La Regina degli Scacchi: aldilà della scacchiera

Attenzione: questo articolo contiene spoiler! La Regina degli Scacchi (The Queen’s Gambit) è una miniserie rilasciata da Netflix il 23 Ottobre 2020, basata sull’omonimo romanzo di Walter Tevis. Vi si racconta la storia di Elizabeth Harmon (Anya-Taylor Joy), bambina prodigio degli scacchi, che tra un’infanzia difficile e conseguenti dipendenze compie la sua scalata al successo nel mondo degli scacchi. Intensa, brillante e intrigante come la sua protagonista; questa serie descrive tutto quello che sta al di là della scacchiera, al di là del bianco e nero delle caselle.

la regina degli scacchi
Beth Harmon (Anya-Taylor Jones) nell’episodio 2

Ossessioni

La scoperta

Il primo episodio della Regina degli scacchi si apre con un cold open. Siamo a Parigi nel 1967. Beth Harmon si sveglia di soprassalto, con evidenti postumi da sbornia e in ritardo per quella che sembra essere una partita di scacchi molto importante. Ancora non sappiamo quasi nulla della Harmon, ma già possiamo individuare due costanti della sua vita: la sua dipendenza dalla droga (le vediamo prendere delle pillole verdi) e da alcool e, ovviamente, il suo successo nel mondo degli scacchi. Ma proprio nel momento clou la serie ci riporta indietro negli anni ’50, a quando Beth (Isla Johnston) aveva solo 9 anni, per raccontarci tutta la sua storia (o quasi).

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La piccola Beth Harmon (Isla Johnston) nell’episodio 1

Beth è sopravvissuta a quello che sembra essere un incidente stradale nel corso del quale invece è morta la madre, Alice (Chloe Pirrie). Del padre non si sa nulla, pertanto la piccola viene portata in un orfanotrofio dove nasceranno e si svilupperanno le sue due ossessioni. Alle bambine, infatti, vengono date quotidianamente delle pillole verdi descritte come dei tranquillanti. Peccato che queste pillole diano una forte dipendenza, che Beth non manca di manifestare; soprattutto nel momento in cui, sotto consiglio di una ragazza dell’orfanotrofio di nome Jolene (Moses Ingram), decide di non ingoiare le pillole direttamente ma di conservarle per la sera.

Più o meno in contemporanea Beth scopre il gioco degli scacchi. A praticarlo è il custode dell’istituto, Mr. Shaibel (Bill Camp) nel seminterrato. La ragazzina ne rimane affascinata e non ci vuole molto per capire che Beth si rivelerà un’enfant prodige. Gli scacchi per Beth diventano quasi un’ossessione: prima di andare a letto, sotto l’effetto delle pillole, non fa che visualizzare le partite sul soffitto della stanza.

Bianco e nero

E così ha inizio questo balletto malsano tra droga e scacchi, un balletto che conclude il suo primo atto con la vittoria della prima e l’overdose della piccola Beth. Ma non è finita qui, è solo l’inizio. Beth cresce, viene adottata e non ci vuole molto prima che le pillole verdi facciano di nuovo la loro comparsa, quasi per caso, nella vita della ragazza; questa volta però non sono da sole, c’è anche l’alcool. Il gioco ricomincia, prima sembra tutto sotto controllo fino a quando non lo è più. Fino a quando Beth non arriva a quella famigerata partita a Parigi nel 1967 con postumi evidenti e la mente annebbiata. E viene sconfitta. La droga ha battuto gli scacchi.

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Beth Harmon (Anya-Taylor Jones) nell’episodio 6

La dicotomia diventa sempre più evidente, come i pezzi bianchi e neri che avanzano sulla scacchiera in una battaglia mai scontata né definitiva. Ed è questo che La Regina degli Scacchi ci racconta, di un bianco e nero dove non sempre il bianco è buono e il nero è cattivo. A fare la differenza è il giocatore.

Madri, padri e un custode

È particolarmente interessante concentrarci sulle figure genitoriali che Beth ha come riferimento. Prima di rimanere orfana Elizabeth viveva con sua madre e il rapporto tra le due viene fuori a poco a poco, svelato da più o meno brevi, ma significativi flashback. A emergere è la figura di una madre instabile, pessimista per colpa di ciò che la vita le ha finora riservato. Invita la figlia a stare da sola come se fosse sinonimo di indipendenza e quando capisce che invece da sola non ce la fa decide di buttarsi tra le braccia della morte. E lo fa con Beth accanto che miracolosamente sfugge a quel nefasto destino.

Alla madre biologica succede (se mi si passa il termine) la madre adottiva, Alma (Marielle Heller). Beth è ormai quindicenne e il rapporto che si viene a creare è necessariamente diverso. Alma non è una mamma modello: prima più o meno indifferente nei riguardi della ragazza, poi, nel momento in cui il marito la lascia, tutto in qualche modo cambia. Beth partecipa ad un torneo di scacchi e vince dei soldi, cosa che lascia Alma sorpresa e affascinata da questa opportunità. Prima Beth è un mezzo per riscattarsi, poi diventa un’amica più che una figlia. La ragazza non si sente in dovere di nasconderle la sua prima volta con un ragazzo, né se vuole fumare o bere. A volte è lei stessa a confortare la madre.

E i padri? Le figure dei papà sono una costante presenza/assenza. Il padre biologico viene visto da Beth solo da lontano, mentre dialoga con la madre. Il padre adottivo è quasi sempre di schiena, degna a Beth pochi sguardi se non quando decide di volere indietro la casa che era rimasta alla moglie ormai deceduta. È padre solo sulla carta e difatti Beth lo chiamerà sempre Mr. Weathley.

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La foto che ritrae Mr. Shaibel (Bill Camp) e la piccola Beth (Isla Johnston) che rivediamo nell’episodio 7

Questo non vuol dire che la nostra protagonista non abbia avuto una figura paterna di riferimento; mi riferisco a Mr. Shaibel, il custode. Presente solo all’inizio della serie, per lo più nel primissimo episodio, rimarrà una costante fondamentale per Beth. Colui che l’ha introdotta agli scacchi, che è riuscito a trattarla come una bambina senza sminuire il suo genio, colui che le ha permesso di partecipare al suo primo torneo prestandole i 10 dollari per l’iscrizione. Non è un caso che lui, la figura più positiva nella vita della ragazza, muoia proprio alla fine della serie. Di fronte al ritorno di un passato mai sepolto, Beth si trova costretta a prendersi le sue responsabilità, verso sé stessa e verso chiunque l’abbia amata e sostenuta fino a quel momento.

Beth Harmon

La regina degli scacchi

Della giovane Harmon ci sarebbe ancora molto da dire. Nonostante siano solo 7 ore di serie tv, La Regina degli Scacchi ci presenta una complessità spesso impenetrabile. Non conosciamo mai davvero Beth, possiamo solo intuire cosa succede nella sua mente geniale e confusa ad un tempo e l’interpretazione della Joy è strabiliante per come riesca a rendere con il solo sguardo un po’ tutto l’universo della giovane Harmon.

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Beth Harmon (Anya-Taylor Joy)

Ci si potrebbe dilungare sul suo modo di vestire, sul suo rapporto con i ragazzi o con l’amica Jolene; ma per concludere credo che l’aspetto che merita di più di essere messo in evidenza riguarda il suo essere donna in un mondo maschile qual è quello degli scacchi.

E il Gambetto di Regina

Il fatto che una donna riesca a rivaleggiare (e vincere) in un campo quasi strettamente maschile è certamente importante; lo stesso titolo originale inglese, The Queen’s Gambit, usa il nome di un’apertura per sottolineare questo dato di fatto: Beth Harmon è una donna e un genio della scacchiera. Peccato che i giornali che la intervistano sembrano sottolineare solo la sua appartenenza al sesso femminile, invece che il suo innato talento per gli scacchi. Spesso Beth viene incasellata in una categoria: vista solo come donna o solo come genio a scapito dell’una o dell’altra identità. Ma Beth Harmon è tutto questo e molto di più.

In conclusione, La Regina degli Scacchi è una miniserie decisamente ben riuscita. A tratti qualche trovata un po’ meno originale e un po’ più edulcorante c’è (come la comparsa nell’episodio finale di un po’ tutti i suoi amici pronti ad aiutarla per la sua ultima partita), ma niente che intacchi troppo la qualità del prodotto. Il finale non delude e dà un senso di chiusura di un cerchio, dove finalmente Beth Harmon ha trovato un po’ di pace e, non a caso, appare (vestita interamente di bianco) di fronte ad una scacchiera, pronta a giocare con un semplice signore anziano; come se fosse di nuovo con Mr. Shaibel ma finalmente consapevole e in un qualche modo realizzata.

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Beth Harmon (Anya-Taylor Jones) nell’episodio 7

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