The Quiet Family: di buche, tv e risate oscure. – Analisi del film di Kim Jee-Woon disponibile su Fareastream

In un recente speciale, a firma di Giorgio Fraccon, avete visto alcuni dei registi sudcoreani più interessanti da recuperare (vi consiglio assolutamente la lettura del pezzo, a questo link). Oggi, complice la recente aggiunta al catalogo della piattaforma Fareastream, desidero parlarvi di “The Quiet Family“, peculiare debutto di Kim Jee-Woon.

Il silenzio è d’oro

Diverse immagini promozionali di questo film mostrano la famiglia protagonista nell’atto di porre l’indice di fronte alla bocca, invitando al silenzio. Questo elemento è ricorrente lungo tutto il film, dal momento che diversi dei guai e delle situazioni tragicomiche vissute dai vari membri saranno dovute al voler impedire a qualcuno di parlare.

Ci troviamo in un rifugio di montagna una volta abbandonato. Kang Dae-goo e Jeong Soon-rye hanno rilevato questa struttura, e si sono trasferiti con la loro famiglia allargata, che include il fratello di lei, e tre figli, per gestirla.

Il film inizia con un piano sequenza del rifugio, in cui vediamo gli ambienti in cui si muoveranno i personaggi. Con un rapido cut, diventiamo l’oggetto della visione di Mina, la più giovane della famiglia. Annoiata, punta il telecomando verso di noi, e spegne la tv.

Sono passati ben tredici giorni dal trasferimento, e non è successo ancora nulla, nel rifugio. Neanche un cliente. Diversamente dal previsto, infatti, gli affari languono, e la noia regna sovrana. Senza svelare troppo, è interessante come la televisione torni a più riprese nel film, come fonte di notizie a cui appassionarsi e brevi sprazzi di realtà, o anche elemento di distrazione e di sonore risate, spesso nei momenti meno opportuni.

Benvenuti al Rifugio Nebbioso!

All’arrivo del primo vero cliente, si intuisce il carattere grottesco dei personaggi principali diretti da Kim Jee-woon, prima solo accennato, che trae particolare forza dalle scene corali, e dalle loro reazioni assieme.

Lo sguardo in camera di questa scena e della precedente in queste prime fasi donano al film un’atmosfera surreale, che si somma al carattere assurdo del suo plot.

Successivamente, in un’inquadratura che potrebbe quasi essere una soggettiva di Jeong Soon-rye, che sta effettuando il check-in per il visitatore, vediamo poi i restanti membri della famiglia che osservano come avvoltoi l’uomo. Temono forse che, toccandolo, si riveli essere un’illusione? Goffamente, poi, il padre li spinge tutti via.

Il primo cliente.

Da questo momento in poi, si inanella una serie di sfortunati eventi uno più assurdo dell’altro, che preferisco non svelare a chi fosse interessato a guardare la pellicola. Idee che sul momento appaiono geniali si mostrano poi foriere di ulteriori guai, in una reazione a catena che trasforma una palla di neve in una valanga. Sono presenti sia a livello di regia che di situazioni diversi stilemi dell’horror, che Kim Jee-woon sfrutta per raccontare una commedia dark spietata. Si gioca all’accumulo più spregiudicato, senza la pretesa di mostrare uno sviluppo inattaccabile dal punto di vista logico, ma che non manca di sorprendere, e far sorridere.

I personaggi si muovono in un ambiente che diventa progressivamente pieno di segreti da non disseppellire, con momenti di tensione ed equivoci che innescano eventi esplosivi.

L’antieroe di Song Kang-ho

Nel cast, colpisce in particolare Song Kang-ho, che i più riconosceranno da diversi film successivi come Parasite (2019 Bong Joon-ho) , A Taxi Driver (2017, Jang Hoon). In questa pellicola, viene sfruttato come perno di diverse situazioni, diventando suo malgrado l’ago della bilancia, a volte senza neanche rendersene conto. Diventa l’emblema della sciatteria, una sorta di antieroe comune caciarone, la cui presenza in scena diventa magnetica, grazie alla recitazione dell’attore.

In chiusura…

Per concludere, credo che “The Quiet Family” svolga bene il proprio lavoro, far trascorrere un’ora e mezza in un mondo “altro”, weird e in grado di stampare un ghigno malevolo sul volto, con (macabra) leggerezza. Una visione che vi consiglio di recuperare nel catalogo di Fareastream.

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