Nonostante la sua particolare e difficile personalità, per non parlare dei vari problemi che l’hanno segnato, Mel Gibson resta ancora oggi una delle presenze più note all’interno di Hollywood. Grazie al successo del film cult Interceptor, l’attore si è costruito la strada per il successo arrivando a corroborarla sempre più con una serie di titoli action divenuti poi celebri in tutto il mondo. Con il tempo però seppe anche reinventarsi, dimostrando di vestire i panni da sceneggiatore e regista con grandi risultati e dando vita a film memorabili, primo fra tutti l’incredibile Braveheart – Cuore impavido. Il 3 Gennaio è il suo compleanno e noi di Cinewriting vogliamo rendergli omaggio ricordandovi alcune delle sue performance più famose degli ultimi 20 anni. Una raccolta di 5 (più 1 special) film da vedere per iniziare in modo decisamente dinamico questo nuovo anno.
Tanti auguri Mel!

Io odio la guerra, però amo i guerrieri!

Mel Gibson

Numero 1: Dragged across concrete – poliziotti al limite

Dragged Across Concrete, recensione del nuovo thriller di S. Craig Zahler

Firmato da S. Craig Zahler, il film può essere definito a grandi linee come un noir poliziesco vecchio stile. Il regista, ormai un vero e proprio artigiano dei B-movie contemporanei, da vita ad un racconto dalle sfumature politiche e dalla forte critica sociale, in grado di far riflettere abilmente sull’attualità in cui viviamo. Qui Mel Gibson interpreta Brett Ridgeman, un poliziotto che insieme al suo partner (Vince Vaughn) viene sospeso senza paga a seguito di alcuni video che ne riprendono la violenza con cui tratta i criminali. Il filmato, dopo essere diventato virale, finisce poi su tutti i giornali, causando così diversi problemi ai due poliziotti che hanno bisogno di soldi. L’attore si immedesima brillantemente nel ruolo, donando al suo personaggio un convincente senso di realismo. La sua interpretazione, anche capace di rappresentare con chiarezza una particolare violenza estrema, è infatti uno dei punti focali ricercati dal film.

Numero 2: Viaggio in paradiso

Nella pellicola di A. Grunberg, Mel Gibson veste i panni di Driver, un rapinatore in fuga che una volta arrivato in Messico viene arrestato dalle forze locali. Sfruttando però il basso profilo dell’uomo, alcuni poliziotti corrotti gli rubano il bottino e lo confinano in un grande carcere di Tijuana particolarmente noto per la violenza e la corruzione al suo interno. L’attore, perfettamente a suo agio in questo scenario, rispolvera alcuni tratti peculiari dai suoi vecchi personaggi, come la lucida follia, la ruvida violenza e il carisma comico da antieroe, dimostrando di essere ancora in ottima forma per portare avanti un film. Il suo protagonista, anche alle prese con scene surreali, tra cui alcune citazioni al western all’italiana, risulta una piacevole performance in grado di intrattenere in tutti i sensi. Disponibile su Netflix, la pellicola non si sofferma al classico prison movie ma dimostra capace di andare oltre.

Numero 3: Il patriota

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Sullo sfondo della guerra d’Indipendenza americana, Mel Gibson diventa Benjamin Martin, un proprietario terriero che combatte a capo di un gruppo di volontari insieme all’esercito americano. In questa avventura epica diretta da Roland Emmerich che non fa mistero delle sue volontà patriottiche, l’attore da vita ad una delle sue più riuscite e meravigliose interpretazioni. Memore del suo precedente William Wallace, Gibson dona al protagonista una stupenda aura di umanità, sviluppando abilmente e con profondità un primo ideale di pacifismo e poi bellicoso. Per aumentarne l’efficacia, l’attore prese addirittura ispirazione dalle reali gesta di storici e noti patrioti del periodo, rendendo così la sua presenza assolutamente in sintonia con il racconto filmico. La pellicola si circonda poi di un cast davvero ben accurato, basti pensare che alla figura del suo protagonista viene affiancato un bravissimo e sorprendente Heath Ledger. Il film è disponibile su Amazon Prime e Mel Gibson ne vale assolutamente il tempo per vederlo.

Numero 4: We were soldiers – Fino all’ultimo uomo

Restiamo sempre sul tema bellico ma questa volta c’è la controversa e brutale guerra del Vietnam come sfondo. Mel Gibson è il comandante Harold Moore, incaricato con il suo reparto di aprire le ostilità contro l’esercito del Vietnam del Nord. Si tratta infatti dell’inizio del sanguinoso conflitto che terrà gli USA impegnati fino al 1973. Affiancato dall’infallibile Sam Elliott, l’attore interpreta con grande maestria il protagonista, non facendo mistero del suo lato umano, anzi; lo fa diventare addirittura uno dei punti chiave del film. Anche se la pellicola è dominata da qualche luogo comune, il carisma e l’espressività di Gibson conferiscono profondità al personaggio e danno vita a momenti davvero struggenti. Il film è presente su Netflix e anche se presenta qualche difetto nella sceneggiatura, vale la pena per l’immensa energia dimostrata dal suo protagonista.

Menzione onorevole: La battaglia di Hacksaw Ridge

Anche se Mel Gibson non compare come attore, vogliamo dare la menzione onorevole a questo incredibile film di guerra. Il protagonista di arma letale torna alla regia con un racconto straordinario e a dir poco struggente. Tratto dalla storia vera di Desmond Doss, un soldato pacifista (obiettore di coscienza), la pellicola ripercorre il suo coraggioso gesto eroico durante la Seconda guerra mondiale. Dopo la battaglia di Okinawa, sopravvissuto per miracolo, l’uomo salvò da solo più di 75 soldati feriti sul fronte nemico. Mel Gibson dirige così un film che non tratta il tema della guerra superficialmente ma lo elabora, ponendo diverse questioni etiche. Il merito della straordinaria riuscita del film va anche ad un Andrew Garfield in ottima forma che da vita ad una delle sue interpretazioni migliori. Attualmente la pellicola è disponibile Amazon Prime.

Numero 5: Il professore e il pazzo

Un titolo particolare all’interno della longeva filmografia del noto attore che lo vede recitare per la prima volta insieme al famosissimo Sean Penn. Qui Mel Gibson veste i panni di James Murray, un professore a cui viene affidata l’ardua impresa di creare il primo Oxford English Dictionary della storia. Grazie all’aiuto di molti volontari che gli spediscono lettere contenenti le varie parole, Murray scopre che il più affidabile di questi è invece un uomo rinchiuso in un manicomio, vittima di una grave paranoia. Un film bilanciato proprio sulle personalità dei due interpreti che non deludono, anzi; perfettamente agli estremi, contribuiscono sapientemente alla riuscita del film. Anche se si allontana un po’ dalla storia reale, il titolo firmato da P. B. Shemran da vita brillantemente ai suoi personaggi dove le abilità e il carisma dei due attori si rivelano essere la chiave vincente.

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