Di maledizioni, nel mondo del cinema (ma non solo), se ne sentono davvero parecchie. Che vi abbiano parlato di quella che riguarda il Joker, che colpirebbe tutti i poveri sventurati che si cimentano nel ruolo del famosissimo antagonista, o di quella legata al personaggio di Superman, di certo saprete di cosa stiamo parlando.

Ma se vi dicessimo che, in mezzo a tante leggende, esistono cinque apparenti maledizioni che sembrano, invece, incredibilmente realistiche? Cinque film che hanno portato una vera e propria sventura ai loro interpreti, arrivando così a guadagnarsi la nomea (quasi a ragione) di maledetti. Sapete a quali opere ci stiamo riferendo? Leggete il nostro articolo per scoprirle tutte!

Le 5 maledizioni a cui (un pochino) crediamo

Atuk

Il primo dei nostri cinque film maledetti è quello meno noto tra tutti. Già, perché a causa dell’apparente iella (forse non troppo apparente, in realtà) che ha portato ai suoi protagonisti, non è mai arrivato a vedere la luce. Atuk (in lingua inuit nonno) è l’adattamento cinematografico del romanzo satirico L’incomparabile Atuk, dello scrittore canadese Mordecai Richler. L’opera doveva raccontare le avventure di un uomo eschimese, che, trasferitosi nella città di New York, si trovava a fare i conti con una realtà molto più caotica di quella da cui proveniva. Tuttavia, a causa della prematura morte di molteplici autori e attori coinvolti nella lavorazione della pellicola, Atuk non venne mai completato.

Le vittime di Atuk

Il primo interprete che si interessò al ruolo del protagonista fu il famosissimo John Belushi. Ma, qualche mese dopo averne letto il copione, morì per overdose. Ora, i più scettici di voi, penseranno giustamente che si sia trattata solamente di una sventurata coincidenza. Il che, ovviamente, potrebbe essere. Ma se vi dicessimo che la stessa sorte (morte tragica e prematura) è capitata ad altri suoi cinque colleghi?

John Belushi
John Belushi fu il primo a interessarsi al personaggio di Atuk dell’omonimo adattamento cinematografico

Dopo Belushi fu il turno di Sam Kinison, attore comico, che perse la vita in un incidente d’auto poco tempo dopo aver girato la prima scena del film. Poi toccò a John Candy che, prima ancora di poter iniziare a recitare nella parte, venne a mancare per un attacco di cuore. Nello stesso anno morì anche Michael O’Donoghue, all’epoca impiegato nella lavorazione sulla sceneggiatura di Atuk, per un’emorragia celebrale. Il quarto uomo la cui vita venne segnata dalla maledizione di Atuk fu Chris Farley, la cui dipartita avvenne mentre si stavano svolgendo le trattative per il ruolo da protagonista nella pellicola.

Infine, l’ultimo nome coinvolto nella prima delle nostre 5 maledizioni è Phil Hartman, voce originale di Troy McClure de I Simpson. Hartman venne assassinato dalla moglie proprio mentre stava leggendo la sceneggiatura di Atuk. Un macabro dettaglio che, messo alla fine di questa lista di sventurate scomparse, un po’ ci porta a credere alla veridicità della maledizione. Una maledizione che sarebbe stata scagliata proprio da alcuni spiriti demoniaci inuit, adirati per i cambiamenti che erano stati apportati al racconto originale (nella trasposizione cinematografica il protagonista doveva essere un comico e buffo eschimese, mentre nel romanzo di Richler era un uomo vecchio e saggio).

Il presagio

La seconda pellicola, della nostra lista delle maledizioni più inquietantemente realistiche della storia del cinema, è Il presagio (The Omen). Film del 1976, diretto da Richard Donner. A causa del gran numero di incedenti che avvennero sul set e coinvolsero la troupe, il cast arrivò a pensare che una presenza demoniaca avesse preso di mira l’opera. E, giusto a proposito, la trama ruota intorno alla figura dell’Anticristo. Un’inquietante coincidenza?

Il presagio
Una delle locandine de Il presagio (The Omen)

Il presagio racconta la storia di Robert Thorn, un diplomatico statunitense in Europa, e di Damien, bambino che l’uomo riconosce come proprio (procreato, apparentemente, da una madre morta dandolo alla luce) quando il figlio naturale nasce morto. Inizialmente Damien, Robert e sua moglie Kathie vivono serenamente insieme. Ma quando il bambino compie cinque anni, una serie di disavventure iniziano a colpire la famiglia e le persone a loro vicine. Presto si scopre che Damien altri non è che l’Anticristo, il figlio del diavolo incarnato, nato da un animale. Inizierà allora una corsa contro il tempo, nel tentativo di neutralizzare il male stresso.

Il presagio Damien
Harvey Stephens è Damien (l’Anticristo) in Il presagio

Incidenti in aereo, ma non solo

Ma, ancora più inquietante della finzione narrativa, c’è l’amara realtà. Come dicevamo, anche Il presagio fu oggetto di svariati, macabri incidenti che, a una certa, persero la valenza di mere coincidenze. In primo luogo, durante le riprese, ci furono diverse problematiche relative all’aviazione. La prima capitò proprio a Gregory Peck (Robert Thorn, protagonista del film) che si trovava su un aereo, diretto a Los Angeles, quando questo venne colpito da un fulmine. Un avvenimento di per sé già curioso e inquietante. Se non fosse che, fatto ancora più agghiacciante, solo tre giorni dopo capitò la stessa cosa allo sceneggiatore della pellicola, David Seltzer, che si trovava sul medesimo aeroplano.

Le sciagure però non finiscono qui. Per realizzare alcune sequenze dall’alto, Richard Donner noleggiò un piccolo aeroplano. Il giorno in cui venne utilizzato, tuttavia, il velivolo perse quota, precipitando al suolo. Nell’impatto con il terreno, questo travolse la macchina su cui si trovavano la moglie e i figli del pilota. Non vi furono superstiti.

E già ne abbiamo visti di elementi che ci portano a pensare a un’effettiva maledizione della pellicola. Eppure, un altro avvenimento, forse ancora più raccapricciante dei precedenti, fu quello che coinvolse John Richardson, esperto di effetti speciali. Dopo aver girato la sequenza della decapitazione ne Il presagio, si trovava in un altro set in Belgio ed ebbe un terribile incidente stradale. Nell’impatto, una lamiera decapitò la fidanzata di Richardson, che si trovava con lui sulla vettura. Quando questo si rese conto di quanto era successo vide un cartello, poco lontano sulla strada che riportava “Siete lontani da Ommen 66,6 km”. Lalalansia.

Il mago di Oz

Forse alcuni di voi saranno sorpresi di trovare un’opera così famosa nella nostra lista, ma possiamo assicurarvi che anche Il mago di Oz (The Wizard of Oz, 1939) è da ascrivere tra le vere maledizioni del mondo del cinema. Non mancarono in questo set, infatti, una serie di tristi disavventure, che coinvolsero molti degli attori protagonisti. Fratture varie, ustioni e incendi. Ma non temete, come sempre vi racconteremo nel dettaglio.

Il mago di Oz
Il Leone (Bert Lahr), Dorothy (Judy Garland), l’Uomo di Latta (Jack Harley) e lo Spaventapasseri (Ray Bolger) sono alcuni dei protagonisti principali de Il mago di Oz

Sulla trama non ci soffermiamo nemmeno più di tanto. Chi, d’altronde, non ha mai sentito parlare della storia di Dorothy Gale, la ragazzina che tramite un tornado viene trasportata dal Kansas in un posto magico – caratterizzato da streghe, scimmie volanti e simpatici compagni d’avventure? Il mago di Oz è l’adattamento del romanzo Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, la famosissima storia di un mondo fantastico che abbiamo visto in molteplici versioni e tributi. Eppure, questa pellicola firmata da Victor Fleming (regista anche di Via col vento), ha un qualcosa in più, che le ha permesso di essere inserita per sempre tra i classici della storia del cinema.

Vincitore di due premi Oscar e inserito dall’UNESCO nell’elenco delle Memorie del mondo, anche Il mago di Oz, cult indiscusso e senza tempo, può essere considerato un film maledetto. Perché? Beh, partiamo dal presupposto che quasi tutti gli attori presenti nella pellicola (compresa la povera Terry, la cagnolina che interpretava Toto) si fecero del male durante le riprese.

Tra trucco e ombre oscure

Molti danni furono provocati, ad esempio, dai trucchi utilizzati sui protagonisti, che causarono reazioni allergiche e intossicazioni molto gravi (Buddy Ebsen, l’originale Uomo di Latta, dovette lasciare le riprese a causa di una reazione alla polvere di alluminio, presente sul suo costume; Margaret Hamilton, Strega dell’Ovest, indossava invece un pesante trucco ricco di ossido di rame, sostanza tossica). Ma questi incidenti, come il soffocamento che provocava la maschera di gomma dello Spaventapasseri (Ray Bolger) sotto le calde luci dello studio o i 35 chili di peso del costume del Leone (Bert Lahr), potevano essere effetti collaterali degli strumenti dell’epoca.

Passiamo allora alla parte più inquietante, raccontandovi una leggenda che accompagna l’opera dal suo debutto sul grande schermo. Per molto tempo girò la voce che uno degli attori (che interpretava una parte da Mastichino) si suicidò durante le riprese, apparendo in ombra nella scena in cui Dorothy, il Leone e lo Spaventapasseri si dirigono verso la Città di Smeraldo.

La scena incriminata, dalla versione originale de Il mago di Oz. Sullo sfondo, in mezzo agli alberi, si vede una figura penzolante (che ricorderebbe, effettivamente, una persona impiccata). L’immagine ha fomentato l’idea di un effettivo suicidio di un membro del cast ed è stata quindi rimossa durante il restauro del film.

La notizia venne smentita dalla produzione, ma segnò altri sfortunati eventi di cui abbiamo testimonianza. Margaret Hamilton rimase, ad esempio, vittima dell’effetto speciale che doveva generare fuoco e fiamme sul set. A causa di un malfunzionamento venne colpita da alcune schegge incandescenti, riportando ustioni di secondo e terzo grado. Molti degli stuntman che interpretavano le scimmie volanti subirono invece diverse fratture, a causa delle corde che li sorreggevano durante il volo, che si spezzarono. Certo, meno avvenimenti paranormali alla The Omen. Ma comunque una bella dose di sventure, che un po’ ci fanno credere che anche questo film sia stato colpito da una delle maledizioni.

L’esorcista

Ma torniamo ai film legati al mondo dell’occulto e del demoniaco. Che, guardate caso, sono quelli che più spesso figurano tra le liste delle maledizioni riguardanti il mondo del cinema. Forse sfonderemo una porta aperta, ma secondo noi anche L’esorcista (The Exorcist), film del 1973 diretto da William Friedkin, è piuttosto maledetto. Tutti saprete dell’incendio scoppiato, dopo appena due giorni dall’inizio delle riprese, sul set, che distrusse quasi tutti gli interni della casa dei protagonisti. Ad eccezione della camera da letto di Regan (Linda Blair), la protagonista – per l’appunto indemoniata – della pellicola. Ma questo è il meno.

Ovviamente anche per L’esorcista avvennero, in primo luogo, una serie di incidenti che colpirono il cast. Partendo da Ellen Burstyn, la mamma di Regan nel film. Nella scena in cui questa veniva spinta con forza dalla figlia e scagliata a terra, i cavi che avrebbero dovuto sorreggerla non funzionarono e l’attrice precipitò al suolo con violenza. L’urlo di dolore che si sente nella pellicola sarebbe quindi la vera reazione della Burstyn all’urto. Agli incidenti seguirono poi una serie di lutti: durante il periodo delle riprese morirono il guardiano notturno del set e un tecnico, diversi attori (ad esempio Jack MacGowran, che interpretava Burke Dennings, e Vasiliki Maliaros, nel film la madre di Padre Karras) o loro famigliari (come il fratello di Max Von Sydow, Padre Lancaster Merrin).

La maledizione delle maledizioni

Ma le inquietanti coincidenze non si fermano qui. L’episodio più raccapricciante (e che più ci fa credere anche a questa maledizione) è accaduto alla prima del film a Roma. Mentre le persone attendevano in fila per entrare nel cinema, scoppiò un fortissimo temporale. Un fulmine colpì allora una chiesa lì vicino, facendone cadere al suolo la croce in ferro. Potrete immaginare la reazione del pubblico: molti rinunciarono a entrare in sala.

Ora, che tutti questi avvenimenti si trattino di apofenia (la tendenza a vedere o riconoscere connessioni tra situazioni in realtà casuali) o di reale sventura, sta a voi deciderlo. Certo è che capirete perché, a conti fatti, abbiamo voluto inserire anche L’esorcista nel nostro elenco delle possibili, effettive, maledizioni.

L'esorcista
L’ormai canonica immagine di Regan dal film

Poltergeist

L’ultimo nome della nostra lista di maledizioni legate al mondo del cinema, è quello di una delle più famose saghe di genere horror: Poltergeist. Dal 1982 uscirono infatti tre pellicole che portavano questo titolo (rispettivamente: Poltergeist – Demoniache presenze; Poltergeist II – L’altra dimensione, 1986; Poltergeist III – Ci risiamo, 1988). Tre parti che raccontano le disavventure della famiglia Freelings, composta da Steve, Diane e i loro tre figli: Dana, Robbie e Carol Anne.

Ora, per tutti e tre i film vengono raccontati i loro rapporti con entità sovrannaturali, a cui si aggiungono dimensioni ultraterrene. Insomma, un classico film su infestazioni e presenze demoniache. Ma se vi dicessimo che queste calamità si sono trasportate anche fuori dalla pellicola, travolgendo il cast? Ecco a voi gli avvenimenti che, secondo molte leggende, andrebbero sotto la nota definizione della maledizione di Poltergeist.

Una serie di lutti

Come sempre, purtroppo, partiamo dal fatto che molti attori persero la vita durante o poco dopo la fine delle riprese. La prima fu Dominique Dunne, che interpretava il ruolo di Dana. La ragazza, a soli 22 anni, venne uccisa dall’ex fidanzato, che non accettava la fine della loro relazione. Il tragico evento accadde nel novembre del 1982, dopo l’uscita della prima pellicola della saga. Ancora più raccapricciante fu il fatto che la giovane donna venne a mancare nella stesso modo in cui dipartì anche la sua controparte cinematografica: per strangolamento. Dopo Dominique fu il turno di Julian Beck (interprete del personaggio Henry Kane) che morì nell’85 a causa di un tumore allo stomaco. Anche il regista Brian Gibson (autore di Poltergeist II) venne a mancare per una forma di cancro.

Poltergeist
Poltergeist – Demoniache presenze

Nel 1988, a soli 12 anni, la piccola Heather O’Rourke, protagonista di tutti e tre i film, fu colpita da una giardiasi (malattia di origine parassitale che si manifesta con disturbi gastrointestinali), che si complicò e la portò alla morte. Poco prima di lei, Will Sampson, Taylor nel secondo film della trilogia, ebbe invece un’insufficienza renale seguita a un doppio trapianto di cuore e polmoni. Infine, l’attore Lou Perry, fu ucciso in Texas con da un ex galeotto, che lo colpì con un’ascia.  Il fatto che molti dei protagonisti furono vittime di eventi tragici e improvvisi contribuì all’ideazione di una possibile maledizione che gravava sul film.

E, secondo alcuni, questa sarebbe stata provocata (come d’altronde, per altre opere citate in questo articolo) dall’adiramento di entità sovrannaturali. Per Poltergeist, nello specifico, queste sarebbero state scatenate da Steven Spielberg, produttore della prima pellicola, che avrebbe adoperato veri scheletri umani per la realizzazione del film. Una scelta che portò lo sciamano Will Samson a eseguire un esorcismo sul set (cosa analoga avvenne per L’esorcista, i cui ambienti vennero però benedetti), anche se – con il senno di poi – non possiamo dire che abbia contribuito più di tanto.

Vere maledizioni?

Di apparenti maledizioni nel mondo del cinema ne esisterebbero molte altre. C’è chi pensa, ad esempio, che il film Il corvo sia stato maledetto, così come Rosemary’s Baby. Nessuno di noi può dire con certezza se questi tragici eventi ricadono davvero sotto una qualche reale maledizione o meno. Ma, sicuramente, le pellicole che abbiamo qui analizzato furono toccate da una serie di sventurati accadimenti. Un po’ troppi per apparire come mere coincidenze.

Si tratta solamente di apofenia? Questo sta a voi deciderlo! Fateci sapere nei commenti che cosa ne pensate e continuate a seguirci su Facebook e Instagram per rimanere sempre aggiornati sul mondo del cinema, delle serie tv e dei videogiochi!

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