio, che vanificano sempre il proprio assunto mostrando il linciaggio di un innocente.
Naturalmente nessuno metterà mai in discussione il fatto che non si debba linciare un innocente. Ma saranno d’accordo sul fatto che è altrettanto sbagliato linciare un colpevole, fosse anche qualcuno colpevole di un crimine orribile?

(Stanley Kubrick, tratto da: “Kubrick” di M. Ciment)

Alex DeLarge

Il pubblico non può accettare di difendere un personaggio crudele e negativo.
La paura più grande era in oltre che dopo la distribuzione del film ci sarebbero stati degli emulatori.

Il titolo

Il libro ed il film hanno lo stesso titolo, “A Clockwork Orange“.
Anthony Burgess, l’autore, sentì per la prima volta l’espressione: “Sballato come un’arancia ad orologeria” in un pub londinese prima della seconda guerra mondiale.
È una frase cockney, che veniva utilizzata soprattutto nell’East London. Subito gli piacque. Accomunava un frutto, quindi qualcosa di vivo e naturale, con un meccanismo, artificiale e freddo.

Alex DeLarge

Burgess iniziò a scrivere nel 1961, dopo essere rimasto particolarmente scosso leggendo un articolo che esaltava l’ipotesi di una cura per eliminare l’impulso violento nei delinquenti. L’arancia diventò la natura umana e l’orologio la cura. In una combinazione esplosiva in cui alla fine la mente irrazionale ha la meglio.
Nel romanzo, ma non nel film, il titolo del libro che l’intellettuale vittima di Alex sta scrivendo è proprio “A Clockwork Orange”, a testimonianza dell’identificazione di Burgess con uno dei suoi personaggi. Curiosamente Kubrick ha evitato di fare lo stesso.

Il nome del protagonista

Alex DeLarge è un giovane criminale. I suoi principali interessi sono lo stupro, l’Ultraviolenza e Beethoven.
La scelta del suo nome non è casuale e ha diversi significati. Alex è internazionale. Non ha una chiara collocazione geografica, come del resto anche il film.
In un’intervista intitolata “Perché ho scritto Arancia Meccanica”, Burgess ha aggiunto:

Inoltre Alex DeLarge è il diminutivo buffo di Alessandro il Grande, che si fece largo nel mondo a colpi di spada e massacri e lo conquistò. Ma è anche il nome di colui che alla fine è vinto, impotente e senza parole. Egli fu “A lex”. La legge di se stesso, e diventò una creatura senza legge e senza lessico.

Alex DeLarge

Non a caso Alex utilizza un linguaggio molto particolare, il Nadsat.
È eloquente e nuovo, a-lessicale (a-lexical). Formato dall’unione di più lingue (russa, tedesca e spagnola), e slang inglese. Queste si confondo, si trasformano e si complicano, sottolineando ancora di più la mente malata del protagonista.

Psicologia del personaggio

Alex è un purista della violenza. Malvagio, irresponsabile e felice come un bambino. Rappresenta l’irrazionalità più nascosta dell’uomo. Alex è l’Es Freudiano, l’istinto, le pulsioni governate dal piacere.
Tuttavia Alex ha dei lati positivi, non conformi alle sue azioni. E’ un ragazzo colto, combattivo, con uno spiccata attrazione per la bellezza (soprattutto per Beethoven).
Al contrario i suoi compagni Drughi sono grezzi e volgari. Spinti alla violenza per emulazione o opportunismo.
L’intera trama si focalizza sulla dissociazione psichica del protagonista.
Kubrick utilizza molto spesso il grandangolo, che ci fornisce una visione distorta della realtà, ed analogo è l’uso del Nadsat.
Alex compie un viaggio iniziatico, un po’ come nell’opera di Johnatan Swift (per Alex Gulliver è la testa, in assonanza con la traduzione golovà dal russo).

La cura Ludovico

La cura costringe Alex a reprimere totalmente la sua natura violenta. Non riesce nemmeno ad avere un rapporto con una donna, dato che per lui il sesso è solo l’ennesima espressione di violenza.
Oltretutto c’è un elemento punitivo. La repulsione per la sua amatissima “Nona Sinfonia” di Beethoven.
Scrive Burgess:

Alex non diventa buono, ma è costretto a camminare sul filo di una bontà imposta.

Anche Kubrick è d’accordo:

Con la cura Ludovico è stato civilizzato. La malattia che ne segue può essere vista come la nevrosi imposta dalla società.

Quando Michel Ciment chiese se è l’uomo a nascere malvagio e è la società a renderlo peggiore, il regista rispose:

Non credo che l’uomo sia quello che è a causa di una società strutturata imperfettamente. Ma piuttosto che la società sia strutturata imperfettamente a causa della natura dell’uomo. Nessuna filosofia basata su un’errata visione della natura dell’uomo è destinata a produrre effetti sociali positivi.

La libertà

Come in una favola, nella seconda parte del film Alex incontra nuovamente tutti i personaggi. Ad uno ad uno sconterà la pena del contrappasso.
La scena più emblematica è l’incontro di Alex con i suoi vecchi Drughi.
Ora sono poliziotti. Assorbiti ed utilizzati dalla stessa società che li ripudiava. Il paragone tra polizia e delinquenza è diretto. La criminalità è solo un altro dei tanti ingranaggi del potere.
È innegabile che Alex fosse più libero in prigione, prima della cura, che poi.

Alex DeLarge

La politica e la società

Arancia Meccanica” non si colloca politicamente. Si pone prima di una qualsiasi ideologia, chiudendosi nel pessimismo anarchico.
Per Burgess nessuno può salvarsi.

Ha commentato Kubrick in un’intervista:

Il Governatore, interpretato da Anthony Sharp, è un chiaro esponente di destra. Lo scrittore, Patrick Magee, invece, è un pazzo di sinistra. La loro diversità sta soltanto nel loro dogma.

Alex DeLarge

Il primo non si farebbe scrupoli pur di avere la maggioranza. Il secondo, anche se mosso dal buon proposito di fermare la cura Ludovico, è impazzito dopo la morte della moglie. Alla fine si abbassa alla vendetta, tradendo il suo ideale politico e godendo della sofferenza del protagonista.
L’unico modo che Alex ha per superare questa contraddizione intrinseca nella società è operarvi contro. Sia lo stato che la famiglia tentano di reprimere i suoi istinti ed Alex esplode come un’arancia ad orologeria. Solo così può scappare dall’omologazione.

Musiche

La musica di “Arancia Meccanica” è quella di Beethoven.
Una musica forte e passionale, immediata, violenta, perfetta per rappresentare l’euforia di Alex DeLarge, che esplode violenta soprattutto nella “Nona Sinfonia“. Beethoven è simile a Wagner, che identificava la musica con la forma d’arte più pura, l’unica che riporta l’uomo alla sua interiorità.
Viene utilizzato anche Rossini con i suoi “La Gazza Ladra” e “Guglielmo Tell” (velocizzata e resa ancora più dinamica).

Alex DeLarge

Non c’è solo musica classica, ma vi sono anche tracce più moderne, come per esempio l’iconica “Singin’ in the rain“.
Il suo utilizzo è stato completamente casuale. Kubrick, girando la scena del pestaggio in casa Alexander, chiese a Malcolm McDowell (Alex) di cantare e ballare una canzone qualsiasi e lui scelse quella. Il regista non pagò mai i diritti a Gene Kelly, autore del motivo, che lo ha odiato aspramente.

Impatto con il pubblico: perché proviamo pena per Alex?

Innanzi tutto Alex DeLarge parla in prima persona ed è sempre sincero con il pubblico. E poi certi aspetti della personalità di Alex sono propri dell’uomo.

Alex DeLarge

Lasciamo l’ultima parola a Kubrick:

Tutti possiamo identificarci con Alex DeLarge ad un livello inconscio.
Gli psichiatri spiegano che l’inconscio non ha coscienza e, forse, nel nostro inconscio siamo tutti degli Alex in potenza.
Se non diventiamo come lui forse è solo per la morale, la legge e talora per il nostro carattere innato.
Questo crea magari disagio in certa gente. E spiega, in parte, alcune controversie che sono sorte riguardo al film. Forse sono incapaci di accettare questa visione di loro stessi.

[adsense][adsense]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.