Oggi a sotto la lente vi proponiamo un vero e proprio interprete. Un esperto del mestiere che con il suo stile unico e caratteristico ha contribuito magnificamente alla nascita di alcune delle pellicole più leggendarie della storia del cinema. Stiamo parlando ovviamente del mitico Marlon Brando Jr. Considerato come una delle personalità più carismatiche e brillanti di Hollywood, l’attore è stato anche uno dei più abili interpreti del metodo Stanislavskij, talmente sorprendente da addirittura rivoluzionarne le modalità. Il suo immedesimarsi in totale empatia con il personaggio portò infatti ad un piacevole rinnovamento nello stile recitativo mondiale, attaccato, prima di allora, ancora alla forte teatralità dell’epoca. I suoi film riscuotono ancora oggi un grandissimo successo e come minimo sono stati visti da oltre ottocento milioni di persone, primato che non ha eguali nella storia del cinema americano. Il 3 Aprile sarà sempre il giorno del suo compleanno e noi di Cinewriting vogliamo festeggiarlo ricordandovi appunto alcuni di questi suoi capolavori. Una collezione di 4 titoli indimenticabili e imperdibili che hanno fatto la storia.
Tanti auguri Marlon, ci manchi tantissimo!

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Un attore è un tizio che, se non stai parlando di lui, non ti ascolta.

Marlon Brando Jr

Numero 4: Un tram che si chiama Desiderio

Un tram che si chiama desiderio - Film (1951)

Grazie a questa pellicola datata 1951 e firmata dal celebre Elia Kazan, Marlon Brando ottenne sicuramente un enorme successo, iniziando a farsi notare dal pubblico mondiale. Qui l’attore impersona Stanley Kowalski, il marito della sorella di Blanche. Un uomo rozzo, brutale ma incredibilmente sensuale e affascinante. A suggerire la presenza dell’interprete fu proprio la stessa Vivien Leigh (l’attrice di Blanche DuBois) che lo vide interpretare l’omonimo personaggio durante lo spettacolo teatrale, rimanendone piacevolmente impressionata. Marlon infatti non deluse le aspettative ma anzi, riuscì ad andare ben oltre, dimostrando un carisma e un ardore assolutamente unici e straordinari. Il ruolo gli valse addirittura una nomination come miglior attore protagonista ai premi Oscar 1952. Il film è sicuramente una delle pietre miliari del cinema americano, infatti secondo l’American Film Institute si posiziona al quarantasettesimo posto nella classifica dei migliori centro film statunitensi.

Numero 3: Ultimo tango a Parigi

Marlon Brando - Cinema - Rai Cultura

Neanche lo stesso Bernardo Bertolucci poteva immaginare che alcune scene del film avrebbero segnato un’epoca e sconvolto l’opinione pubblica. Ultimo tango a Parigi nacque infatti sotto il segno della rivoluzione sessuale, portando così l’immaginario ad affermarsi sotto la parola d’ordine del corpo. Un film “non di eventi”, ma bensì di situazioni simboliche e ideologiche. Paul, dopo la morte della moglie, sembra aver perso ogni ragione di vita, ma l’incontro con la giovane Jeanne riaccende in lui una passione travolgente. A detta dello stesso regista, c’erano altri attori consigliati per il ruolo di Paul, ma per fortuna la storia andò diversamente. Appena contattato, l’interprete si dimostrò fin da subito interessato al progetto, tanto che esordì con la frase “Quando giriamo?”. La pellicola è infatti uno dei titoli che fece ritornare ai vertici il nome dell’attore e non solamente per il suo enorme impatto storico.
Volete sapere una curiosità? Jean- Pierre (l’attore che impersona Tom) non ha mai voluto incontrare Marlon perché era troppo impaurito dal confronto. Hanno infatti iniziato a girare di sabato con una scena tra Pierre e Maria Schneider (giorno libero per Brando) e poi hanno ripreso il lunedì successivo con Marlon e la scena del ponte.

Numero 2: Apocalypse Now

Apocalypse Now HD Wallpaper | Sfondo | 1920x1080 | ID:785946 - Wallpaper  Abyss

Diretto dal brillante Francis F. Coppola, Apocalypse now è certamente uno dei pochi titoli mai usciti in cui si può trovare il vero significato della brutale guerra del Vietnam. Una pellicola a dir poco epica e leggendaria che riflette in maniera folgorante sul trauma provocato dalla divisione tra bene e male in un contesto dominato dalla morte e dall’odore del Napalm. Probabilmente non un semplice film di guerra, ma una vera e propria danza allegorica a tutti gli effetti che si destreggia abilmente tra una cruda realtà e il celebre romanzo Cuore di tenebra di J. Conrad. Qui l’allegoria sulla follia della guerra trova la sua massima rappresentazione con la figura del colonnello Kurtz, un disertore che ha perso la ragione ed è a capo di un branco di sbandati.

Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di uccidermi, questo sì, ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore. L’orrore ed il terrore morale ci sono amici. In caso contrario allora diventano nemici da temere. Sono i veri nemici…

Colonnello Kurz

Marlon Brando, anche se un po’ ingrassato, da vita con straordinaria maestria ad una delle sue interpretazioni più leggendarie. Il suo colonnello durante la progressione del film diventa sempre di più un essere che va oltre l’umano, anche se la sua caratteristica più affascinante è che pare essere l’unico personaggio che paradossalmente è rimasto davvero lucido al contatto con l’orrore bellico.

Numero 1: Il padrino

Il padrino: Francis Ford Coppola non voleva realizzare i sequel

Insieme ai capolavori appena trattati, anche il primo film della celebre trilogia firmata dal maestro Francis Ford Coppola, ha l’innegabile pregio (tra i tanti) di aver riportato il nome dell’attore sotto le luci della ribalta. Dopo alcuni flop commerciali e malgrado il momentaneo successo del film Queimada, Brando stava infatti passando un periodo buio, sempre più vicino al tramonto, tanto che nel 1970 prese addirittura in considerazione l’idea di ritirarsi dalle scene. Fortunatamente l’anno seguente ci fu l’incredibile svolta, grazie soprattutto a Coppola, il quale lo scritturò per il ruolo di Don Vito Corleone nonostante le opposizioni della Paramount Pictures. Inizialmente l’attore era un po’ incerto per il ruolo, ma alla fine accettò, dando così vita ad uno dei migliori personaggi mai realizzati per il grande schermo. La sua è una caratterizzazione fisica estremamente personale e assolutamente in sintonia con il racconto filmico. Senza contare il fatto che ormai Don Vito è diventato un’icona della cultura pop a tutti gli effetti.

Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.

Don Vito Corleone

Per questa sua impareggiabile interpretazione, l’attore vinse il suo secondo premio Oscar, ma si rifiutò di presentarsi alla cerimonia in segno di protesta per il modo in cui venivano trattati i nativi americani da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto inviò infatti una nativa americana di nome Sacheen Littlefeather, che lesse un bellissimo discorso sul palco.

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