Ci vuole coraggio per opporsi. Sarebbe molto più facile lasciare che le cose vadano da sole, lisce come olio. Invece, a volte è necessario dare le spalle alla massa, alzare la voce, creare attriti. Non lasciar(si) scivolare via. Anche noi di Cinewriting vogliamo prendere una posizione e dare spazio a chi è costretto a urlare per dire: sì, esisto anch’io. E non starò zitt*. Parliamo delle donne, che tornano protagoniste più che mai. Se siete in vena di fare una piccola grande rivoluzione, eccovi cinque storie al femminile sul coraggio di ribellarsi a un destino imposto o a una società ingiusta. Per allenarsi ad avanzare controcorrente!

Dio è donna e si chiama Petrunya (2019)

Macedonia, giorni nostri. Petrunya ha trentadue anni, una laurea in storia e nessun impiego. Dopo un colloquio andato male con un datore di lavoro sessista e misogino, la donna si imbatte in una cerimonia ortodossa che prevede il recupero dal fiume di una croce di legno. Senza preoccuparsi del fatto che il rituale sia riservato ai soli uomini, Petrunya recupera l’oggetto sacro. Scoperta, viene portata al commissariato per essere interrogata sulle ragioni del suo “folle” gesto. Presentato in concorso al Festival di Berlino, si tratta del quinto lungometraggio della regista macedone Teona Strugar Mitevska. Una satira feroce sul maschilismo che dilaga tutt’oggi nella società.

Mustang (2015)

In un villaggio costiero della Turchia, cinque sorelle vengono confinate in casa dallo zio in attesa che siano in età da marito. Ma il desiderio di libertà è troppo forte: mentre le maggiori si piegano, le più piccole escogitano un piano per evadere. Presentato al Festival di Cannes e a Toronto, l’opera prima della regista Deniz Gamze Ergüven denuncia con brio e delicatezza l’oppressione del patriarcato, infondendo un messaggio di speranza affidato alle nuove generazioni. Vincitore di quattro premi Cesar, tra cui Migliore opera prima e Miglior sceneggiatura originale.

We Want Sex (2010)

1968, l’anno del cambiamento. Nella provincia inglese, le 187 operaie della Ford lavorano in un’ala fatiscente dello stabilimento. Quando la direzione decide di declassificarle a “non specializzate”, le donne non ci stanno e indicono uno sciopero a oltranza che porterà alla firma della legge per la parità di salario. Nigel Cole, regista di cult come L’erba di Grace (2000), firma un’altra commedia dallo stile inconfondibile: satira sociale con una generosa spolverata di humor inglese. Una commedia irriverente e pungente, da (ri)vedere a oltranza. Nel cast, anche Sally Hawkins (La forma dell’acqua, Blue Jasmine) e Rosamund Pike (I Care a Lot, Gone Girl).

Persepolis (2007)

Teheran, 1978. A otto anni, Marjane sogna di essere un profeta e di salvare il mondo. Grazie all’educazione moderna dei genitori e della nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e alla caduta dello Scià. La guerra contro l’Iraq diventa sempre più violenta e i genitori di Marjane decidono di mandarla a studiare in Austria per proteggerla. A Vienna, Marjane vive a 14 anni la sua seconda “rivoluzione”: l’adolescenza, la libertà, l’amore. Ma anche l’esilio, la solitudine, la diversità. Tratto dall’omonima graphic novel autobiografica, il ritratto di uno spirito libero incapace di piegarsi di fronte alle ingiustizie. Un inno alla voglia di vivere e alla libertà.

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (1991)

Evelyn, casalinga depressa, incontra in una casa di riposo la vivace ottantenne Ninny che le racconta la storia dell’amicizia tra la fiera Idgy e la dolce Ruth, entrambe in lotta per la propria indipendenza: una dalle imposizioni sociali, l’altra da un matrimonio violento. Le due donne gestiscono insieme il Whistle Stop Cafè, famoso per una specialità in particolare (i pomodori del titolo). Stimolata dal racconto, Evelyn decide di cambiare vita. Tratto dal romanzo di Fannie Flagg (candidato al Pulitzer 1987), una storia del profondo Sud tutta al femminile. Spiccano su tutto le interpretazioni di Kathy Bates (Premio Oscar per Misery non deve morire) e Jessica Tandy (Premio Oscar per A spasso con Daisy).

Bonus track: Libere disobbedienti e innamorate (2016)

libere disobbedienti innamorate in between
Le tre protagoniste in una scena del film

Ne avevamo già parlato l’anno scorso. Ve lo riproponiamo qui, come la bonus track di un buon album da riascoltare in loop. Un film sempre attuale e mai scontato. La storia di tre giovani donne palestinesi che vivono e amano a Tel Aviv, divise tra l’emancipazione dalla tradizione e la fedeltà alle proprie radici. Uno sguardo aperto sulla scena underground palestinese, sulle contraddizioni e sulle discriminazioni subite da un’intera generazione. Tantissimi i temi affrontati: dall’omosessualità al matrimonio combinato, fino all’amore tossico e alla denuncia dello stupro. Vi abbiamo incuriosito? Qui potete trovare la recensione completa!

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