L’estate, la stagione del Sol Leone, ormai volge al termine, ahimè! E allora quale migliore scusa per stilare una bella lista di film estivi? Di quelli che hanno raccontato questa stagione come nessun altro, che ti fanno desiderare che settembre non arrivi mai. Dopo essermi dilettata a creare la lista sulla mia pagina Letterboxd (qui), desidero condividere con voi i miei film estivi del cuore (in ordine cronologico, s’intende), tra cult del passato e nuove uscite.

1. Il sorpasso (1962)

Anni Sessanta, Ferragosto. Roma è un deserto a cielo aperto.  Bruno, dongiovanni esuberante e amante della guida sportiva, vaga alla ricerca di un pacchetto di sigarette e di un telefono. Lo accoglie Roberto, studente di legge rimasto in città per preparare gli esami. L’uomo chiede al ragazzo di fargli compagnia: i due, sulla spinta dell’esuberanza e dell’invadenza di Bruno, intraprendono un viaggio in auto lungo l’Aurelia, raggiungendo mete occasionali sempre più distanti.

Un film che fa capire come la cultura di massa abbia profondamente cambiato l’Italia. Il personaggio di Bruno rappresenta il classico stereotipo dell’italiano immaginato all’estero: scanzonato, allegro e vorace, falsamente galante e autenticamente sfacciato. Sinonimo di una società, quella del boom economico, che nell’imperativo dello spendere e del divertirsi non lascia spazio al raccoglimento e alla ricerca di un senso. Senza dubbio, il capolavoro di Dino Risi e un capitolo imprescindibile della commedia all’italiana.

2. La piscina (1969)

Jean-Paul e Marianne trascorrono le vacanze nella piscina di una villa della Costa Azzurra, amoreggiando e sorseggiando cocktails. Lei è una giornalista, lui un pubblicitario con un passato da scrittore fallito. Un giorno arriva la chiamata di un loro amico, Harry, che li avvisa che sta venendo a trovarli insieme alla figlia diciottenne Penelope. Durante il soggiorno, Jean-Paul si accorge sempre più della vicinanza tra Marianne e Harry, iniziando a sospettare che i due siano stati amanti in passato.

Film da quaranta gradi all’ombra, con protagonisti assoluti gli attori simbolo del cinema europeo anni Sessanta: Alain Delon e Romy Schneider. Dopo la fine della loro tormentata storia d’amore, i due tornano sul set, lei fortemente voluta da lui. E la chimica è innegabile, così come una velata malinconia che pervade l’intera pellicola. Tra gelosia, senso di colpa, vuoto esistenziale e crisi identitaria. E con una giovanissima Jane Birkin: divina.

3. Stand By Me (1986)

Siamo nell’assolata Castle Rock, nell’Oregon del 1959. Tra il bosco e la ferrovia, un gruppo di quattro ragazzini – Gordie, Chris, Teddy e Vern – parte alla ricerca del cadavere di Ray Brower, un bambino scomparso tre giorni prima dopo essersi allontanato per raccogliere mirtilli. Spinti ognuno da una motivazione diversa, i giovani protagonisti si mettono in cammino, desiderosi di riscattarsi e diventare degli eroi agli occhi della comunità. Questa avventura li farà crescere interiormente, portandoli a maturare e a lasciarsi definitivamente alle spalle l’infanzia. 

Tratto da Il corpo, uno dei racconti contenuti nella raccolta Stagioni diverse di Stephen King, il film di Rob Reiner è uno dei coming of age più belli e malinconici di sempre. Un film dolceamaro sulla perdita dell’innocenza e sull’amicizia. Con un indimenticabile (e giovanissimo) River Phoenix. Un cult estivo: intramontabile!

4. My Summer of Love (2004)

Yorkshire. Mona e Tamsin sono due adolescenti di estrazione sociale differente: la prima viene dalla classe operaia, ha un fratello appena uscito di prigione che ha riconvertito il suo pub in un circolo religioso fortemente osservante; la seconda è la turbata figlia di un membro del parlamento britannico, la quale dichiara di avere una sorella anoressica morta suicida, destino che avrebbe seguito se non fosse avvenuto l’incontro con la coetanea.

La solitudine e la noia si incontrano in un’estate di sole. Un incrocio di vite che, nel confronto delle reciproche stravaganze, crea solidarietà, contatto d’anime e simbiosi inaspettata. Ma c’è in ballo ben altro – la voglia di illudersi come fuga da una vita che ingabbia – e quando l’estate volge alla fine, verranno a galla bugie che non si nascondevano solo nelle pieghe dei sentimenti. Il regista narra con delicatezza le dinamiche di amicizia/amore, concentrandosi sulle due protagoniste e lasciando il resto a far da sfondo sintomatico. Tinte calde o livide descrivono condizioni e ambienti opposti, reggendo saldamente il timone di una storia che ci avrebbe messo poco a diventare inutilmente morbosa. Protagoniste assolute, la bravissima Emily Blunt in uno dei suoi primi ruoli, e Natalie Press, attrice feticcio di Andrea Arnold (Red Road, Wasp).

5. Before Midnight (2013)

Sono passati nove anni da quando Jesse e Celine si sono ritrovati a Parigi. Una convivenza e due figlie dopo, lui è diventato uno scrittore di successo, lei sta per accettare un lavoro per il governo. La coppia si trova in vacanza in Grecia, ospite di un famoso romanziere. Durante il soggiorno, i due parlano (e, soprattutto, litigano) a proposito del passato e del futuro, alle prese con la fase più matura della loro relazione.

Terzo e ultimo capitolo della Before Trilogy, meno giocoso e più amaro, complesso e asciutto, Before Midnight è fruibile come prodotto indipendente. Linklater, Hawke e Delpy decidono di tornare a calcare un percorso ormai familiare, ma non più per gioco, semmai per cercare un senso all’operazione nel suo complesso. Il film riapre ferite mai saldate e getta una luce diversa sull’intera trilogia, palesando la componente di finzione dolorosamente necessaria in un rapporto di coppia. Una commedia drammatica alla luce del tramonto, con il Mar Egeo a fare da sfondo alla messa a nudo di due decenni di illusioni reciproche o autoindotte.

6. A Bigger Splash (2015)

Paul e Marianne – giovane filmmaker lui, famosa rockstar lei – sono in vacanza nell’isola di Pantelleria. Li raggiunge Harry, ex di Marianne e amico di Paul, insieme alla ritrovata figliola Penelope. La passata intimità di Paul e Marianne e l’attrazione che Penelope avverte nei confronti di Paul rompono gli equilibri del quadretto. il disastro è servito.

Ispirato al già citato La piscina di Deray, questo dramma grottesco vede Luca Guadagnino e Tilda Swinton di nuovo insieme dopo il bellissimo Io sono l’Amore (2009). Il remake prende le forme edonistiche di un balletto dei desideri e dei risentimenti, di un Kammerspiel esposto alla violenta luce del sole. Prima di Suspiria, un altro film sul senso di colpa.

7. Chiamami col tuo nome (2017)

Chiamami Col Tuo Nome

Somewhere in Northen Italy: inizia così uno dei coming of age erotici più belli dell’ultimo decennio. Elio è un adolescente appassionato di musica e libri che vive con i genitori in una villa della campagna lombarda. Un giorno d’estate nella sua vita entra Oliver, studente del padre professore, in visita per una vacanza studio in Italia. Tra i due inizia a nascere una profonda amicizia che ben presto lascia il posto al desiderio, trasformandosi in una passione che cambierà le loro vite per sempre.

Tratto dall’omonimo romanzo di Andé Aciman e scritto da James Ivory, il film di Luca Guadagnino vince il premio Oscar alla Miglior sceneggiatura (ne avevamo già parlato nella nostra recensione, che potete recuperare qui). Ultimo capitolo della Trilogia del Desiderio, Call Me By Your Name è un concentrato di eros e poesia, tra canzoni leggerissime e una fotografia luminosa che catapulta nel caldo estivo.

8. Mektoub, My Love: Canto Uno (2017)

1994. Amin, sceneggiatore in erba, abbandona gli studi di medicina a Parigi per tornare nella natale Sète, cittadina sulla costa meridionale francese. Qui si dedica alla fotografia e alla scrittura, tra bar, ristoranti, spiaggia e dintorni in compagnia di amici e cugini.

Amori, divertimento e liti che non lasciano conseguenze. Il protagonista, interessato alla fotografia e alla scrittura, è un voyeur che vive serenamente e con distacco l’atmosfera gioviale. Un film di 3 ore che è insieme l’opera maggiormente radicale del regista e quella in cui le tensioni che muovono il suo sguardo sono maggiormente in conflitto. Tre ore di lunghissime scene, di corpi che si seducono in spiaggia o in discoteca, conte d’été e sapore di mare, bocche, sorrisi, parole e chiacchiericcio, sguardi da capire e grandi culi da ammirare. Un canto visivo sublime e la messa in scena di una fantasia in cerca di grazia. Un film di luce e libertà, come solo le sere estive dell’adolescenza possono essere.

9. Hot Summer Nights (2017)

Daniel Middleton, adolescente timido e introverso, dopo la morte del padre viene spedito dalla madre a trascorrere l’estate nella cittadina balneare di Cape Cod, nel Massachussetts. Dopo l’iniziale solitudine, il ragazzo fa la conoscenza di Hunter, il giovane spacciatore locale, e si mette in affari con lui. Ben presto, Daniel comincia ad avere una nuova consapevolezza di sé, arrivando anche a innamorarsi dell’enigmatica sorella del suo socio.

Estate 1991, l’anno della morte di Freddie Mercury, della prima guerra del Golfo e dell’uscita di Terminator 2. Sotto l‘estetica vintage del VHS, Hot Summer Nights racconta la zona sospesa e borderline del “tra“. Tra realtà e orizzonte mitico (e mediale), tra infanzia e vita adulta, tra verità e rielaborazione. Un’altra storia di formazione, un miraggio di storie che, tramandate di estate in estate, hanno assunto un’aura leggendaria. Per chi ha nostalgia dei mitici anni Novanta e ama le storie liminali.

10. Estate ’85 (2020)

Normandia, estate del 1985. Alexis, ragazzo sedicenne con pensieri continui sulla morte, viene salvato dal diciottenne David quando la sua barca si capovolge. Tra i due ragazzi nasce una tumultuosa storia d’amore che terminerà quando il volubile David comincia a flirtare con Kate, una ragazza inglese che lavora come au pair nella cittadina.

Un’epifania che è speranza e insieme la più totale delle disillusioni: il momento in cui si capisce che innamorarsi significa, inevitabilmente, sceneggiare l’amore, e che l’amato lo scriviamo sempre un po’ noi, inventandolo nella nostra testa. Ozon adatta liberamente un libro della sua adolescenza, Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers, innestando il romanzo di formazione su un’impalcatura noirEstate ’85 è, soprattutto, un film sulle tracce (d’inchiostro, di sangue, di colpa) che gli amati assenti lasciano su di noi, per noi. Un film sull’importanza di capire ciò che è stato (été, in originale, ha duplice significato) per poter finalmente smettere di essere un personaggio e scappare dalla storia.

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