Tarantino, “Memento”, “I soliti sospetti”, un pizzico di humor da black comedy… tutto questo è “Shimmer Lake”.

Shimmer Lake

Una delle ultime uscite firmata Netflix prende il titolo di “Shimmer Lake”. Dopo il non grande successo di “War Machine” con Brad Pitt, la più famosa piattaforma di cinema online si è subito rifatta con questo curioso ed originale film.

La Crew

Prodotto tra Stati Uniti e Canada, “Shimmer Lake” è stato scritto e diretto da Oren Uziel. Prevalentemente sceneggiatore (“22 Jump Street”, “Mortal Kombat” Serie Tv), si tratta per lui della prima regia della sua carriera. E se il buongiorno si vede dal mattino… Forse la scena americana ha trovato un altro talento della macchina da presa. 

Shimmer Lake

Il cast vede i nomi di Benjamin Walker, Ron Livingston, Wyatt Russell, Rainn Wilson, Stephanie Sigman. Piccoli attori da film indipendente o piccole produzioni, sembrati dei giganti in questo film. 

Benjamin Walker ha interpretato, per dirne una, Abraham Lincoln ne “La leggenda del cacciatore di vampiri” del 2012. 

Shimmer Lake

Ron Livingston è noto per “Conjuring”, “Come ti rovino le vacanze” o per comparsate in varie serie tv come “Sex and the City” o “Dr. House”. 

Shimmer Lake

Wyatt Russell è anche lui un attore da serie tv: “Black Mirror”, “Law & Order”, “The Walking Dead: Webisodes”, tra le più accreditate. Comparso anche in film come “Cowboys and Aliens” e “22 Jump Street”, scritto appunto dallo stesso Uziel. 

Shimmer Lake

Rainn Wilson invece lo abbiamo visto in “Transformers: la vendetta del caduto” e in “Juno”.

Shimmer Lake

A completare la rosa dei protagonisti Stephanie Sigman, bella femme fatale nota per il personaggio di Valeria Velez, la giornalista amante di Escobar di “Narcos”, e per Estrella in “Spectre”.

Shimmer Lake

L’ispirazione: Tarantino

Ho già accennato a come sia visibile in questo un film in mix di trovate e tecniche rese note da altri registi. Cominciamo a parlare dell’influenza o dell’ispirazione data da Quentin Tarantino. Il collegamento lo troviamo certamente nello stile: qualche scena pulp, qualche battuta, qualche situazione bizzarra tipica del noto regista. Uno stile di narrazione informale, raccontato dal basso, vicino alla gente ed alle situazioni di vita quotidiana. Ma l’aspetto più grossolano e visibile che lega “Shimmer Lake” a Tarantino è la narrazione per capitoli, diventata un must sin dai tempi di “Le Iene” e  “Pulp Fiction”. Nel film di Netflix la divisione non è tanto per argomenti, ma per giorni della settimana.

Shimmer Lake

L’ispirazione: “Memento”

Una narrazione quindi che passa di giorno in giorno nell’arco di mezza settimana. E fin qui niente di strano, se non fosse che la settimana scorre… a ritroso. Si parte infatti dal primo capitolo dal titolo Friday, per giungere al quarto capitolo dal titolo Tuesday. Da venerdì a martedì, la vicenda inizia dalla fine, da un momento di totale caos in cui si assiste subito alla morte di chi pensiamo sia il protagonista. Sappiamo già come finisce ma non sappiamo perché e cosa sia successo prima.

Ecco come Oren Uziel ha deciso di giocare con lo spettatore, come fece Nolan in quel lontano 2000 col suo film d’esordio “Memento”. Scorrendo a ritroso l’attenzione rimane elevata perché bisogna ricordarsi cosa si è già visto tenendo a mente che succederà dopo quello che si sta vedendo al momento. Bisogna prestare attenzione a tutto e seguire attentamente lo sviluppo… anzi… il rewind della vicenda e dei personaggi. 

Shimmer Lake

Attenzione Spoiler!!

Invitiamo i lettori a vedere il film prima di proseguire nella lettura.

Shimmer Lake

L’ispirazione: “I soliti sospetti”

Il terzo grande collegamento con un film cult, riscontrabile in “Shimmer Lake”, è quello con “I soliti sospetti”. Avete già capito che sto parlando del finale. Uno dei più sensazionali colpi di scena della storia del cinema quello che vede protagonista Kaiser Soze, interpretato da uno straordinario Kevin Spacey.

“Shimmer Lake” non è certo un cult del genere, e non stupisce allo stesso modo, ma è costruito su un inganno simile, anche se ha una diversa sfumatura. Il protagonista, che tu pensi essere innocuo, si rivela un malvagio demonio assetato di vendetta, in combutta con la femme fatale. E’ lui che sta dietro a tutto la vicenda, è lui quel nome, quel volto, di cui si è sempre parlato ma che non si è mai visto.

La sfumatura rispetto a “I soliti sospetti” è che il cattivo del film esiste e si sa chi è, non è un fantomatico nome che nessuno ha mai visto. Si pensa che sia in circolazione e che ci sia lui dietro alla serie di morti, si tratta solo di trovarlo. Andando a ritroso verso il finale/inizio però si scopre che quell’uomo è stato immediatamente ucciso e fatto sparire. Dietro c’è il protagonista, che assieme alla donna ha orchestrato tutta la vicenda facendo ricadere la colpa sul defunto.

Fine Spoiler!

Shimmer Lake

Ci sarebbe altro da dire ma perché dilungarsi troppo a spulciare i dettagli di un film del genere. Meglio goderselo e farsene una propria opinione. Spero che questo articolo vi abbia iniettato una giusta dose di curiosità.

Vi lascio quindi al commento finale e al trailer del film, disponibile su Netflix dal 9 Giugno 2017.

 

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Insomma un film che merita di essere visto. Un film geniale ed originale, anche se nato da una serie di rielaborazioni. Ma di fondo anche una geniale rielaborazione non è forse un’idea originale? Soprattutto nell’epoca in cui trovare idee nuove sembra un’utopia… “Shimmer Lake” merita, così come il suo sceneggiatore e regista Oren Uziel. Speriamo possa essere un trampolino di lancio per la sua carriera e possa presto regalarci nuove, simpatiche e avvincenti perle come questa.

 

 

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