Ecco perché dovreste assolutamente vedere The Office

Che l’abbiate vista tutta o che la conosciate solo grazie agli innumerevoli meme, sicuramente avrete sentito parlare di lei, The Office. Io l’ho vista per la prima volta quest’anno insieme alla mia attuale coinquilina: mia madre. Posso giurarvi di non averla mai sentita ridere così forte. Abbiamo amato The Office. Questo articolo è una sorta di manuale per permettervi di godervi al meglio l’ufficio più famoso d’America – o per farvi venire voglia di un bel rewatch. Partiamo dalle informazioni pratiche: potete trovare tutte e 9 le stagioni su Amazon Prime Video.
Un consiglio assolutamente necessario? Guardatela in lingua originale (con sottotitoli a scelta), perché solo così potrete ridere per davvero.

the office
Il cast completo della prima stagione

I am faster than 80% of all snakes

Dwight Schrute, stagione 2 episodio 12 The Injury

Le origini di The Office

Per chi non lo sapesse The Office è una serie televisiva americana (più precisamente una sitcom), andata in onda dal 2005 al 2013. Si tratta dal remake dell’omonima serie tv britannica, in onda dal 2001 al 2003, che vede come autore e protagonista Ricky Gervais. Per questo motivo, al suo esordio l’americana The Office non fu accolta con estremo entusiasmo né dal pubblico, né dalla critica. È con la seconda stagione che le reazioni si scaldano, fino ad arrivare alla vittoria di 5 Grammy Awards su un totale di 42 candidature, un Golden Globe e molti altri premi minori.
Curiosità: Ricky Gervais, nei panni del suo personaggio di The Office UK, appare in un cameo negli episodi 7×14 (The Seminar) e 7×26 (Search Committee part II) di The Office.

the office
Il cast completo di The Office UK

Di cosa stiamo parlando?

Considerando che non tutti conoscono The Office, è giusto fare chiarezza. Siamo a Scranton, Pennsylvania (città reale). Azienda: Dunder Mifflin Paper Company (fittizia). La serie è girata come se fosse un finto documentario (mokumentary) con lo scopo di riprendere la routine di un ufficio americano in una città di periferia. Per questo motivo, spesso i personaggi si “confessano” privatamente alle telecamere o rispondono a (finte) domande che noi non sentiamo, aumentando quindi il carico di comicità che già di per sé hanno alcune scene. Le telecamere dei (finti) documentaristi seguono i personaggi quasi h24 e la qualità delle riprese è spesso appositamente “grezza” proprio per dare la sensazione che quello che vediamo sia un documentario con le sue tipiche perdite di fuoco, zoom improvvisi e movimenti traballanti. Inoltre, a differenza di altre sitcom dei primi anni Duemila, The Office non ha le risate finte nei momenti comici. Grazie al cielo.

the office
Alcuni membri dell’ufficio durante una festa di Halloween

Ogni episodio, di circa 20 minuti, inizia con una breve scena comica seguita da una delle più memorabili sigle del piccolo schermo: nulla di straordinario, ma le sue note al pianoforte non si dimenticano facilmente. Gli episodi sono collegati da fili narrativi generici, ma ognuno ha una trama a sé che lo rende comprensibile e divertente anche agli occhi di chi non ha visto i precedenti. Nel corso delle 9 stagioni ci sono episodi ricorrenti, come quelli di Natale e Halloween (che chiaramente vedono organizzate feste pazzesche in ufficio).

I’m not superstitious, but I am a little stitious.

Michael Scott, stagione 4 episodio 1 parte II Fun Run

Perché The Office piace così tanto?

Torniamo a noi. Perché scrivere un articolo su una sitcom terminata ormai 8 anni fa? Dunque. Forse la domanda giusta sarebbe “perché The Office è diventata così iconica e ancora oggi ci fa ridere, al punto tale che alcune sue scene forniscono la base per moltissimi meme in giro sui social?”. Rispondere che gli attori siano davvero bravi e la scrittura della serie altrettanto buona non basta. C’è di più. The Office piace perché parla di una situazione di per sé monotona e noiosa (un lavoro d’ufficio), che risulta famigliare a noi spettatori: chi non ha presente cosa sia un lavoro alla scrivania? Può capitarci addirittura di aver vissuto situazioni simili, tra stage e impieghi con colleghi con cui non si va sempre d’accordo, esattamente come in questa serie. Il cosiddetto effetto wow di The Office è dato però dalle situazioni assurde e ridicole che vengono create da alcuni personaggi costruiti a regola d’arte e dalle dinamiche che si creano fra di loro. Situazioni spesso al limite della follia, che fanno ridere proprio perché in realtà non potrebbero mai accadere. Più della metà delle situazioni esilaranti di The Office, nella realtà non ci farebbero ridere, anzi: ne saremmo allibiti.
Ma perché fa così ridere?

the office
Dwight Schrute… durante uno dei suoi momenti

Andy Bernard does not lose contests. He wins them. Or he quits them. Because they’re unfair.

Andy Bernard, stagione 5 episodio 1 Weight Loss

That’s what she said

That’s what she said è la battuta più ricorrente. È un perfetto esempio del perché questa serie vada vista esclusivamente in lingua originale: la traduzione in italiano semplicemente fa schifo. Questa frase è la “firma” di Michael Scott ed è usata come risposta (non richiesta) a qualunque frase che contenga un più o meno esplicito doppio senso a sfondo sessuale. Usata e abusata in ambito lavorativo, in un particolare episodio questa frase è oggetto di critiche da parte dei superiori di Michael, in quanto fuoriluogo e inopportuna. E proprio mentre a Michael viene fatto questo discorso, davanti ai colleghi, imponendogli di non usare più questa battuta, Jim (sostenuto dagli altri) interviene apposta con frasi come “Oh, it will be hard Michael”, al che lui, dopo aver provato invano a trattenersi, risponde con un fragoroso THAT’S WHAT SHE SAID!
È proprio questo il punto: situazioni che nella realtà sarebbero estremamente inopportune, fuoriluogo, mortificanti e “da psicopatici” (sì, sto pensando a Dwight ora), qui ci piacciono. Sappiamo che non dovremmo ridere, ma ridiamo.

Dwight (a Michael): I can’t believe you came

Michael (sottovoce): That’s what she said

Chi riconosce l’episodio di questa citazione sta versando una lacrimuccia
the office

La forza sta nei personaggi

The Office è un prodotto ben scritto. Punto. Le situazioni sono sceneggiate pensando ai minimi dettagli: da quello che accadrà 20 puntate dopo ai tempi comici delle battute che vengono dette. Nulla è lasciato al caso. La “punta di diamante” della serie sono i personaggi: iconici, memorabili, coerenti e caratterizzati in modo definito. Nel corso delle stagioni si sviluppano, si fanno conoscere. Crescono e maturano. Oltre al loro lato comico è fondamentale quello umano: The Office descrive le relazioni interpersonali in maniera verosimile, soprattutto quelle sentimentali. Sembra un paradosso, perché si tratta di una comedy. Invece è una delle serie che racconta le evoluzioni dei rapporti in maniera più onesta e reale, seppur mantenendo una cornice comica.
Penso che un altro punto di forza sia che ognuno di noi spettatori possa riconoscere una piccola parte di sé in alcuni personaggi: io, personalmente, condivido con Michael una parte di egocentrismo tragicomico, con Jim la voglia di divertirsi anche in contesti seri, con Kevin la passione per i dolci, con Andy il bisogno di piacere agli altri e con Pam un po’ tutto. Per certi versi, questa condizione mi fa sentire più vicina al personaggio di Pam che, per dire, Daenerys Targaryen (e GoT è una delle mie serie preferite, nonché quella a cui sono più affezionata, e di cui accetto anche il nefasto finale).


Che faccio, non metto un elenco dei personaggi principali? Ma certo che lo metto!
In fondo all’articolo troverete un po’ di curiosità extra e una galleria con le basi dei principali meme nati da The Office.

Michael Scott

Interpretato dal mitico Steve Carell, è il personaggio con la comicità più forte. Manager della filiale, lo scapolo quarantenne è il vero protagonista della serie, almeno per le prime 7 stagioni.
Fa ridere perché è tragicomico. Egocentrico, eccentrico, infantile, petulante, inopportuno, insicuro, esibizionista, bisognoso di attenzioni… Michael Scott fa ridere perché non ha una vera cognizione della realtà. Vive delle sue idee, in cui lui ha sempre la meglio e tutti lo idolatrano. Ma non è sempre così. In qualche modo è comunque il miglior manager della Dunder Mifflin e nella sua filiale le vendite sono sempre alle stelle. Sarà perché per lui l’ufficio è la famiglia, di conseguenza fa di tutto per creare momenti di divertimento sul luogo di lavoro. Fin troppi: spesso, grazie a lui, si perdono intere ore di lavoro. Eppure funziona. La maggior parte delle sue battute sono, come dire, fuori da quello che oggi chiamiamo politically correct. Lui è l’esatto opposto del politically correct. Il punto è che non se ne rende conto. Noi ridiamo con lui e di lui, perché si mette in imbarazzo credendo di far ridere. E in qualche modo, alla fine, ci riesce sempre.

Dwight Schrute

the office

Interpretato da Rainn Wilson, è decisamente il secondo personaggio più divertente. Dwight è il miglior venditore della filiale di Scranton, nonché coltivatore di barbabietole nella sua fattoria di famiglia. Perenne vittima degli scherzi del nemico-amico e collega Jim, Dwight è il più fedele lavoratore dell’ufficio, innamorato del business della carta e del suo mestiere.
È un vero nerd. Amante di Star Wars, Battlestar Galactica e Second Life, pratica karate e nel tempo libero è sceriffo volontario. Sa tutto sulla vita in natura: da come affrontare un orso a come sopravvivere in un bosco. È abbastanza paranoico e facilmente influenzabile (e questo Jim lo sa bene). Apparentemente privo di empatia, mostrerà poi anche il suo lato sentimentale e comprensivo, soprattuto nei confronti della migliore amica e collega Pam e dell’amante e collega Angela. Il suo sogno è dirigere la filiale e il suo migliore amico è Michael, con il quale condividerà infiniti momenti comici e semplicemente assurdi.

Pam Beesly e Jim Halpert

the office

Interpretati rispettivamente da Jenna Fischer e John Krasinski, Pam e Jim sono la lovestory migliore del piccolo schermo. Sì. Lo sappiamo sin dalla prima puntata. Lei, inizialmente receptionist e fidanzata con uno dei magazzinieri della filiale. Lui, migliore amico di lei e venditore dell’ufficio. Innamorato e friendzonato. La loro storia è esattamente ciò a cui mi riferisco quando dico che The Office racconta le relazioni in modo naturale e verosimile. Lui è innamorato di lei e, senza cadere nel ridicolo, fa qualsiasi cosa per conquistarla. A lei piace lui ma è fidanzata e non vuole fare sciocchezze. Lui vuole togliersela dalla testa, cambia lavoro e si trova una ragazza, sua nuova collega. Poi lui torna alla filiale di Scranton con la nuova ragazza. Pam torna single ma in quel momento lui è impegnato e lei lo accetta perché gli vuole bene ed è giusto che lui stia bene. Poi lui capisce di amare Pam e Pam capisce di amare Jim. Il resto è storia. Come ogni coppia, vivono alti e bassi all’interno della relazione; la cosa bella è come questi passaggi vengono descritti. Sono estremamente verosimili. C’è una scena, non ricordo in quale episodio (perdonatemi, sono più di 200!), in cui si vede un riassunto della loro storia (no, non la puntata in cui Jim fa il DVD a Pam, l’altra): ricordo che mi ha commosso, da tanto che il carico emotivo era potente.
Passano il tempo a fare scherzi a Dwight.
Sono le persone mentalmente più stabili all’interno dell’ufficio.

Andy Bernard

the office

Interpretato da Ed Helms (avete presente Una notte da leoni?), Andy è uno dei personaggi a mio avviso più controversi. Sicuramene quello con lo sviluppo più radicale. Inizialmente insopportabile, con un carattere arrogante e meschino, attraverso ad un intelligente espediente narrativo subisce un cambiamento che lo rende più piacevole e divertente. Ricco di famiglia ma non apprezzato dai genitori, orgoglioso ex studente della Cornell, suonatore di strumenti a corde, cantante-a-cappella provetto e pessimo venditore, Andy cerca il suo posto nel mondo. Probabilmente il personaggio che si rende più ridicolo di tutti, verso il quale talvolta si prova addirittura pena. Nel periodo in cui è manager, cambia ulteriormente: se dapprima sembra subire un cambiamento in positivo, nel giro di poco tempo svelerà alcuni dei suoi lati peggiori. Tra l’altro, in questa fase assumerà più o meno velatamente gli stessi atteggiamenti dell’ex boss, Michael Scott. D’altronde, in una delle sue prime apparizioni in ufficio, Andy lo aveva detto alle (finte) telecamere: quando vuole il posto di qualcuno, adotta la sua personalità fino a sostituirlo. (Pare non funzionare molto bene).

Kevin Malone, Oscar Martinez e Angela Martin

the office

Interpretati rispettivamente da Brian Baumgartner, Oscar Nunez e Angela Kinsey, questi tre sono il reparto contabilità dell’ufficio. Kevin (in foto a destra) è decisamente scarso come contabile ma ottimo come batterista, cuoco e giocatore di basket. Nelle occasioni importanti indossa un adorabile parrucchino. Generalmente infantile e non molto sveglio, si dimostra comunque sensibile e leale nei confronti di amici e colleghi. Nel contesto di battute fuori dal politically correct, viene spesso preso in giro per il suo peso.
Oscar (in foto a sinistra) è un contabile preciso e ordinato, nonché appassionato di Scarabeo e fissato con la grammatica. Anch’egli vittima di battute non politicamente corrette, in questo caso dovute alla sua omosessualità. Per un certo periodo condivide un amante con (l’ignara) Angela. Lei, responsabile della contabilità e del comitato che organizza feste in ufficio, è una donna fredda, severa e pudica, che giudica chiunque e non si risparmia terribili frecciatine. Gattara fino al midollo, ha una relazione tira e molla col collega Dwight. Solitamente viene derisa per la sua piccola statura.
Specifico che la fonte delle battute a discapito dei colleghi è quasi sempre la stessa: Michael Scott.

Stanley Hudson, Phyllis Lapin e Creed Bratton

the office

Interpretati rispettivamente da Leslie David Baker, Phyllis Smith e… Creed Bratton. Stanley (in foto a sinistra) è un venditore sulla via della pensione, che non vede l’ora di smettere di lavorare e non perde occasione per farlo. Passa il suo tempo facendo parole crociate e sudoku e disprezza Michael. Ha una risata stupenda. Phyllis è una venditrice, ex compagna di scuola di Michael. Una donna gentile e amante del gossip; spesso succube di Angela, sa però come vendicarsi nel momento opportuno. Creed (in foto a destra) è il più anziano dell’ufficio e responsabile del controllo qualità. Apparentemente (non si capisce) rimbambito, ex senzatetto, ex tuttofare, ex criminale, ex rockstar, cleptomane e con diversi passaporti falsi. Finge la sua morte per eludere il fisco.

Kelly Kapoor e Ryan Howard

the office

Interpretati rispettivamente da Mindy Kaling e B.J. Novak, Kelly e Ryan sono un’altra coppia dell’ufficio. Anche nel loro caso c’è stato uno sviluppo dei personaggi piuttosto interessante: Kelly è passata da logorroica insopportabile a logorroica e basta, mentre Ryan è passato da stagista sfruttato a viscido, ambiguo e mentalmente instabile impiegato. Lui, dapprima soffocato dalla personalità di lei, alla fine non riuscirà a fare a meno della sua presenza nella sua vita. Lei, regina del gossip nonché drama queen dell’ufficio, non può stare senza lui. Pazzi e perfetti insieme.
Curiosità: oltre ad attori, B.J. Novak e Mindy Kaling sono due degli sceneggiatori della serie! Oltre a loro anche altri due attori hanno lavorato come sceneggiatori: Michael Shur, che interpreta Mose, il bizzarro cugino di Dwight Schrute e Paul Lieberstein, che interpreta il capo HR, Toby. Dalla seconda stagione il team degli sceneggiatori si è allargato ma loro quattro hanno continuato a rivestire il doppio ruolo.

Toby Flenderson

the office

Interpretato da Paul Lieberstein, Toby è il responsabile delle risorse umane dell’ufficio. Michael Scott non lo può sopportare, anzi: lo odia. Toby, quieto, monotono e noioso, rappresenta l’esatto opposto dell’eccentrico manager. Inoltre, potrei affermare che Toby rappresenta il politically correct (d’altronde fa parte del suo incarico) che prova costantemente a “tarpare le ali” alla comicità di Michael. Toby è un personaggio marginale, con cui non si può simpatizzare molto: è piatto, noioso e logorroico. Ma comunque una delle persone più razionali dell’ufficio. Di lui ci fanno ridere la sua tragicità e le battute cattive di Michael.

Curiosità su The Office

  • Il logo Dunder Mifflin è su uno striscione di un lampione davanti al municipio di Scanton. È previsto che venga messo uno striscione anche sulla Pennsylvania Paper & Supply Company, la cui torre è mostrata nei titoli di testa della sigla. I giornali di altre città del nordest hanno pubblicato guide di viaggio alle località di Scranton per i turisti interessati a visitare i luoghi menzionati nella serie;
  • In Australia The Office è un enorme flop;
  • I copioni erano sempre minuziosamente scritti, ma gli attori avevano la facoltà di improvvisare. In particolare Steve Carell (Michael) e Rainn Wilson (Dwight), soprattutto verso le ultime stagioni, improvvisavano una parte delle loro battute;
  • Le immagini della città di Scranton che si vedono nella sigla sono state girate dall’attore John Krasinski, dopo aver scoperto di essere stato scelto per il ruolo di Jim;
  • John Krasinski insultò accidentalmente il produttore Greg Daniels mentre aspettava di essere provinato per il ruolo, dicendogli “Spero che i produttori non rovinino questo progetto come fecero con altri adattamenti inglesi”; fu allora che Daniels gli comunicò di essere stato scelto come produttore della serie;
  • Molte guest-star hanno partecipato ad uno o più episodi. Tra le più note, Ricky Gervais, Idris Elba, Will Ferrell, Kathy Bates, Amy Adams, Jim Carrey, Will Arnett, Ray Romano, Evan Peters, Ken Howard, Rob Riggle, Cloris Leachman, Jack Black e Bob Odenkirk;
  • Jenna Fischer (Pam) e Angela Kinsey (Angela) nella realtà sono migliori amiche.

Ultimo consiglio…

The Office è molto lunga, anche se in un giorno potreste vedere anche 12 episodi (sì, sto parlando di me…). Il punto non è arrivare al finale per sapere “come finisce”, è godersela in ogni episodio. Guardarla per ridere, e basta.

Wow

Se siete arrivati fin qui… complimenti! Spero di essere riuscita nel mio intento: farvi correre a guardare The Office (pronto, Amazon Prime Video? Puoi assumermi?). Se invece cerchi ispirazione con qualche altro titolo prova a cliccare qui. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.