Speciale Julianne Moore: Buon 60esimo compleanno!

Versatile, sensuale, carismatica e affascinante. Julianne Moore è tutto questo e molto altro. Per chi non la conoscesse, si tratta di una delle attrici più attive e rilevanti degli ultimi 20 anni. La sua bellezza d’altri tempi distoglie l’attenzione sulla sua età, portata più che bene. Noi di Cinewriting abbiamo deciso di renderle un piccolo omaggio, ricordando 10 film celebri, in cui Julianne Moore ha rivestito un’interpretazione magistrale. Buon 60esimo compleanno Julianne Moore!

1. Maps to the stars, 2014 (David Cronenberg)

Sono parecchi i film in cui si denuncia la corruzione celata dietro al mondo di Hollywood. Tra questi ricordiamo con piacere Maps To The Stars. Cronenberg ci spiazza con la sua visione cinica della dimensione più oscura sulle star del cinema. La Moore si aggiudica il Premio come migliore interpretazione femminile in questa pellicola, presentata in concorso alla 67°esima edizione del Festival di Cannes. Si tratta di una delle sue migliori performance cinematografiche: il suo ruolo in questo film è quello di un’attrice che sogna di diventare famosa quanto la madre defunta.

2. Still Alice, 2014 (Richard Glatzer e Wash Westmoreland)

Still Alice costituisce l’apice della carriera di Julianne Moore: la sua interpretazione è talmente grandiosa da farle vincere l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista. La Moore è Alice, è una donna di mezza età. La sua personalità e il suo carisma sono talmente forti da diventare un pilastro per chiunque la conosca. Dopo una tragica diagnosi medica, inizia ad affrontare la sua vita diversamente, sfaldando la propria identità in mille pezzi.

Posso vedere le parole che galleggiano davanti a me ma non riesco a raggiungerle, e non so più chi sono e cosa perderò ancora.

Julianne Moore (Alice Howland) in Still Alice

3. The Hours, 2002 (Stephen Daldry)

The Hours è la storia di tre donne, ambientato in tre epoche differenti. Tutto il film ruota attorno ad una delle più importanti scrittrici del Novecento: Virgina Woolf. La storia che riguarda Julianne Moore (Laura Brown) è ambientata nel 1949 ed è carica di drama. Laura è una casalinga depressa, che cresce il proprio figlio cercando di mascherare la propria condizione psichica. La grazia con cui si esprimono le tre attrici protagoniste (Nicole Kidman, Julianne Moore e Maryl Streep) è emozionante. Anche qui, la Moore ci restituisce una prestazione attoriale altissima.

4. The Forgotten, 2004 (Joseph Ruben)

The Forgotten è un bel thriller. Un climax di tensione vissuto da una madre e restituito formidabilmente a noi spettatori. Non è la prima volta (vedi The Hours) in cui la Moore interpreta questo ruolo, che si adatta perfettamente a lei. Un aereo, un evento traumatico e la tenacia di una madre che vuole la verità: ecco gli elementi che compongono il mosaico di The Forgotten.

5. Blindness – Cecità, 2008 (Fernando Meirelles)

Sono tutti di un certo calibro i film in cui Julianne Moore è protagonista. Uno di questi è Blindness – Cecità, film d’apertura al Festival di Cannes nel 2008. Tratto dal romanzo di José Saramago, Blindness affronta con estrema durezza alcune tematiche delicate come la cecità, la violenza, la morte e l’abbandono. In Blindness, Julianne Moore è la moglie di un medico e deve affrontare una tragica realtà. Il film racconta di una particolare pandemia e la Moore riveste un ruolo davvero complesso. Una curiosità è rappresentata dall’assenza di nomi dei personaggi: ciascuno di loro è caratterizzato dalla sua professione/status sociale, ma non viene mai chiamato per nome.

6. Savage Grace, 2007 (Tom Kalin)

Savage Grace è sicuramente uno dei film che ha contribuito a rendere Julianne Moore un’icona. Nonostante il film abbia ricevuto numerose critiche (per la regia lenta, personaggi deprimenti), l’interpretazione della Moore è notevole. Ancora una volta, abbiamo a che fare con una situazione di dramma famigliare che degenera. Chi se non Julianne Moore poteva essere più adatta a recitare il ruolo della donna affascinante ma fragile? Alienazione dalla società, squilibrio psichico e pretesa di sapere la verità sono solo alcune delle costanti presenti nei numerosi ruoli della Moore.

7. Gloria Bell, 2018 (Sebastiàn Leilo)

Gloria Bell è una donna di mezza età, che cerca la gioventù perduta ai party nei night club. Forza e fragilità sono i connotati profondi e opposti di questa figura complessa. L’intero film è costruito sulla figura di Gloria Bell, sugli episodi della sua vita ordinaria e sulle emozioni forti che ci comunica. Julianne Moore canta e balla, anche da sola, come a ricordarci che la voglia di vivere va sempre tenuta accesa, ad ogni età. E noi la ringraziamo!

8. I ragazzi stanno bene, 2010 (Lisa Cholodenko)

Film molto acclamato dalla critica, I ragazzi stanno bene è la rappresentazione realistica di una famiglia omosessuale contemporanea. Jules (Juliane Moore) e Nic (Annette Bening) sono una coppia lesbica, che deve affrontare la ricerca del padre biologico, da parte dei due figli adolescenti. Non è facile evitare gli stereotipi quando si ricorre a questo tipo di tematiche. Lisa Cholodenko però, ha una vita privata molto particolare, che ha ispirato la regista a rappresentarla attraverso I ragazzi stanno bene. La regista è dotata di una sensibilità estrema, e lo si vede nel modo in cui ha composto questo film ricco di tenerezza.

9. Lontano dal paradiso, 2002 (Todd Haynes)

Lontano dal Paradiso (Far Away From Heaven) è uno dei migliori melodrammi degli ultimi 20 anni. Commovente e moderno, travolgente e socialmente forte. La protagonista indiscussa è una magnifica Julianne Moore, nei panni di una casalinga che scopre l’omosessualità del marito. Negli anni ’50, ambientazione (ricostruita minuziosamente) del film, l’omosessualità era considerata un tabù inopinabile. Todd Haynes ci trasporta nella mentalità stereotipica dell’epoca, con tutte le discriminazioni sociali che la caratterizzavano. Ciò che colpisce, è la percezione di inadeguatezza rispetto all’epoca in cui vivono, propria di tutti i personaggi del film.

10. A single man, 2009 (Tom Ford)

A Single Man, presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, costituisce l’esordio alla regia di Tom Ford. Nonostante il vero protagonista del film sia Colin Firth, che si aggiudicò anche un Premio come miglior attore protagonista, il ruolo di Julianne Moore è tutt’altro che secondario. Charlotte è una giovane madre divorziata, che annega i propri problemi nell’acool. Il suo destino si incrocia con quello di un vecchio amico, che sta vivendo altrettanti disagi a livello personale. L’omosessualità è la tematica principale di questo film, considerato uno dei pilastri cinematografici della cultura gay.

Viviamo in un’epoca in cui l’orientamento sessuale è vario: ognuno è quello che è. Troppa gente divide sempre le cose per categoria – razza, genere, religione. Bisognerebbe concentrarsi di più sul fatto che siamo tutti esseri umani.

Julianne Moore

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