C’mon C’mon: genitori e figli, dubbi e responsabilità

Presentato alla Festa del Cinema di Roma, C’mon C’mon, il nuovo film di Mike Mills con protagonisti Joaquin Phoenix e Woody Norman, sarà distribuito prossimamente su Notorious Pictures.

Il quesito che pone il giornalista radiofonico, interpretato da Joaquin Phoenix, ai bambini intervistati nelle diverse grandi città degli Stati Uniti, è in fin dei conti dedicato a se stesso.

Quando pensi al futuro, come lo immagini?

Johnny e Jesse: la coppia protagonista di C’mon C’mon

Il viaggio che Mike Mills racconta nel film è il ricongiungimento tra due persone sull’impasse delle loro esistenze.

Da una parte, Johnny, il giornalista interpretato da Phoenix, zio di Jesse. Lontano dalla donna che ha amato fino a questo momento e lontano dalla famiglia da almeno un anno dalla morte della madre. Dall’altra parte, invece, c’è Jesse, il personaggio interpretato dal giovanissimo (e bravo) Woody Norman. L’iperattivo figlio della sorella di Johnny, che cerca ardentemente una figura paterna sostitutiva al compagno bipolare della madre, costretto, ad inizio film, a dover passare un periodo di degenza in una clinica. Le interviste fatte ai bambini sulle loro aspirazioni, sul passaggio all’età adulta, sul loro futuro diventano altresì una grande riflessione sul modo di essere figli e genitori nella società contemporanea ma anche sui dubbi e le incertezze del futuro del mondo. In primis riguardo il problema ambientale. A prescindere però da queste interviste, il centro nevralgico del film è tutto orientato sul rapporto che s’instaura tra i due protagonisti.

Il rapporto tra Jesse e Johnny diventa una diapositiva di una questione fortemente pubblica, una ri-attualizzazione del rapporto genitore-figlio. Il film verte sulla ricerca di una sintonia tra due figure familiari che sembrano non essersi mai conosciuti. I due non hanno mai veramente interagito tra loro. Il Jesse di Woody Norman scoprirà, a poco a poco, cosa si prova ad avere un padre, ad avere rassicurazioni e conforti che gli erano stati mancati. Ed, al tempo stesso, il Johnny di Phoenix scoprirà non solo il piacere di essere padre ma anche la difficoltà e la responsabilità di essere genitore (es. i brevi momenti nei quali Johnny deve ricercare Jesse perché perso tra la folla), cambiando fortemente le sue convinzioni.

Genitori e Figli

C'mon C'mon

C’mon C’mon” è un crowd-pleaser orchestrato a regola d’arte per farsi apprezzare a prescindere. Orgogliosamente indie, orgogliosamente in bianco e nero (ma il senso di questa scelta visiva?), non sempre sincero da parte di Mike Mills che dirige il suo film più cinico nel ricercare qualche riconoscimento nella prossima stagione dei premi, ma tutto questo non rovina il rapporto che s’innesca tra Phoenix e Norman, un rapporto così piccolo ma anche così amorevole.

I dialoghi, i piccoli momenti di tenerezza tra i due. Il ruolo di Phoenix il quale interpreta un personaggio solare e completamente assorbito al suo lavoro (i più maliziosi lo definerebbero un personaggio “normale” rispetto ai soliti ruoli dell’attore). Un tono tenue nella caratterizzazione e commovente. E poi Woody Norman la cui performance è un trampolino di lancio per un futuro radioso per la sua carriera attoriale.

Il futuro è imprevedibile, incerto, sia per i giovani statunitensi che per il resto del mondo. Eppure esistono delle costanti che possono fortificare la nostra esistenza contro le sfide che la vita mette di fronte a ciascuno di noi. Ed è nel rapporto tra Johnny e Jesse che Mills trova non solo la costante, ma anche un possibile rapporto tra padre e figlio, seppur questi uno zio e l’altro nipote. Un rapporto che diventa un confronto generazionale nel quale, a partire dai diversi ruoli familiari, le incertezze tra genitore e figli si equivalgono. Ed è in questa dialettica che si ricerca un nuovo metodo di educazione per indirizzare bambini come Jesse verso il loro futuro ma anche una riconsiderazione, da parte del Johnny di Phoenix, della propria esistenza e del proprio futuro. Si è sempre figli di qualcuno, e mai veramente padri.

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