Doctor Who. Finalmente si chiude il triplo episodio sui Monks.

Ed eccoci finalmente alla fine di questa mini-trilogia dei Monks. Avevamo lasciato il Dottore sconfitto. Bill, pur di vedergli restituita la vista, aveva accettato il patto proposto dai Monks, concedendogli il dominio del pianeta.

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Così all’inizio di questo episodio capiamo a cosa servisse esattamente la simulazione vista in “Extremis“, sesto episodio di questa stagione.
I Monks hanno corrotto il mondo intero. Nelle menti delle persone è stata instillata la convinzione di aver sempre vissuto al fianco dei Monks. Che essi siano da sempre i loro protettori.
Il loro dominio, nella grande bugia messa in piedi, è un fatto normale che ha sempre accompagnato l’umanità. Nessuno (o quasi) si oppone perché nessuno la vede come una tirannia.
Puntata quindi basata su una distopia di stampo orwelliano assolutamente interessantissima. Chi scrive non è affatto un estimatore di Moffat ma bisogna dargliene atto. Questa invasione aliena è qualcosa di assolutamente interessante ed originale

Grandi premesse, ma i risultati?

I risultati non sono affatto quelli sperati.
La decisione di Steven Moffat di slegarsi e lasciare questa puntata in mano a Toby Whithouse (comunque un veterano di “Doctor Who” e non il primo arrivato) non ha affatto pagato. Ma quali sono i principali problemi di cui soffre l’episodio?

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Innanzitutto, il Dottore mente.
Questa è una verità nota a chiunque segua “Doctor Who”. Quindi noi, a differenza di Bill, non potevamo in nessun modo credere che il Dottore fosse dalla parte dei Monks. Malgrado la credibilità del suo atteggiamento e delle sue motivazioni, non poteva ingannarci. Soprattutto con quella “rigenerazione” vista nei trailer e che ora, contestualizzata, assume tutto un altro aspetto.
Troppo banale per essere davvero una rigenerazione, anche mancata. In una puntata che ha come tema le bugie anche nel titolo, poi…

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E poi il finale.

E quel finale che promette di essere tragico quasi quanto l’addio di Donna Noble. I fan di “Doctor Who” sanno quanto quel momento sia difficile da superare”. Finale che invece si risolve in un totale lieto fine.
Come se non bastasse la scena ricorda troppo quella della foglia di Clara Oswald ne “Gli anelli di Akhaten”. Indimenticabile settimo episodio della settima stagione.
La puntata, per farla breve, sembra scritta con la fretta di concludere la storyline dei Monks. Manca quasi completamente di scene coinvolgenti. Se si esclude la scena dell’incontro tra Bill e il Dottore.

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Resta estremamente positiva invece l’apparizione di Missy. Michelle Gomez sempre istrionica, cantilenante e sopra le righe, riempie le sue scene come nessuna. Una garanzia assoluta. Il suo personaggio poi, ha sicuramente ancora molto da dire. O davvero credete che stia diventando buona?

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