BIG MOUTH E LE NOVITÀ ASSURDE DELLA 4^ STAGIONE

Big Mouth è una serie animata iniziata nel 2017 e ora giunta alla sua quarta stagione, rilasciata da Netflix il 4 dicembre 2020. Parla di un gruppo di ragazzini delle medie che affrontano la pubertà, ma non si risolve in un classico teen drama perché i problemi dell’adolescenza di cui si tratta sono quelli più pratici, imbarazzanti e perfino volgari. Attenzione: in questo articolo sono presenti spoiler!

Big Mouth
Connie (voce originale di Maya Rudolph) nel primo episodio

Che ansia l’adolescenza

Per trattare tutti i temi inerenti ai cambiamenti dovuti alla pubertà, Big Mouth ha deciso di dare la parola agli ormoni. O meglio, ai mostri degli ormoni, che conversano direttamente con l’adolescente a cui sono stati assegnati. Man mano che la serie va avanti, l’universo dei mostri si amplia: arrivano lo Spettro della vergogna, la Gatta della depressione e, in quest’ultima stagione, la Zanzara dell’ansia e Gratitoad, il rospo della gratitudine. Anche i nuovi esseri antropomorfi risultano essere un espediente geniale che rende davvero bene l’idea di cosa voglia dire sentirsi ansiosi o, al contrario, capaci di essere grati di ciò che abbiamo.

Big Mouth
Nick (voce originale di Nick Kroll) e le Zanzare dell’ansia (Maria Bamford) nell’episodio 3

Nel periodo dell’adolescenza, infatti, è facile che insieme alle varie insicurezze si sviluppi l’ansia: l’ansia di non essere all’altezza delle aspettative, di essere giudicati, di non essere al passo con gli altri. La Zanzara dell’ansia aiuta a comprendere come quest’ultima possa partire da una cosa piccola e fastidiosa e poi moltiplicarsi esponenzialmente. Gratitoad è forse di impatto un poco meno immediato, ma l’interazione con Jessi chiarifica come sia un effetto della necessità della ragazzina di riprendere in mano la propria vita e andare avanti, aiutata anche dalla terapia. Se l’aggiunta di nuovi “mostri” nell’universo della serie può sembrare quasi eccessivo, alla fine dei conti è utile invece per sottolineare la confusione tipica di questa fase di grandi cambiamenti corporei, ma anche emotivi, che è l’adolescenza.

Relazioni che crollano, fiamme che ritornano

Un altro tema che Big Mouth è brava a trattare sono le relazioni. Dall’amicizia alle relazioni amorose, questa serie riesce a darci uno spettro considerevole di situazioni in cui gli adolescenti possono più o meno facilmente identificarsi. Si va dalle litigate con il proprio migliore amico fino alla paura di essere escluso da tutti con Nick e Andrew, alla necessità di fare nuove amicizie in un ambiente nuovo per Jessi. Per quel che riguarda il lato amoroso ci si interroga su quanto un partner possa essere giusto, su quanto una relazione sia sana e sui ritorni di fiamma.

Big Mouth
Da sinistra: Michael Angelo (Sterling K. Brown), Jessi (Jessi Klein), Nick (Nick Kroll) e Andrew (John Mulaney) nell’episodio 5

Il legame che si sviluppa nel migliore dei modi è sicuramente quello tra Nick e Jessi: prima amici, poi coppia e subito di nuovo amici. Nick capisce di provare ancora qualcosa per l’amica di sempre in un momento in cui Jessi è sopraffatta dall’ansia e dalla depressione, il tutto con la confusione di Connie che si ritrova ad essere il mostro degli ormoni di entrambi e quindi nel pieno di un conflitto d’interessi. Relazione ben spiegata, ma soprattutto che riesce a non cadere in un esito banale o sbrigativo e che anzi, sfrutta le dinamiche della serie (anche quelle più assurde) per far sì che entrambi i personaggi ne escano più consapevoli e maturi.

Big Mouth: assurdo, troppo assurdo

È quindi ormai chiaro come Big Mouth non cerchi di essere realistica, anzi. In un qualche modo la sua arma è proprio l’assurdo e la schiettezza con cui affronta tutte le tematiche. Un’arma a doppio taglio però, soprattutto in quest’ultima stagione. Certi episodi cavalcano l’onda di un nonsense che vuole fare spettacolo, ma che alla fine dei conti sembra più sconfinare nel trash (e non nel senso positivo del termine). Uno su tutti, l’episodio 3 intitolato tra l’altro Follia escatologica: di sicuro il titolo non poteva essere più azzeccato, ma non giustifica l’insensatezza dell’episodio. Episodio in cui assistiamo ad un delirio dovuto all’accumulo di cacca all’interno dell’intestino di Andrew che non riesce ad andare in bagno per tutto il campo estivo; il tutto culminante in un vero e proprio parto delle feci del ragazzino assistito da Nick.

Big Mouth
Andrew (John Mulaney) nell’episodio 3

Per certi versi anche le altre stagioni ci avevano preparato ad episodi talvolta più inusuali (penso, per esempio, all’episodio 6 della prima stagione in cui Jay mette incinta un cuscino), ma in quest’ultima sembra esserci un’escalation talvolta disturbante. Anche in uno degli episodi più belli della quarta stagione di Big Mouth, ossia il secondo (Un ciclo pazzesco), ci troviamo davanti ad un lago prosciugato a causa di un assorbente… E il tentativo di inserire una metafora dei drammi morali relativi alla propria personalità con la scissione dell’anima di Nick dal suo corpo, alla fine dei conti appare un po’ troppo azzardata.

Pro e Contrasti

Tutto ciò non vuole certo dire che la quarta stagione abbia rovinato del tutto Big Mouth. Seppur con qualche scivolone, la serie riesce a mantenere quella patina di trasgressività e genialità che molte serie Netflix non hanno, impegnate come sono a sottostare ad un ferreo politically correct. Certo, neanche Big Mouth è del tutto politicamente scorretto: viene introdotto un personaggio trans, si parla dell’essere neri e dell’omosessualità. Però bisogna sempre ricordare che i protagonisti sono dodicenni che parlano apertamente di sesso e hanno impulsi e desideri erotici al punto da farci sentire quasi a disagio. Il tutto condito con della sana ingenuità e paura di chi ancora si sta sviluppando, sta crescendo e imparando a conoscersi.

Big Mouth
Missy (Jenny Slate) nell’episodio 2

Per questo trovo che gli episodi più riusciti siano quelli in cui per la prima volta i nostri protagonisti si trovano ad affrontare qualche problema legato alla pubertà: Jessi alle prese con il primo assorbente interno, Missy con la definitiva uscita dal mondo dell’infanzia, Matthew con il suo non essere pronto per andare al di là dei baci con il suo ragazzo. È in questi momenti che Big Mouth diventa una serie davvero apprezzabile per la sua spontaneità senza filtri. Speriamo che questi episodi continuino a prevalere su quelli in cui le trovate originali diventano eccessive.

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