A Snake Of June. Un chirurgico e sincero invito a prendere possesso della propria carne.

A Snake Of June

Data di uscita: 21 Novembre 2003

Genere: Drammatico, erotico

Regia: Shinya Tsukamoto

Sceneggiatura: Shinya Tsukamoto

Produzione: Kaijyu Theater

Distribuzione: Revolver

Durata: 77 minuti

Devi essere fiera del tuo corpo

A Snake Of June

Giugno, stagione delle piogge in Giappone.
Per un mese circa, la città viene battuta da una pioggia incessante che invade le strade e le piazze.
Rinko Tatsumi (Asuka Kurosawa)  è un’assistente psichiatrica telefonica. Il suo lavoro consiste nell’assistere e consigliare gli aspiranti suicidi per far trovare loro uno spiraglio di luce nella loro vita.
Un giorno, entra nella vita della donna un altro uomo, il fotografo Iguchi (Tsukamoto). Quest’ultimo si avvicinerà sempre di più alla donna, fino al punto di entrare di peso nella sua vita come uno stalker con un obiettivo ben preciso.

Il misterioso fotografo, con il ricatto, la costringe a superare le sue inibizioni ed a prendere consapevolezza del proprio corpo, mostrandosi in pubblico con abiti per lei inappropriati (in minigonna, senza biancheria intima). Soprattutto, pur osservandola solo da lontano, riesce a farle scoprire di avere un tumore al seno.

La felicità assopita viene simboleggiata dalla sessualità repressa. Rinko è in apparenza una donna normale. Insinuandosi nella sua vita, Iguchi scopre come lei, di fatto, viva una vita vuota e fredda, in cui gli unici momenti di piacere sono relegati alla masturbazione.
Per ringraziarla dell’aiuto ricevuto, Iguchi la sprona, mediante appunto il ricatto (le foto in cui Rinko appare impegnata in atti di autoerotismo), a sfoggiare la sua femminilità in pubblico, a prescindere dal giudizio altrui.

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Sessualità come affermazione di vita

A Snake Of June

L’istinto di affermazione e la sua soppressione sono così accostati ai temi dell’erotismo e della morte. Sia Rinko che Iguchi soffrono di cancro, lei al seno, lui allo stomaco, e sanno di dover morire. La sessualità diviene così l’affermazione piena della vita, l’atto definitivo con cui l’essere umano si concede a sé ed alla sua stessa vita.

Ed è la pioggia a simboleggiarne il risveglio. L’acqua che sgorga sulla superficie di cemento è il perfetto esempio del risveglio dei sensi. L’acqua che fluisce nei vicoli e nei canali è l’emblema del liquido corporeo che torna a sgorgare, che torna a provare passione. Il colore dell’acqua, ossia il blu, diviene tonalità dominante.
L’intero film è infatti girato con due soli colori, blu e nero.

La Figura di Iguchi

A Snake Of June

Lo “Snake” del titolo altro non è che Iguchi, il quale, serpeggiante, a tratti diabolico si insinua nella vita di Rinko e Shigehiko. Iguchi è l’uomo cui la certezza della morte ha distrutto la vita.
Ed è al contempo il simbolo del vouyerismo. Come il Thomas di “Blow-Up” di Antonioni. Per certi aspetti anche come il Jefferies de “La Finestra Sul Cortile”.

Iguchi usa la macchina fotografica come strumento fallico. La sua voglia di vedere è però subordinata non al compiacimento personale, ma a quello della partner, di Rinko.
Iguchi, per mezzo della macchina fotografia, però, ha il potere, ha come suo possesso una sorta di pezzo di terra. Ha Rinko. Può fare ciò che vuole. Come la stessa Rinko può fare ciò che vuole con il proprio corpo. Con la propria carne.

Ecco dunque che la meravigliosa sequenza di scatti, sotto la pioggia, diviene vera e propria scena di sesso nella quale il primo fa sua la donna e questa si lascia trasportare dalla sua sessualità, da quella macchina fotografica declinata in chiave fallica. Rinko è finalmente libera. Libera da qualsiasi giudizio circostante.

La visione della passione, in “A Snake Of June”, viene rappresentata anche in un’altra sequenza significativa: quella del peep-show. Essa è volutamente carica e straniante. E’ una scena nella quale assistiamo alla tortura destinata al personaggio di Shigehiko, il vero personaggio negativo del film. Simbolo della società moderna per la quale Rinko soffre.

La Figura di Shigehiko

A Snake Of June

Egli è un borghese piccolo piccolo perso in una non vita priva di alcun tipo di sentimento, sommerso da un imperante moralismo. Egli parla a malapena con la moglie e si rifiuta di assistere la madre moribonda, mancando persino di presenziare al funerale. Un atteggiamento frustrato e frustrante che si riversa negativamente su Rinko.

La moglie è costretta a seppellire le proprie sensazioni proprio a causa dell’assenza del marito. L’egoismo di Shigeiko si mostra in tutta la sua carica negativa quando, venuto a sapere della malattia della moglie, le impone di non mutilarsi il seno, condannandola a morte.

E’ in questo frangente che il personaggio di Iguchi acquista un’ulteriore valenza narrativa. Da semplice osservatore diviene membro attivo all’interno della coppia e rapisce Shigehiko, dapprima per farlo assistere al peep-show, poi per punirlo fisicamente per il suo egoismo.
Tutto questo in una sequenza dagli echi cyberpunk-omoerotici. Un chiaro riferimento alla scena del sogno in “Tetsuo”.

A questo punto “A Snake Of June” diventa “Teorema”Iguchi diventa Terence Stamp. Un serpente, un elemento di disturbo, che si insinua nella coppia e la fa a brandelli. A differenza del capolavoro di Pasolini, Iguchi fa rinascere la coppia. Più forte, più vigorosa e più unita.

L’Importanza Della Carne

E’ la riscoperta del corpo e l’accettazione della sessualità e dei suoi difetti a permettere alla coppia di rinsaldarsi.

Nello splendido finale di “A Snake Of June”, Shigehiko accetta la malattia della moglie e le offre il suo amore, il quale la guarisce, la rigenera. La fortifica nel corpo come nello spirito. Proprio il finale, nell’atto sessuale tra i due coniugi, si concretizza la meraviglia del cinema di Tsukamoto. I suoi personaggi sono esseri vivi, verso cui l’autore nutre vera empatia. I personaggi di Tsukamoto non sono più esseri in decomposizione o carne da macello (esempio lampante “Tetsuo”).
I personaggi di Tsukamoto sono esseri viventi che vivono in un mondo tragico e disfattista. Esseri sempre alla ricerca di una via che porta alla luce, alla libertà.

“A Snake Of June” è un grande film d’amore, un grande film erotico, un grande film sulla libertà. Non tanto per i sentimenti tragici e quasi catastrofici che s’intersecano tra i tre personaggi, quanto per la propensione di Tsukamoto verso un’espressione capace di trovare nel pessimismo cosmico uno spiraglio di sopravvivenza, magari attraverso l’ossessione sessuale e dello sguardo.

Un film sui valori venali della società moderna, sommersa, purtroppo, da un ingente moralismo. E perciò bisogna essere solo grati per questo meraviglioso regista giapponese, classe 1960, autore di film meravigliosi come meraviglioso è questo “A Snake Of June”Erotico, mai scialbo e sempre intrigante. Ad ogni visione.

Vi lasciamo al commento finale…

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Commento Finale

A Snake Of June” è un bellissimo film d’amore che tratta con estrema delicatezza e seducente malizia di noi, della nostra sessualità, del nostro liquido corporeo e del bisogno incessante di recuperare la nostra corporeità per poterci esprimere nella nostra massima espressione. Che sia essa anche un atto sessuale.

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