L’altro sguardo: dentro gli occhi di Adolfo Porry-Pastorel

Al Museo di Roma è stata inaugurata la mostra fotografica di Adolfo Porry-Pastorel, intitolata L’altro sguardo – Nascita del fotogiornalismo in Italia. Curata da Enrico Menduni, in collaborazione con l’Istituto Luce-Cinecittà e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione sarà visitabile dal 02 luglio al 24 ottobre 2021.

Adolfo Porry-Pastorel. L’altro sguardo

Roma, Palazzo Braschi. In occasione dei 150 anni di Roma Capitale viene inaugurata dal curatore Enrico Menduni, in compagnia della Presidentessa dell’Istituto Luce Cinecittà Chiara Sbarigia e dell’Assessore alla Crescita culturale Lorenza Fruci, la mostra dedicata ad Adolfo Porry-Pastorel, fotoreporter particolarmente attivo durante gli anni del fascismo. Più di 80 scatti dell’artista sono stati raccolti, infatti, per raccontare il costume e la società del ventennio mussoliniano, con immagine volte a restituirne la quotidiana realtà.

La mostra su Porry-Pastorel si inserisce in un progetto univoco e coordinato, promosso principalmente dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, di promozione artistica e storica legata all’anniversario di Roma Capitale. Per le strade della città molteplici sono le iniziative di promozione della ricorrenza: dalle mostre organizzate all’Ara Pacis a quelle dei musei comunali. In queste, l’esposizione dedicata ad Adolfo Porry-Pastorel occupa sicuramente un ruolo centrale. Aprendo uno spiraglio a una nuova e profonda riflessione sugli anni più discussi, in Italia, del 900.

Negli occhi del primo fotoreporter italiano

Adolfo Porry-Pastorel nasce a Vittorio Veneto il 1º gennaio 1888, destinato a diventare il padre del fotogiornalismo e il primo “paparazzo” della storia italiana. Sempre alla ricerca del dettaglio e di quello che potrebbe definirsi uno scoop (si serviva di piccioni viaggiatori per recapitare in tempi record i negativi), lavorò dapprima al Messaggero e poi a Il Giornale d’Italia, consacrando per sempre alla storia frammenti della vita d’un tempo. Molteplici gli scatti esposti per ricordare il maestro. Immagini che raccontano, a trecentosessanta gradi, l’Italia fascista: dai primi piani di Mussolini, coinvolto nella trebbiatura del grano (negli anni dell’omonima Battaglia) o ritratto insieme ai figli, ai dettagli di comuni cittadini, passando attraverso la celebrazione dei principali ideali dell’epoca fascista.

Adolfo Porry-Pastore
Alcune delle foto esposte al Museo di Roma, prese dall’agenzia fotografica VEDO (che lui stesso aveva fondato)

Tra una foto dei giovani Balilla e l’altra troviamo infatti l’esaltazione dello sport, emblema della ricercata virilità e preponderante forza dell’immagine del tempo. Ma, accanto a queste testimonianze di storia e società, Adolfo Porry-Pastorel si caratterizza anche come scrupoloso indagatore di cronaca, restituendoci, scatto dopo scatto, il racconto dell’assassinio Matteotti. Vediamo la sua tomba, ripercorriamo la triste disavventura. E così, tra le fotografie esposte e qualche documento dell’epoca, veniamo trasportati in anni passati, a lungo studiati sui libri scolastici. Che questa volta, tuttavia, riviviamo quasi in prima persona. Fermandoci a contemplare opere che hanno immortalato, grazie alla macchina fotografica di Porry-Pastorel, l’essenza di un ventennio.

Una mostra da vedere

Pioniere da un lato e attento restitutore di fatti di cronaca dall’altro, Adolfo Porry-Pastorel è stato il primo reporter italiano a indagare a pieno la natura dell’obiettivo fotografico. Restituendoci, attraverso i suoi scatti, reperti storici, che consacrano per sempre l’effimerità del tempo alla memoria collettiva. Tra le foto esposte diverse sono quelle che ci colpiscono. Un circo in visita, un militante comunista arrestato, la fila a uno sportello pubblico, l’arresto di Mussolini nel 1915. Immagini che alternano, con naturalezza, frammenti di vita quotidiana a importanti fatti di cronaca.

Adolfo Porry-Pastore
 Mussolini è uno dei principali protagonisti degli scatti di Adolfo Porry-Pastorel

Un connubio che riesce così a restituire perfettamente un ventennio che non sia solamente storico. Ma che permette anche ai visitatori di riviverne la stessa natura. Una sorta di controstoria, che permette all’Italia quotidiana, reale, di emergere e raccontarsi. Il lavoro di Adolfo Porry-Pastorel diventa allora un cimelio unico, nel panorama italiano anteguerra (come sappiamo, notevolmente segnato dalla censura fascista), di testimonianza. Firmata da un uomo che è stato giornalista di cronaca e costume, attraverso la fotografia.

Sul sito del Museo di Roma sono disponibili orari e giorni di apertura per poter visitare l’esposizione.

Rimanete aggiornati sul mondo dell’arte in tutte le sue forme seguendoci sui nostri canali social, Facebook e Instagram!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.