Silenzio. Incapacità di parlare, reagire. “Se succede qualcosa, vi voglio bene”, è un cortometraggio di 12 minuti diretto Michael Glovier e Will McCormack, disponibile da oggi su Netflix. In questo brevissimo lasso di tempo tenta di raccontare uno spazio privo di suoni e azioni, immobile, che si trascina. All’origine di questo stato, un rumore terribile, ma il modo per uscire da questa impasse potrebbe essere a portata di orecchio.

Pochi sono i colori presenti, che quindi risaltano ancora di più nella scala di grigi di cui è principalmente formato il corto. La storia che si desidera raccontare tocca un problema sociale molto grande, che conosciamo attraverso quotidiani e notizie.

Tuttavia, il fuoco di “Se succede qualcosa, vi voglio bene” non è sulle cause. Il suo obiettivo è mostrarci le conseguenze su una famiglia, un filo che si spezza… o che, forse, diventa invisibile, ma c’è ancora.

La danza delle ombre

Un’idea che ho trovato molto interessante in quest’opera è affidare i sentimenti dei personaggi non tanto alle azioni “reali”, bensì a delle loro ombre. Mentre i loro proprietari restano immobili e ammutoliti, questi condensati di anima, quasi dàimon socratici, reagiscono, soffrono, tentano di agire sul nostro piano. Cambiano la loro forma, diventano appuntite, oppure si affievoliscono, reagendo ai sentimenti di chi ha dato loro origine, ma non le controlla.

A rendere ancora più efficace il cortometraggio lo stile dell’animazione, che ricorda degli sketch, con linee quasi abbozzate che risultano ancora più vive. Gli ambienti della casa che osserviamo sembrano quasi immateriali, impalpabili restituendo visivamente la sospensione in cui i membri della famiglia galleggiano.

In conclusione, credo che questo cortometraggio riesca ad essere efficace, delicato nell’esecuzione ma in grado di colpire nei momenti in cui è necessario. Lo sfondo sociale resta tale, ma la denuncia non perde per questo di forza: parliamo di un problema che in alcune parti del mondo risulta sistematico, ma per il quale a quanto pare una soluzione è lontana. Pur nella sua brevità, forse un piccolo e semplice corto come questo può far riflettere le persone, e cambiare qualcosa, guidandoci. Come un dàimon.

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