Edgar Wright: una top 5.

Con ben due film in uscita nel 2021, l’horror psicologico Last Night in Soho con Anya Taylor-Joy (sì, la Beth de La regina degli scacchi) e il documentario musicale The Sparks Brothers, Edgar Wright è ben più che pronto per tornare sul grande schermo.

Per non macerarci troppo nell’attesa, ripercorriamo assieme i titoli precedenti in una top 5 che quasi mi piange il cuore a fare. C’è poco da fare: sono belli tutti.   

5) L’alba dei morti dementi

Il protagonista Shaun (Simon Pegg) e il suo migliore amico Ed (Nick Frost).

Partiamo da questo presupposto: un film di Edgar Wright al quinto posto è comunque un film che consiglierei sempre, dovunque e comunque. L’alba dei morti dementi non fa eccezione e rimane una commedia horror esilarante e ben riuscita.

Quando gli hanno chiesto quali fossero i suoi film preferiti, Wright ha citato anche tutta la filmografia di George Romero, inventore dello zombie movie così come lo conosciamo oggi. Nel vedere L’alba dei morti dementi, beh, c’è poco da sorprendersene. Wright prende la base delle storie di Romero, un gruppo di uomini e donne qualunque, che più che salvare il mondo deve sopravvivere, e lo porta all’estremo. Nel film, un gruppo della working class, più vicino ai trenta che ai venti si trovano alle prese con un’epidemia zombie.

Il primo film della Trilogia del Cornetto si apre magistralmente. I titoli di testa ci mostrano decine di impiegati, persone che aspettano alla fermata, passanti, compiere meccanicamente le stesse azioni (la massa come zombie… vi ricorda qualcosa?) e, per finire, una delle immagino più belle del film: il protagonista Shaun appena alzato che si trascina per casa con le stesse movenze di uno zombie romeriano. Meraviglioso. Per non parlare dello stesso Shaun, talmente in doposbornia da non accorgersi dei morti viventi che infestano le strade del suo quartiere.

alba dei morti dementi
Shaun affronta l’orda con Liz (Kate Ashfield) e Dianne (Lucy Davis).

Il film prosegue con i tentativi di Shaun e dei suoi amici di sopravvivere agli attacchi dei non morti; ci troviamo davanti ad una sorta di inusuale coming of age per giovani adulti che unisce una sceneggiatura scorrevole e divertente ad una regia e, soprattutto, un montaggio eccezionali.

L’alba dei morti dementi funziona sia per uno spettatore in cerca di una commedia leggera, sia per un appassionato dello zombie movie, che sicuramente si divertirà a vedere rovesciati e usati come comedy tutti gli archetipi del genere, dai luoghi (il supermercato è un leitmotiv sin da Zombi di Romero) alla struttura stessa della narrazione.

L’alba dei morti dementi è disponibile su Amazon Prime Video.

4) Baby Driver – Il genio della fuga

baby driver
Baby (Ansel Esgort) con il criminale Pazzo (Jamie Foxx).

Che a Edgar Wright piacciono le auto già l’avevamo capito con Hot Fuzz, ma qui è tutta un’altra storia.

Parlando di Wright, Simon Pegg ha detto che uno dei suoi obiettivi è far percepire allo spettatore la sua regia come fosse un altro personaggio; forse perché è il più maturo, Baby Driver è il film in cui questo gli è riuscito maggiormente. Baby Driver si apre con uno degli inseguimento meglio diretti che mi possono venire in mente, tutto sulle note di Bellbottoms dei The Jon Spencer Blues Explosion.

Baby Driver è la storia di Baby, un giovane e taciturno driver che soffre di acufene – e per questo vive ascoltando costantemente musica. Costretto a lavorare per il boss criminale Doc (Kevin Spacey) Baby vive tra inseguimenti e fughe dalla polizia; nel tempo libero, si prende inoltra cura del paraplegico padre adottivo Joseph. Da quando il giovane si innamora della cameriera Debora e, successivamente, viene coinvolto in una rapina finita male, le cose iniziano però a cambiare.  

baby driver
Baby conosce Debora (Lily James).

Come sempre, anche qui Wright ribalta gli stereotipi. Il protagonista non è certo il solito Brian O’Conner, ma un ragazzino timido e taciturno, le scene d’azione sono sempre intervallate da momenti comici – sempre ben riusciti -, i personaggi femminili non sono mai semplici macchiette da salvare.

La storia di per sé non è però il punto forte di Baby Driver. Premiato per il montaggio ed il sonoro, il film riesce a sfruttare l’acufene di Baby per regalarci intere sequenze  scandite perfettamente a tempo di musica; l’incredibile colonna sonora va dai sopracitati Jon Spencer Blues Explosion a Barry White, ai Queen, ai T.Rex. I personaggi si muovono tra inseguimenti e scene d’azione come fossero parte di una vera coreografia, con un montaggio serrato e spesso altrettanto coreografico.

Consigliato, beh, per chiunque.

Baby Driver – Il genio della fuga è disponibile su Netflix e Amazon Prime Video.

3) La fine del mondo

la fine del mondo
I protagonisti nella prima tappa del Miglio Dorato.

Per una persona che ha tentato di ricreare il Miglio Dorato nella realtà, non potevo che dedicare a La fine del mondo un posto nella top 3.

Terzo film della Trilogia del Cornetto, Wright e Pegg hanno dichiarato che La fine del mondo è anche il film che è venuto loro più semplice scrivere. Inizialmente intitolato Crawl, doveva parlare di un gruppo di teenager che intraprendono un giro dei bar; era stato scritto quando Wright aveva ventun anni e, da allora, rimaneggiato più volte.

Da un goliardico film sull’adolescenza (una sorta di American Pie inglese), diventa, per citare lo stesso regista: “un film sul sentimento dolceamaro del tornare nella tua città d’origine e scoprire che è cambiato tutto”.

Ci troviamo infatti di fronte alle avventure di un gruppo di amici d’infanzia. I cinque vengono riuniti dopo moltissimi anni, ormai quarantenni, da Gary (Simon Pegg): l’uomo vuole che il gruppo finisca il Miglio Dorato, un tour di tutti i bar della cittadina in cui vivevano, ordinando una pinta per locale. Non essendoci riusciti in adolescenza, Gary spera che intraprendere di nuovo l’impresa possa portarlo a riunirsi ai vecchi amici con cui ha perso i contatti. Ovviamente, le cose non sono così semplici.

la fine del mondo
Da commedia a film di fantascienza.

Il modo in cui si passa da classico buddy movie a film catastrofico è spiazzante e ben riuscito allo stesso modo; funziona anche la non troppo velata critica all’omologazione seriale operata dalle multinazionali, che però non ha mai la pretesa di diventare moralizzante.

Anche qui Wright adotta la stessa formula di cui abbiamo già parlato precedentemente: un ribaltamento di archetipi e stereotipi del genere, per creare una commedia pungente e mai scontata. In particolare sono da apprezzare le note malinconiche de La fine del mondo, forse il film di Wright più personale, o comunque quello che va più nel profondo nell’affrontare il suo tema.

Consigliato per i momenti di nostalgia universitaria: giuro che funziona.

La fine del mondo è disponibile su Netflix.

2) Scott Pilgrim vs The World

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Scott (Michael Cera) incontra Ramona (Mary Elizabeth Winstead) per la prima volta.

Scott Pilgrim vs The World, tratto dall’omonima serie a fumetti canadese, è un coming of age firmato Edgar Wright. Gli archetipi del protagonista imbranato e quella della cosiddetta manic pixie girl prendono qui vita in un atipico e vibrante rappresentante del genere, oggi si è giustamente guadagnato il titolo di cult.

Lo stile tipicamente fumettistico e con elementi tratti dal mondo videoludico sono integrati in scene d’azione surreali, dove il nostro protagonista Scott affronta gli Ex dell’amata Ramona come fossero dei boss di fine livello; ad ogni Malvagio Ex sconfitto sarà sempre più vicino alla possibilità di uscire con la ragazza.

scott pilgrim

Ciò che rende Scott Pilgrim vs The World unico è il suo comparare le difficoltà del mondo dei giovani adulti con dei livelli di un videogioco da superare. La “Lega dei malvagi ex” da sconfiggere è una metafora che funziona straordinariamente; l’idea che per riuscire a stabilire una relazione stabile con qualcuno tu debba affrontare e sconfiggere le sue relazioni passate, e il peso emotivo che esse portano con sè, è reso con ironia e attraverso una sequenza di combattimenti degni del miglior picchiaduro.

Come spesso accade, Wright ci regala anche una colonna sonora indimenticabile; tra le migliori sequenze ci sono quelle in cui Scott si esibisce con la sua band Sex Bob-omb.

Aggiungeteci una serie di personaggi secondari iconici, degli ottimi effetti speciali e un insieme eterogeneo eppure armonico di influenze videoludiche, cinematografiche e fumettistiche e otterrete tutti i buoni motivi che vi servono per recuperare questo titolo.

Scott Pilgrim vs The World è disponibile su Netflix, oppure a noleggio su Amazon Prime Video.

1) Hot Fuzz

hot fuzz
Angel (Simon Pegg) e Danny (Nick Frost) mangiano il Cornetto che dà il nome alla trilogia.

Non me ne vogliano gli altri titoli, ma Hot Fuzz ha qualcosa che gli altri non hanno; per chi di voi l’abbia già visto, sì, sto parlando delle scene con il cigno.

Il film si pone a metà tra un buddy movie e un cop movie: ricordiamo la scena in cui i due protagonisti, il sergente Nicholas Angel e il suo partner Danny guardano Point Break e Bad Boys 2. Anche qui, come ormai sappiamo bene essere solito fare, Wright si appropria di un genere fortemente stereotipico e lo stravolge comicamente.

La nostra storia inizia quando l’agente di polizia modello Nicholas Angel viene trasferito da Londra alla cittadina rurale di Sanford; le sue gesta eroiche fanno infatti sfigurare gli altri agenti della sua squadra, e questo non è bene.

Abituato alla frenesia della città, il villaggio presenta ben pochi stimoli per Angel; irritato, nella sua prima notte di servizio finisce per arrestare metà dei ragazzini della città semplicemente perché bevevano della birra. Nicholas arresterà anche l’ubriaco Danny, per poi scoprire la mattina seguente che si tratta del suo partner, incompetente e fannullone ma di buon cuore.

Dopo varie giornate di lavoro durante le quali il momento più entusiasmante è la tentata cattura di un cigno (ricordatevi di lui: è importante), Angel inizia ad indagare su una serie di strani incidenti che sembrano capitare agli abitanti della cittadina.

hot fuzz
Angel e Danny alle prese con il famigerato cigno.

Hot Fuzz si merita il primo posto per una serie di motivi. Si tratta, a mio parere, il film più divertente di Edgar Wright, con delle scene d’azione sono magistrali. E’ inoltre del titolo in cui la meravigliosa sinergia di Nick Frost e Simon Pegg è lasciata libera, ancora di più che in L’alba dei morti dementi. Anche qui le citazioni non mancano; abbiamo già nominato Point Break e Bad Boys 2, ma Hot Fuzz vive come una parodia di ogni classico cop movie che vi sia mai capitato di vedere.
Rivelarvi di più sarebbe rovinarvi il viaggio meraviglioso nella cittadina di Sanford; potete però fidarvi di me se vi dico che sono due ore che non rivorrete indietro.

Hot Fuzz è disponibile su Amazon Prime Video.

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