Ebbene, cari lettori, siamo giunti alla conclusione di un’altra serie tv: Le terrificanti avventure di Sabrina. Il simpatico teen drama a sfondo horror di cui vi abbiamo già ampiamente parlato nei nostri articoli precedenti. Gli ultimi otto episodi, rilasciati il 31 dicembre 2020, hanno messo ufficialmente fine a una storia che sì, lo diciamo, ci aveva appassionati.

Peccato però che, nonostante le grandi promesse delle stagioni precedenti, la quarta parte si concluda un po’ in sordina, lasciandoci esterrefatti e intenti a tirare le fila di una trama decisamente poco chiara (e ricca di svariati buchi narrativi).

Che sia colpa della cancellazione?

Ci era stato detto che Netflix aveva comunicato la cancellazione della serie dopo quest’ultima parte. L’impressione è che, proprio questo motivo, si sia voluto concludere un po’ frettolosamente (com’è successo per i finali di altre, eclatanti, serie – cliccate qui per sapere quali). In questi otto episodi viene concentrato un po’ tutto, in un crescendo eccessivo che porta all’annichilimento totale, unica possibile soluzione del gran patatrac che si era venuto a creare. Una conclusione che, nonostante voglia apparire sconvolgente, risulta, al contrario, fin troppo banale e decisamente fuori luogo.

Andiamo con ordine: se siete giunti fino a qui presupponiamo che anche voi abbiate concluso la serie e abbiate voglia di discuterne insieme. Tuttavia, prima di analizzare gli sviluppi de Le terrificanti avventure 4 (in paragrafi che, vi avvertiamo, sono ricchi di spoiler) facciamo un attimo un briefing. Ripercorriamo le quattro parti della serie (così da capire come siamo giunti a questa conclusione).

Le terrificanti avventure di Sabrina
Kiernan Shipka è Sabrina Spellman in Le terrificanti avventure di Sabrina (Chilling Adventures of Sabrina)

Le terrificanti avventure di Sabrina 1

Eravamo partiti alla grande, con la prima stagione: ci trovavamo davanti a un teen drama con l’aggiunta di elementi sovrannaturali e legati all’occulto, che rendevano il tutto più intrigante. I principali avvenimenti di questi primi episodi erano piuttosto lineari con il genere del programma. Oltre alla presentazione dei personaggi e del mondo che abitavano, assistevamo per quasi tutto il tempo alle dinamiche amorose e sentimentali della giovane protagonista, Sabrina Spellman.

Questa appariva molto più dark e creepy rispetto alle sue precedenti versioni – così come l’intera realtà in cui vive (dove le streghe non sono solamente simpatiche chiacchierone, ma adoratrici di Satana in continuo contatto con l’occulto). Questo ci aveva incuriositi. Poi c’era tutta la storia del suo imminente Battesimo Oscuro (il consacramento al mondo magico e a Lucifero stesso), vero fulcro delle dinamiche. Dopo questo Sabrina avrebbe dovuto, infatti, abbandonare il mondo “mortale”, trasferendosi all’Accademia delle Arti Occulte per perfezionarsi nelle arti mistiche.

Uno dei punti salienti della storia: la duplice vita di Sabrina

Ovviamente tutto questo portava a un piccolo, grande, dramma: Sabrina, poiché per metà umana, non era in grado di rinunciare a una parte fondamentale della sua vita e, per tutta la serie, cercava un escamotage alla cosa. La più grande minaccia del tempo sembrava essere padre Blackwood, a capo della congrega delle streghe, a cui sostanzialmente non fregava niente di quello che voleva Sabrina per sé.

Le terrificanti avventure di Sabrina 1 è in pieno stile teen drama: tra le lotte con Blackwood, il dilemma sulla propria natura e i problemi di cuore, si inseriva perfettamente nelle dinamiche adolescenziali. Con l’aggiunta, solo, di qualche elemento più accattivante: l’intero mondo e la vita delle streghe.

Sabrina
Uno dei temi principali della prima stagione era il Battesimo Oscuro di Sabrina. Il riuscire a conciliare la sua natura mortale con quella di strega sembrava il polo centrale dell’intero racconto.

Le terrificanti avventure di Sabrina 2

Ora, la seconda stagione aggiungeva del pepe in più. Il secondo capitolo della serie ruotava, infatti, intorno al legame tra Sabrina e il Signore Oscuro, intento a consacrarla sempre più al proprio volere.

Non mancavano di certo una serie di peripezie (cardine dell’intero racconto), indipendenti da questo tema portante. Sabrina frequentava l’Accademia delle Arti Occulte, intenzionata a dimostrare il suo impegno nello studio delle arti magiche. Per fare questo, si trovava pure immischiata in una sfida con l’aitante Nicolas (con cui, indovinate, nascerà del tenero) per diventare capomago dell’istituto. Eppure, mentre la giovane protagonista cercava di dimostrare le sue abilità, una serie di demoni e creature ultraterrene attentavano alla sua vita.

La vera natura di Sabrina

Il rapporto con Blackwood, sposatosi con la zia Zelda, si inaspriva sempre di più. L’uomo rivelava man mano tutta la sua perfidia, prendendosela infine con tutta la famiglia degli Spellman. Morale della favola: Sabrina era accerchiata solo da nemici. Ma tutto questo passa in secondo piano quando si rivela la vera natura della streghetta: figlia del diavolo stesso, ella era l’araldo degli Inferi, colei che avrebbe portato l’apocalisse sul mondo intero (cosa che scopriamo con una scena badass in cui Sabrina si palesa come un Cristo risorto).

Sabrina
Avevamo grandi speranza dopo questa parte

La seconda stagione si poneva come un interessante crescendo, rispetto alla precedente. Il finale di stagione, con Nick che imprigionava dentro di sé Lucifero (venendo poi trascinato negli Inferi da Lilith), apriva l’immaginazione a tanti possibili avvenimenti, che abbiamo atteso con pazienza. Rimanendone poi, in parte, soddisfatti.

Sabrina
Nella seconda stagione Sabrina scopre di essere una Stella del Mattino, il che la rende per diritto la regina degli Inferi. Un destino che la attrae, ma che poi passerà in secondo piano

Le terrificanti avventure di Sabrina 3

Ed ecco la terza parte, la penultima. Quello che la seconda stagione ci aveva fatto capire (oltre al fatto che non si trattasse più solamente di un semplice teen drama) è che Le terrificanti avventure di Sabrina non si concentra mai su un solo problema alla volta. Anzi: ogni parte è un tripudio di nemici e catastrofi varie, che saturano gli avvenimenti di peripezie senza fine.

In Le terrificanti avventure di Sabrina 3 la protagonista deve nuovamente affrontare più minacce. Oltre a recarsi negli Inferi per recuperare il suo ormai amato Nicholas (che poi la ripudia), Sabrina deve rivendicare il trono dell’Inferno. Per farlo, si trova costretta a sfidare Caliban (seducente principe demoniaco, che vuole insediarsi come regnante e trasformare la Terra in un decimo girone infernale) in una caccia al tesoro di cimeli storici.

Nuovamente un crescendo

A tutto questo si aggiungono: un’orda di streghe e stregoni “pagani” (che richiamano le figure della mitologia greca) che se la prendono con le streghe della Chiesa della Notte; padre Blackwood (scappato poiché non voleva riconoscere il potere di Sabrina, che aveva scalzato quello di Lucifero e il suo) che cerca un modo oscuro per vendicarsi e Sabrina che decide di sdoppiarsi in due persone (una deve regnare sugli Inferi, il suo destino, e l’altra vive la vita mortale – un’apparente, brillante, soluzione al suo dubbio perenne su che strada intraprendere).

Le terrificanti avventure di Sabrina
Nella terza parte i pagani oscurano le dinamiche amorose. Ma quando Sabrina si sdoppierà, la trama inizierà a vacillare, perdendo ogni filo logico

Sì, di certo idee brillanti ma che con il senno di poi, sembrano un po’ uno zibaldone. E se anche, alla fin fine, l’equilibrio viene comunque ben orchestrato, non possiamo dire lo stesso dell’ultima parte della storia: Le terrificanti avventure di Sabrina 4.

Le terrificanti avventure di Sabrina 4

Come dicevamo, la conclusione annichilente che, dopo tre stagioni sature ma comunque avvincenti, ha cancellato ogni speranza di un epilogo appagante. Questa parte, seppur molto meno ricca di problematiche varie (d’altronde si articola tutta intorno alla lotta a un’unica minaccia: gli orrori di Eldritch), risulta piuttosto ridicola dal punto di vista di alcuni snodi narrativi, approssimativi e poco chiari.

Ci troviamo ad affrontare otto terribili orrori, le incarnazioni dei peggiori mali esistenti. Alcuni si presentano anche abbastanza interessanti di primo acchito, come il primo a rivelarsi: l’Oscurità. Altri quasi privi di senso compiuto, come Lo Strano, una creatura simil-cefalopode il cui perché ancora un po’ ci sfugge. E il Non invitato? Ok che un rifiuto fa male a tutti, ma non so se lo vediamo come una delle peggiori minacce apocalittiche (e voi?). La scansione delle otto puntate ricorda, quasi, un gioco a missioni: ogni episodio dovrebbe portare alla sconfitta di un orrore diverso. Se non fosse per il fatto che, a una certa (in un apparente tentativo di far crescere il mistero e il dramma, decisamente mal riuscito) questi iniziano a sovrapporsi e sfociare l’uno nell’altro.

Sabrina
Nella quarta stagione avevamo due Sabrine, un’interessante svolta che sembrava finalmente la soluzione perfetta. Peccato che l’abbiano sfruttata male

Siamo nel settimo episodio (quindi a ridosso della fine) quando capiamo che l’Eterno (un mondo parallelo, costruito come un set cinematografico, in cui viene inviata Sabrina Stella del Mattino – sdoppiatasi, nella terza stagione, da Sabrina Spellman) e il Vuoto (l’ultima, oscura, minaccia degli orrori di Eldritch) sono in realtà l’uno dentro l’altro. Dopo un apparente break mistico in cui Sabrina si trova pappa e ciccia con Blackwood che le fa da mentore, ci viene presentata quella che dovrebbe essere la drammatica soluzione finale: entrambe le Sabrine si sacrificano e salvano il mondo (ok ma ancora non abbiamo capito come avete sconfitto l’Eterno, apparentemente scardinato dal fratello-orrore Vuoto).

Per noi è un no

No, per noi questa conclusione non ha proprio senso. Al di là del fatto che tutto ciò avviene letteralmente negli ultimi dieci minuti dell’ottavo episodio, la morte di Sabrina (entrambe le Sabrine) è totalmente priva di logica, messa lì giusto per farla diventare una martire dopo che aveva affrontato minacce ben peggiori senza particolari problemi ed uscendone sempre vincitrice.

Gli orrori di Eldritch, nel complesso, fanno poi abbastanza schifo: sembrano buttati a caso, poco terrificanti e decisamente poco chiari. Basti pensare al già citato Eterno. Questo è un mondo parallelo in cui Sabrina interpreta un personaggio, sotto la direzione di Blackwood e Lilith (registi intransigenti dello show). E, con lei, ritroviamo parte del cast della serie tv Sabrina, vita da strega (con tanto di risate e Salem parlante, che non si capisce bene quanto sia cattivo e quanto invece un po’ poveretto). Ah, e non dimentichiamoci dell’altro scoop di fondo: come si concludono le sue tanto agognate dinamiche d’amore.

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Nell’Eterno ritroviamo Beth Broderick e Caroline Rhea, rispettivamente Zelda e Hilda nella sitcom Sabrina, vita da strega (il cui set ritroviamo come realtà alternativa)

Un dramma di tre stagioni, risolto così

Negli ultimi tre minuti della serie, Sabrina si trova in una realtà ultraterrena, il soave aldilà – ci era stato detto che le streghe non credono alla morte, eppure ritroviamo Sabrina in un ameno museo, intenta a leggere un libro davanti a una scritta sul muro (che sembra ricordarci un po’ troppo quella all’inizio di The good place, ndr). Qui, dopo averla a lungo ripudiata – e, poco prima della conclusione finale, aver smollato senza tanti complimenti Prudence (sua altra fiamma) per tornare ad amarla – vediamo sopraggiungere un fuorviante Nicholas, che pare essersi suicidato per raggiungerla nell’altro mondo. Ma siamo seri?

Questo finale di stagione sembra risentire proprio della successiva cancellazione del programma. Tutto sembra troppo affrettato, semplificato e ipocrita. In molteplici punti (come la sconfitta di alcuni degli Orrori) le dinamiche non appaiono chiare o dotate di senso compiuto. Così come gli intermezzi conclusivi, con la professoressa Wardwell che rilegge gli eventi narrati (raccolti in quello che viene definito vangelo di Eldricht), a sottolineare la conclusione apocalittica delle dinamiche.

Abbiamo perso qualche personaggio

Sappiamo che il Signore Oscuro è stato ucciso da Lilith, che ne beve il sangue per assorbirne i celestiali poteri. E lei che fine fa? Negli ultimi capitoli, la sua figura, alternandosi a tratti con quella della signorina Wardwell, (dal medesimo aspetto) contribuiva ad arrovellare la trama su sé stessa. E Caliban (che si era sposato con Sabrina Stella del Mattino)? Questo sparisce (letteralmente: viene risucchiato nel vuoto che Sabrina scaturisce inconsapevolmente) e poi viene abbandonato nel dimenticatoio. Così come, d’altronde, gran parte della trama della quarta parte di Le terrificanti avventure di Sabrina.

Figuriamoci, non pretendiamo di sapere che cosa succede a tutti gli altri personaggi della storia! Va bene che Sabrina era la protagonista principale, ma per quattro stagioni abbiamo comunque assistito a dinamiche che, talvolta, non la riguardavano direttamente. Theo e Robin? Roz e Harvey? Hilda e Zelda? Quest’ultima, ad esempio, nel corso delle intere vicende vive una serie di relazioni amorose, l’ultima delle quali con la sacerdotessa vudù Mambo Marie, che alla fine si rivela essere un uomo e semplicemente se ne va. Ma non potevamo avere nemmeno questi ultimi chiarimenti: morta Sabrina la storia si conclude, senza tanti complimenti per tutti gli altri elementi che ruotavano intorno alla sua vita. Ci basti sapere che le hanno dedicato una statua nell’Accademia e tutti la piangono.

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Ci dispiace

Sì, ci dispiace. Perché comunque Le terrificanti avventure di Sabrina, fino a questo triste epilogo (più per la sua realizzazione che non per le dinamiche narrate), era una serie nel complesso carina, che metteva in luce (e reinterpretava, come avevamo analizzato in un precedente articolo) parte della tradizione cristiana, esoterica e folkloristica, in un brillante mix – intrigante e leggero al tempo stesso.

Peccato che si sia conclusa con tanta, apparente, fretta, nuocendo a snodi narrativi che, effettivamente, potevano essere sviluppati in maniera molto più interessante e coinvolgente. Lungo la strada si sono persi alcuni di quelli che dovevano essere i quesiti di fondo del programma. Trovare un equilibrio tra le sue duplici nature (che nella terza stagione arrivano persino a sdoppiarsi), ad esempio. Invece che riflettere su questo importante dettaglio, hanno preferito farla morire tragicamente, tagliando la testa al toro (come si suol dire).

Sabrina

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