Oggi parliamo di uno dei cineasti più influenti e importanti della storia del cinema. Un uomo che è riuscito ad incantare il mondo intero, grazie alle sue storie fantastiche, il suo genio, ma soprattutto grazie ai suoi sogni. Autore di innumerevoli capolavori e di film intramontabili che trovano i gusti di tutti e che col tempo hanno scritto la storia. La serie cinematografica di Jurassic park, di Indiana Jones e gli straordinari Schindler’s list, Lo squalo, E.T. e Salvate il soldato Ryan sono infatti solo alcune delle celebri pellicole che ormai sono diventate delle pietre miliari a tutti gli effetti. Steven Spielberg però non è solo questo. Durante la sua lunga carriera, ha saputo anche regalare dei titoli minori ma assolutamente meravigliosi, i quali anche se non hanno avuto un successo incontrastato, meritano di essere ricordati. Il 18 Dicembre è il suo compleanno e noi di Cinewriting vogliamo appunto festeggiarlo ricordandovi alcune di queste pellicole meno note, ma comunque incredibili. Una raccolta di 6 (più 1 special) titoli da riprendere anche per vedere in tutta la sua genialità questo fantastico autore. Tanti auguri Steven!

“Il vizio più costoso nel mondo non è l’eroina ma la celluloide, e io ho bisogno di una dose ogni due anni”

Steven Spielberg

Numero 1: Minority report

Senz’altro una delle pellicole più oscure all’interno della lunga filmografia del regista. Complice una fotografia gelida e dai colori desaturati, questo thriller fantascientifico tratta con toni cupi e un’ambientazione distopica temi molto profondi come il libero arbitrio e il destino. Nel 2054 la polizia riesce a prevedere gli omicidi prima che avvengano grazie alle premonizioni di particolari individui, riuscendo così ad intervenire in anticipo sui vari crimini e ad arrestare i futuri colpevoli. Spielberg come al solito non si smentisce e cura una regia dal ritmo serrato, aiutato brillantemente dal montaggio che conferisce dinamicità alle varie scene d’azione. Per tutto il tempo rimane quindi un certo senso di tensione che rappresenta al meglio quella che si dimostra essere una società alienata e alienante. Minority report è disponibile su Netflix: da recuperare anche solo per vedere Tom Cruise in ottima forma.

Numero 2: Duel

Impossibile non citare il primo lungometraggio girato dal regista. Un road movie dal ritmo frenetico la cui trama è incentrata sul delirante inseguimento tra un’auto e un’autocisterna. David Mann, un tranquillo commesso, viene preso di mira durante un viaggio di lavoro da un misterioso pazzo psicopatico che inizia a dargli la caccia. Dinamico, ansiogeno e pieno di tensione, Duel rappresenta un prodotto innovativo per il periodo, tanto da essere trasposto anche per il cinema nonostante fosse nato inizialmente per la televisione. Da questa pellicola possiamo ammirare una versione dello Spielberg anni ’70 in tutta la sua genialità e già sorprendentemente in grado di impressionare il pubblico con il suo stile unico e caratteristico. Sarà con questo spirito e un’ardente volontà di innovazione che qualche anno dopo darà vita a Lo squalo, uno dei film più memorabili per il cinema e della sua carriera. Duel rappresenta così una sorta di apripista e sapere che è stato girato in soli 13 giorni, fa ancora un certo effetto.

Numero 3: Munich

Tratta dal romanzo-inchiesta Vendetta di G. Jonas, questa pellicola del 2005 cerca di ripercorrere i fatti realmente accaduti legati alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Durante l’evento un gruppo di terroristi fece irruzione negli alloggi e uccise 11 atleti israeliani, facendo così spostare l’attenzione globale su quello che viene definito ancora oggi come il primo assalto terroristico dell’era mediatica. Spielberg dimostra grande destrezza per il genere spionistico, arrivando persino ad adottare strumenti di regia da lui poco famigliari ma totalmente in sintonia con il genere e soprattutto dai forti richiami al cinema spionistico degli anni ’70. Un chiaro esempio è infatti dato dall’uso che il regista fa dello zoom a diverse lunghezze focali che insieme ad una particolare profondità di campo dona maggiore enfasi e dinamicità alle varie scene. Altro segno distintivo è il ritorno della fotografia di Kaminski che, come in passato, si rivela abile nel saper spaziare sulla gamma di colori e a sfruttare al meglio la luce diffusa per generare delle ombre morbidissime.

Menzione onorevole: Ready player one

Ready player one rappresenta un ritorno tanto caro al regista e alla sua giovinezza, tanto da guadagnarsi in breve tempo una menzione onorevole. Qui Steven Spielberg crea un sunto della propria poetica e del proprio stile, intrecciando più saldamente il suo aspetto autoriale con quello commerciale. Grazie alla sua lunga filmografia, egli ha saputo contribuire brillantemente all’immaginario cinematografico comune, che confluisce in questo film in un nostalgico tuffo nei meravigliosi anni ’80. Non si tratta però solamente di una serie di citazioni fini a se stesse, ma è un grande lascito da parte del regista. Un’eredità che viene trasmessa attraverso un sunto di frammenti che uniscono saggiamente e con riflessione il passato e il futuro. Insomma, possiamo definirla senz’altro come una dichiarazione d’amore per il cinema da parte di uno dei suoi più grandi protagonisti. Il film è disponibile su Amazon Prime, ma se volete saperne di più, date un’occhiata alla nostra recensione. Clicca qui!

Numero 4: L’impero del sole

empire of the sun

Nonostante gli incassi al botteghino, L’impero del sole venne accolto in maniera fredda quando usci nelle sale americane nel 1987. Molti spettatori infatti rimasero confusi e perplessi, anche perché molti dei quali erano ancora legati al primo Spielberg. quello dell’avventura. Se già con il film precedente il regista aveva dimostrato una particolare vena autoriale, è alla fine grazie a questo titolo che egli dimostra ufficialmente di essere capace di portare sullo schermo storie incredibili in tutti i sensi. La pellicola racconta della vita di Jim, un bambino che in seguito all’invasione della città di Shangai, perde i genitori e si ritrova in un campo di concentramento giapponese. In questo scenario, Steven Spielberg non si limita solamente a denunciare gli orrori della guerra ma arriva a creare una serie di immagini che ripercorrono brillantemente le memorie del protagonista prigioniero, tanto da essere definite come la morte dell’innocenza.

Numero 5: Il colore viola

Un film a dir poco struggente e profondo, che anticipa la straordinaria vena autoriale del regista. Spielberg mette per la prima volta da parte il cinema di intrattenimento e si concentra su una storia tragica, composta da orrori e sofferenze. Il film narra della vita di una donna di colore che lotta per la propria identità dopo un’esistenza fatta di violenze e abusi, soprattutto per mano del padre. Nel tentativo di restituire piena umanità alla vicenda, il regista si serve di un cast strabiliante e crea un’immenso affresco storico dove il sociale possiede un ruolo importante. Whoopi Goldberg poi non si smentisce mai e ha interpretato magistralmente il ruolo di Celie Harris, protagonista della storia, donandole realismo e profondità. La pellicola ha ricevuto undici nomination ai premi Oscar 1986 senza però riuscire a vincerne nessuno. Peccato davvero! Attualmente è disponibile su Infinity.

Numero 6: Prova a prendermi

Steven Spielberg dimostra una grande dimestichezza con i generi, bilanciando sapientemente la pellicola tra dramma e commedia. Il film racconta di un giovane truffatore che, dopo una serie di frodi andate a segno, deve sfuggire all”agente dell’FBI incaricato di arrestarlo. Proprio su questo scenario il regista sfrutta al meglio i suoi protagonisti (Tom Hanks – Leonardo Di Caprio) dando vita ad un gioco di inseguimenti estremamente adrenalinico e ricco di comicità, dove però non mancano di certo gli aspetti drammatici e riflessivi. Due facce della stessa medaglia che si completano reciprocamente e che trovano nel rivale un proprio senso. Da questo rapporto, Spielberg fa così emergere temi molto cari alla sua persona come la famiglia, la natura umana e la disgregazione sociale. Il film è disponibile su Netflix: da recuperare assolutamente.

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