Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (conosciuta anche con l’acronimo di IDAHOBIT, ovvero International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia). Una celebrazione, riconosciuta dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, che ha come principale scopo la sensibilizzazione sulle discriminazioni di natura omotransfobica, al fine di prevenirle. 

Un obiettivo, fondamentale per tutti i paesi del mondo, che in Italia è oggi particolarmente discusso. Negli ultimi giorni si è infatti parlato spesso del DDL Zan. Il disegno di legge (proposto dal deputato democratico Alessandro Zan, da cui prende il nome) che propone di inserire, tra i comportamenti perseguibili per legge, violenze e discriminazioni per motivi di orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.

Un’aggiunta, alla precedente legge Mancino (che prevedeva conseguenze penali per chi attuava propaganda o istigava a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica, nazionale e religiosa) che, noi di Cinewriting, sosteniamo e appoggiamo. E su cui, visti i grandi dibattiti delle ultime settimane, pensiamo sia giusto riflettere.

E ovviamente: quale miglior modo per farlo se non proponendovi 5 film da guardare in occasione di questa importantissima giornata? Ecco a voi le pellicole che per noi meglio spiegano la necessità di tutelare persone che, ancora troppo spesso, sono vittime di violenza o discriminazione.

5 film per riflettere sull’importanza della IDAHOBIT

Una giornata particolare

Per cominciare, abbiamo scelto due chicche tutte nostrane. Il primo film della nostra lista dedicata all’ IDAHOBIT è infatti Una giornata particolare. Capolavoro del 1977 di Ettore Scola, con protagonisti Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Girato nelle storiche case di Viale XXI Aprile a Roma, la pellicola racconta, per l’appunto, un giorno in particolare: il 6 maggio del 1938. Data della visita di Adolf Hitler nella capitale italiana.

Ma quella che seguiamo, nella memorabile opera di Scola, non è di certo la celebrazione dell’incontro tra Mussolini e il Führer. Quanto piuttosto quello che accade tra le mura domestiche di Palazzo Federici. Una volta che tutti gli inquilini si sono recati a vedere lo storico incontro, rimangono nello stabile solo due persone: Antonietta e Gabriele.

La prima, sposata a un fervente fascista, viene lasciata a controllare il focolare domestico (unico luogo che il marito pensa le appartenga e le spetti), mentre il secondo, ex dipendente dell’EIAR, allontanato poiché omosessuale e in procinto di essere mandato al confino, è deciso a togliersi la vita. L’incontro dei due, provocato dal tentativo di catturare l’uccellino domestico dei bambini di Antonietta, permetterà il profondo e intenso confronto di queste due anime, che ci racconteranno ciascuna la propria forma di infelicità.

Una giornata particolare
La celebre scena in cui Antonietta (Sofia Loren) e Gabriele (Marcello Mastorianni) si trovano sul terrazzo di Palazzo Federici. In questa sequenza i due si apriranno l’uno all’altra.

Una giornata particolare apre infatti, nel giro di poche ore, una toccante riflessione su due diverse vite, accomunate dall’impossibilità di essere sé stessi e vivere bene. Quella della moglie succube e prolifica dell’ideologia fascista, subordinata a un marito-padrone incapace di darle amore e rispetto, e quella di un semplice uomo che non è “padre, marito e soldato (come viene detto più volte nello stesso film). Un uomo che verrà allontanato semplicemente perché innamorato.

Mine vaganti

La seconda pellicola che vi vogliamo proporre, per celebrare la giornata dell’IDAHOBIT (e sensibilizzare anche noi, nel nostro piccolo, sulle tematiche dell’omofobia, della bifobia e della transfobia), è Mine vaganti (2010). Diretta da Ferzan Özpetek, il cast di quest’opera conta diversi, importanti, nomi del cinema italiano contemporaneo. Da Riccardo Scamarcio a Elena Sofia Ricci, passando tra Lunetta Savino e Ilaria Occhini (in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche).

Ambientato nella città di Lecce, dove si trova l’importante pastificio della famiglia Cantone, borghese e tradizionalista, Mine vaganti racconta la difficoltà di Tommaso (Riccardo Scamarcio) di fare coming out e parlare apertamente della propria vita amorosa con i suoi parenti, ancora mentalmente radicati in tempi lontani e prevenuti.

Mine Vaganti
«L’unica cosa più complicata dell’amore è la famiglia» cita lo slogan del film. Nella foto parte dello straordinario cast di Mine vaganti.

Trasferitosi a Roma, Tommaso ha trovato nella capitale la possibilità di essere sé stesso e di vivere con serenità la propria relazione. Ma, una volta recatosi nuovamente nel paesino d’origine (in cui imperversano le sottili dinamiche familiari, fatte di eredità e prestabiliti ruoli sociali), si trova ad affrontare con difficoltà la rivelazione della sua omosessualità, spaventato dalla reazione che i propri cari potrebbero avere.

Özpetek riesce a giocare con intelligenza e ironia su un tema in realtà complesso e delicato. Mine vaganti restituisce un racconto che si sviluppa tra pura comicità e risate amare, equilibrando buffi equivoci (come le scene dedicate all’arrivo degli amici e del compagno di Tommaso, Marco, che si fingeranno eterosessuali per non turbare la famiglia Cantone) a tristi riflessioni. Il tutto in un perfetto connubio che ben narra il timore di non essere accettati e la paura di ferire chi si ama.

Victor Victoria

Prima di proporvi le ultime due pellicole della nostra lista relativa all’ IDAHOBIT, anch’esse notevolmente drammatiche, facciamo una sorta di break. Illustrando, a chi ancora non lo avesse visto, uno dei capolavori del grande schermo che più indaga, con simpatia e inventiva, tre importantissimi temi: quello dell’omosessualità, del cambio di sesso e dell’en travesti (ovvero in travestimento, nella pellicola in una duplice accezione). Ovviamente, ci riferiamo a Victor Victoria (1982), del regista Blake Edwards.

Candidato a sette premi Oscar, e vincitore di quello per la miglior colonna sonora, Victor Victoria è la storia di Victoria Grant. Un soprano che, in cerca di lavoro e di un riconoscimento per la propria carriera di cantante, accetta di esibirsi (su suggerimento dell’amico omosessuale Toddy) nei panni del conte polacco Victor Grazinski, che canterebbe a sua volta vestito da donna.

Quindi Victoria diventa una donna che si finge un uomo che si traveste da donna. Una farsa nella farsa (perfettamente musicata), che, nel tempo, ha assunto un carattere iconico. Victor Victoria, di pari passo a simpatiche gag e fraintendimenti, racconta infatti, con voluta leggerezza, una realtà difficile come quella che riguarda chi deve negare la propria identità, nascondendola per poter essere accettato.

Victor Victoria
Una delle iconiche scene di Victor Victoria. Julie Andrews è la straordinaria interprete dei ruoli di Victor e Victoria

Victoria è infatti una donna, che deve però fingersi uomo per poter avere un riconoscimento del proprio talento. In maniera non dissimile da chi deve celare la propria identità. Non potendosi accettare (ed essere accettato) per la persona che è. Un racconto appassionato e tragicomico, caratterizzato dall’uso quasi emblematico e ripetitivo della parola gay, segnato da un successo senza tempo.

Brokeback Mountain

Il quarto film che vi consigliamo di guardare, per celebrare la giornata dell’IDAHOBIT, è I segreti di Brokeback Mountain. Diretto da Ang Lee e con protagonisti Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, il racconto è ispirato al romanzo Brokeback Mountain di Annie Proulx.

Uscito nel 2005, I segreti di Brokeback Mountain debuttò alla Mostra internazionale del cinema di Venezia, vincendo il Leone d’oro. Tema centrale dell’opera è la storia d’amore tra due giovani mandriani, Jack (estroverso concorrente di rodei) ed Ennis (ragazzo tranquillo e riflessivo). I due si trovano a lavorare insieme nella località di Brokeback Mountain, un luogo isolato in cui trascorreranno l’estate conducendo il gregge al pascolo.

Il lungo periodo insieme li porterà ad avvicinarsi, facendogli così scoprire il sentimento che provano l’uno per l’altro. Ma nel 1963, in Wyoming, un amore omosessuale equivale a una condanna a morte. Costretti a separarsi, terminato il lavoro stagionale, i due giovani si omologheranno alla realtà sociale che viene imposta a tutti gli scapoli celibi: quella di sposare una ragazza e costruire una famiglia.

Brokeback Mountain
Ennis Del Mar (Heath Ledger) e Jack Twist (Jake Gyllenhaal) sono i protagonisti di I segreti di Brokeback Mountain, che ci mostreranno la purezza di un sentimento che va oltre il tempo e le convenzioni sociali.

E anche se certi amori non possono essere nascosti in eterno e Jack ed Ennis, nonostante le imposizioni sociali, troveranno il modo di ricongiungersi, la mentalità dell’epoca e l’odio di chi non riesce a capire la purezza di certi sentimenti segneranno la parola fine alla loro relazione. Una brutalità che, purtroppo, ancora oggi avviene fin troppo spesso. Ma che tramite l’IDAHOBIT, e altre forme di sensibilizzazione, si sta cercando di combattere.

Boys Don’t Cry

L’ultima pellicola della nostra lista dedicata all’IDAHOBIT è la trasposizione cinematografica di una storia reale. La drammatica vicenda di Brandon Teena, ragazzo transgender nato biologicamente femmina. Il film, uscito nel 1999 e diretto da Kimberly Peirce, ripercorre i principali avvenimenti della vita del giovane, raccontando parte delle brutalità di cui è stato vittima. In una società mentalmente chiusa e violenta come quella della cittadina di Falls City, nello Stato americano del Nebraska.

Siamo nel 1993 quando Brandon lascia il luogo in cui è cresciuto, Lincoln, e arriva nella città di Falls City. In poco tempo trova lavoro e diventa amico di alcuni ragazzi del luogo, iniziando così a integrarsi nella nuova realtà. Avvicinandosi alla giovane e introversa Lana Tisdale, scoprirà un forte sentimento per lei, che verrà ricambiato, nonostante Lana sia ignara del fatto che lui è ancora legalmente donna.

Boys Don't Cry
Hilary Swank è Brandon Teena nel film che racconta la triste storia di un giovane ucciso dall’odio.

Ogni cosa però precipiterà quando questo segreto, a causa dell’incarcerazione di Brandon, per contraffazione, in un penitenziario femminile, verrà fuori. Non basterà l’amore di Lana, indifferente al sesso del ragazzo, per salvarlo da un mondo atroce e disumano, incapace di riconoscere e accettare l’individualità. Dopo essere stato abusato, Brandon Teena verrà assassinato, dalle stesse persone che pensava fossero suoi amici.

Il film Boys Don’t Cry apre quindi una triste parentesi sulla vita di un ragazzo che, come molti altri, è stato oggetto di discriminazioni e abusi. Condannato, per essersi semplicemente mostrato per la persona che è. Una realtà che, in Italia e all’estero, vivono ancora troppe persone. E su cui, nella giornata dell’IDAHOBIT, si cerca di sensibilizzare. Nella speranza di poter vivere, in un futuro, in un mondo migliore: che non discrimini per chi si è o per chi si ama.

IDAHOBIT
IDAHOBIT 2021

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