È sorprendente vedere quanto la fama di Brad Pitt sia cresciuta con il tempo, facendolo diventare uno dei volti più noti e famosi all’interno di Hollywood. Ormai le sue capacità attoriali sono note a tutti e la sue vicende personali risapute, soprattutto riguardanti il suo vecchio matrimonio con Angelina Jolie, grazie ai vari giornali scandalistici. Nonostante però i vari segreti svelati, l’attore sembra ancora avere in serbo una serie di assi nella manica piuttosto vincenti. Divenuto celebre anche per le sue attività da filantropo e nelle vesti di produttore, il suo carisma e la sua impressionante mimica facciale non l’hanno mai abbandonato, anzi; lo rendendolo ancora oggi un fantastico interprete di pellicole meravigliose e coinvolgenti. Il 18 Dicembre è il suo compleanno e noi di Cinewriting vogliamo festeggiarlo ricordandovi i suoi ruoli più significativi degli ultimi 10 anni. Una raccolta di 5 (più 1 special) film usciti dopo il 2010 e che hanno l’incorreggibile attore tra le proprie fila. Tanti auguri Brad!

Ho telefonato ai miei nonni e mio nonno mi ha detto: “Abbiamo visto il tuo film”. “Quale?” gli ho chiesto. Allora ha gridato: “Betty, qual era il titolo di quel film che non mi è piaciuto?”

Brad Pitt

Numero 1: Allied – Un’ombra nascosta

Nel 1942, la moglie del comandante Max Vatan, nonché agente segreto francese, viene accusata di doppiogioco e di passare informazioni al nemico. In un lasso di tempo limitato il marito dovrà dimostrare l’innocenza della consorte per salvare così il suo matrimonio. La pellicola diretta da Robert Zemeckis è un autentico mix tra guerra e sentimentale, dove all’espressività di Brad Pitt viene affiancato il carisma di una straordinaria Marion Cottillard. Se con l’attore non c’erano dubbi, visti i suoi personaggi precedenti, la vera sorpresa è ovviamente l’attrice francese, che impersona magnificamente il ruolo di agente segreto. Durante le riprese, l’attrice aiutò personalmente Brad Pitt con una serie di lezioni di pronuncia in modo da preparare al meglio il suo accento francese per i vari dialoghi. In questo modo la recitazione dell’attore guadagnò una straordinaria dose di realismo, rendendo così il personaggio del comandante coinvolgente ma soprattutto convincente.

Numero 2: Fury

Restiamo sempre sullo sfondo della Seconda guerra mondiale, ma questa volta possiamo vedere Brad Pitt vestire i panni del sergente carrista Don “Wardaddy” Collier. Alla guida del suo blindato e di un ristretto numero di uomini, Don si butta in un’impresa eroica: mantenere la posizione conquistata a qualunque costo, resistendo soprattutto all’avanzata delle truppe naziste. L’attore si dimostra a proprio agio nel ruolo assegnatogli, mantenendo fino alla fine il carisma e l’ardore che l’hanno sempre contraddistinto. Il film non fa mistero di mettere in scena degli stereotipi del genere bellico, ma il modo in cui li sviluppa fa si che essi siano sorprendentemente coinvolgenti e ben realizzati. Una gallerie di figure che non annoiano mai, anzi; rendono le lunghe sequenze di guerra assolutamente avvincenti e di impatto. Anche il modo con cui sono girate le varie scene madri fa si che esse risultino adrenaliniche e piene di tensione, mantenendo così alto l’acme del film.

Numero 3: L’arte di vincere

Uscito in sala nel 2011, L’arte di vincere (Moneyball) rappresenta un percorso alternativo per i film sportivi, sostituendo l’enfasi o la parabole miracolosa con la scienza, i calcoli e gli algoritmi. L’atto sportivo viene minimizzato a favore di una maggiore enfasi per il comparto tecnico, portando così il punto di vista dietro le quinte e nello specifico sugli uffici, i contratti e lo spogliatoio. In questo contesto Brad Pitt veste i panni di Billy Beane, protagonista della vicenda e direttore generale degli Oakland Athletics. Nonostante il budget ridotto, il dirigente riesce ad assemblare una squadra di baseball competitiva, grazie ad un nuovo metodo basato sul deficit e massimizzazione dei giocatori. L’attore dona un realistico senso malinconico al suo personaggio, talmente impressionante da fargli guadagnare una candidatura come miglior attore protagonista ai premi Oscar 2012. Il film è disponibile su Netflix e merita di essere visto anche per l’impegno attoriale del collega Jonah Hill.

Menzione onorevole: 12 anni schiavo

Una pellicola straordinaria e profonda che però ricorda molto di più Brad Pitt nelle vesti di suo produttore. Il film di Steve McQueen ha infatti vinto tre premi Oscar alla cerimonia del 2014, uno dei quali è andato proprio all’attore, siccome si è trattato di miglior film dell’anno. Nonostante questo però, all’interno della pellicola è comunque presente una sua incredibile performance. Egli impersona Samuel Bass, un abolizionista canadese che rappresenta un punto di svolta per il protagonista. L’attore, anche se in ruolo minore, dimostra grandi capacità e contribuisce magnificamente allo svolgersi della trama, corroborando ulteriormente l’incredibile affresco messo in piedi dal regista. Grazie a questo semplice personaggio, il film si merita senz’altro una menzione d’onore all’interno della filmografia di Brad Pitt. Disponibile su Amazon Prime: da recuperare assolutamente.

Numero 4: La grande scommessa

La pellicola di Adam McKay unisce la finzione con la realtà e ci proietta all’interno del mercato immobiliare e nello specifico durante una sua crisi. Qui alcuni gruppi di persone, notata la situazione instabile, provano a trarne profitto scommettendo contro il mercato stesso e non prestando ascolto all’opinione comune. La grande scommessa non ha quindi una singola storia ma si sviluppa su tre diversi binari, seguendo a blocchi i vari protagonisti. Sia nelle veci di produttore che come attore, Brad Pitt si unisce alla troupe, andando così a completare un cast stellare, insieme a Ryan Gosling, Steve Carell e Christian Bale. Un gruppo di interpreti davvero abili e incisivi nella recitazione che raccontano brillantemente una trama ambiziosa e l’intero mondo della finanza senza veli o censure. Il carisma dell’attore era sicuramente la scelta più adatta per impersonare Ben Rickert, un eccentrico banchiere in pensione. Come al solito Brad Pitt non si smentisce mai e dona una grande caricatura al suo personaggio, insieme a delle ottime sfumature. Potete recuperare il film su Netflix.

Numero 5: C’era una volta a Hollywood

C'era una volta ad Hollywood

Grazie a questa pellicola firmata Quentin Tarantino, Brad Pitt ottenne sicuramente un enorme successo, merito anche il fatto di aver contribuito con una recitazione davvero incisiva e carismatica. Una performance impareggiabile, tanto che fece guadagnare finalmente al noto interprete il suo primo premio Oscar come miglior attore non protagonista. Nella Los Angeles del 1969, Brad Pitt diventa Cliff Booth, controfigura e miglior amico di Rick Dalton, un attore in declino che cerca di risollevare la propria carriera. Al fianco di un brillante Leonardo Di Caprio, mostruosamente abile alla guida, Brad si conferma perfettamente adatto al ruolo secondario, donando al suo personaggio uno spessore emotivo davvero coinvolgente. La sua è una recitazione sapientemente eseguita e dosata per le varie situazioni, permettendo così all’attore di giocare senza alcuna difficoltà sui vari cambi di toni e senza mai perdere il sorriso da mascalzone che lo caratterizza.

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