Song to Song. Fermati adesso, Malick, non suonarla più così.

Song To Song

C’era un momento in cui facevo sesso violento.

Detto da Rooney Mara, poi… Ti auguri qualcosa che sia molto, molto, molto interessante.

Peccato che sia il preludio di un film che definire film mi risulta piuttosto eccessivo, diretto da un regista un tempo grande. Un tempo, appunto, immenso, ora ridottosi a fare filmini infimi. Tutti però realizzati con una supponenza ed una presunzione che rigetto e che considero assolutamente vomitevole. Ora è toccato a “Song To Song”

E smettiamola con la reverenzialità, con il dover considerare un’opera (e scrivere in una recensione) “non adatta a tutti”. Ognuno può accedere, immergersi in qualsiasi opera cinematografica che sia essa un film di Terrence Malick, di Neri Parenti o di Apichatpong.

Basta con questa barriera da critica cinematografica vecchia e bavosa. Perché chiudervi in blocco con questo “film”, non vi lascerà nient’altro che macerie. Macerie di un tempietto nel quale vi riunite nel culto di questo Terrence Malick. Una venerazione semplicemente insopportabile. Mi dispiace che ci siano persone che stimo che apprezzano cose simili. Che stimano l’ombra dell’ombra di quello che un tempo era un grande regista ma che adesso si è ridotto a fare ‘sta roba.

Verrò accusato di cialtronaggine, di buffoneria, di stupidità nel non comprendere “La Somma Arte Del Maestro Malick”. Per una volta mi permetto di dire “Chissenefrega”. Io voglio bene a Terrence Malick (Badlands, Days Of Heaven, The Red Thin Line), mica a Terrence Malick.

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Vi lasciamo al trailer italiano del film. Se proprio ci tenete a vederlo, eh.

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