La Legge della Notte. Ben Affleck si dà al gangster-drama movie esistenzialista

  • Data Di Uscita: 2 Marzo 2017
  • Genere: noir, drammatico, giallo
  • Anno: 2016
  • Regia: Ben Affleck
  • Sceneggiatura: Ben Affleck
  • Produzione: Appian Way, Pearl Street Films, RatPac-Dune Entertainment
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Durata: 128 Min.

Operazione riuscita? Ecco il nostro punto di vista sul film

Che gran confusione questo La Legge Della Notte (Live By Night)! Una quarta regia di Ben Affleck (dopo gli splendidi Gone Baby Gone, The Town ed Argo) sicuramente elegante e sanguinosa ma, a conti fatti, avvincente ma non eccezionale, godibile ma non impressionante. Eppure la trama di fondo, tratta dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane (che figura anche tra i produttori ed era già stato una fonte d’ispirazione per Affleck per il film “Gone Baby Gone”), pur essendo molto derivativa, offre moltissimi spunti di riflessione riguardo il periodo del proibizionismo e il cinismo della vita da gangster, questi due raccontati da Affleck quasi a mò di film-epopea. E questo potrebbe andare anche bene.

Purtroppo il vero problema del film è che non ingrana mai ed è vittima di una sceneggiatura blanda che suddivide eccessivamente il film in tante macro-sequenze nelle quali il personaggio interpretato da Affleck è costretto ad affrontare diverse questioni e diversi nemici. Alla fine del tutto, Live By Night appare come un progetto affrettato, raffazzonato nella scrittura, messo nel mezzo della filmografia di Affleck tra un film Dc ed un altro, tra il film della Justice League e la preparazione travagliata del nuovo rilancio cinematografico di Batman.

Un vero peccato perché l’introduzione del film è efficace e conquista grazie ad un piano-sequenza interessante ed una presentazione del protagonista, Joe Coughlin, molto buona favorita anche da un efficace voice-over “bogartiano” (e questo è detto da una persona che detesta i voice-over) dello stesso Joe. “Sono partito come soldato e sono tornato a casa come fuorilegge” questa è una delle frasi emblematiche dell’introduzione. Joe è un reduce della Grande Guerra, figliol prodigo di un capitano di polizia, Thomas Coughlin, e vive nella Boston del 1926.

In questo periodo, Boston è tormentata dalla guerra del rum tutta giocata sullo schema del “occhio per occhio” da parte degli irlandesi guidati da Albert White e dagli italiani guidati dal boss Maso Pescatore (interpretato dall’italiano Remo Girone). In questo ambiente, Joe, voltate le spalle alla rigorosa e corretta educazione di famiglia, vive l’ebbrezza dell’essere un fuorilegge, inserendosi, inizialmente, nella banda di White e poi, dopo alcuni incidenti, uccisioni di poliziotti problematiche ed imboscate per motivi amorosi che non sto qui a svelare, Joe finirà nella cerchia di Maso Pescatore e, spostatosi ad Ybor City (“La Harlem di Tampa” secondo Dion Bartolo, l’amico di Joe) per rilevare il giro di Frank Ormino, s’imbarcherà in una vertiginosa scalata al potere tra amici fedeli e nemici spietati.

Dopo il buon inizio a Boston, con lo spostamento di location a Tampa, in Florida, La Legge della Notte diventa un delirio narrativo nel quale la maggior parte dei personaggi sono poco caratterizzati o stereotipati e nel quale il personaggio interpretato da Affleck deve combattere contro tutti, contro i funzionari dell’ordine, contro gli scagnozzi delle altre bande e persino contro il Ku Klux Klan! In questo groviglio narrativo a tratti stancante ed a tratti dignitosamente ispirato, bisogna dare una nota di grande merito ad Affleck per aver caratterizzato tre donne bellissime che caratterizzano la vita di Joe: Emma Gould, il personaggio di Sienna Miller, che rappresenta l’irrefrenabile carica sessuale che permette scelte irrazionali intraprese da Joe senza alcun indugio (come la rapina alla Lawrence Bank che porterà alla morte di tre poliziotti ed all’incarcerazione di Joe nella prigione di Charlestown), Graciela Suarez, interpretata dalla cubana Zoe Saldana, prima trafficante assieme a suo fratello e poi madre e moglie devota a Joe.

Graciela rappresenta il focolaio domestico, la famiglia, l’armonia della realizzazione, che mette da parte gli istinti, l’irrazionalità e induce Joe a pensare al futuro, alla presa di coscienza ed alle generazioni che verranno. Per ultima, ma non per importanza, Loretta Figgis, interpretata dalla meravigliosa Elle Fanning, attrice mancata (“Loretta non è arrivata ad Hollywood ma a Los Angeles” dirà Joe al capitano Figgis in una scena importante del film, forse la più bella, nella quale Joe mostrerà foto compromettenti di Loretta per ricattare il padre) e poi predicatrice che propugna una Tampa purificata dai peccati. Lei rappresenta il senso di colpa e l’espiazione come necessità troppo a lungo dimenticata. Vicino a lei, è posta da Affleck una figura molto importante ovvero quella del capitano Figgis, interpretato da Chris Cooper, padre protettore (non abbastanza) della martire Loretta devastato da complessi e da sensi di colpa che rischiano di diventare esplosivi.

Nella cerchia di personaggi che salvo di questo film, sicuramente, aggiungerei il padre di Joe Coughlin. Un vice sovrintendente, padre-padrone autoritario ed inflessibile che non dimentica i legami di sangue ma che non si fa scrupoli nel criticare e soprattutto screditare il figlio davanti alla sua ragazza. Il conflitto tra Joe e Thomas Coughlin è frutto di un conflitto multiforme, un pò tra guardie e ladri, un pò tra padre e figlio, un pò tra la generazione pre-prima guerra mondiale e post-prima guerra mondiale. Thomas continua a rinfacciargli che lui sarebbe dovuto essere la persona che avrebbe compensato la grande distanza che separava il padre dalla madre. Ci sono tante belle cose all’interno di questo film, come detto gli attori ma anche le scene d’azione, la scenografia, i costumi d’epoca, la splendida fotografia di Robert Richardson.

Purtroppo tutti questi elementi sono inseriti in una struttura narrativa che fa pensare a Live By Night più ad una serie tv HBO mancata piuttosto che ad un noir esistenziale di due ore da distribuire al cinema. Ed il finale conferma tutto l’aspetto claudicante e poco eccezionale di Live By Night In sostanza è un film che può essere apprezzato ma che lascia sicuramente con molto amaro in bocca e di certo lascerà molto delusi le persone appassionate delle pellicole precedenti dell’ Affleck regista. Però ad Affleck si continua ad esser affezionati, nella buona e nella cattiva sorte. Qui siamo nel mezzo di queste due sorti. Godibile ma non eccezionale, interessante per i temi esistenziali che tratta ma molto, troppo problematico nella scrittura. Alla prossima, Divo Affleck!

Vi lascio al commento finale…

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Commento Finale

Affleck convince con molta moderazione. Peccato perché il film avrebbe potuto portare in scena tutt’altro afflato emozionale. Invece La Legge Della Notte è sorretto da una sceneggiatura blanda, troppo episodica, con la maggior parte dei personaggi poco caratterizzati o, addirittura, stereotipati. Non mancano le splendide eccezioni ovvero i personaggi femminili (la Loretta Figgis di Elle Fanning su tutte), la regia di Affleck, i costumi d’epoca e la fotografia di Richardson. Eppure il film non possiede quella forza necessaria per elevarsi ad eccezionalità come accaduto per i precedenti film di Affleck. Un vero peccato. “La Legge Della Notte” è un grande incompiuto. Godibile ma non avvincente.

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