The Tangled Web: La rimediazione stilistica nel film “Into the Spider-Verse”

Introduzione

Prima di dedicarci al film centrale di questo articolo, Spider-Man Un nuovo Universo, è doverosa una piccola introduzione. Il genere dei cinecomics è oggi tra quelli che attirano enormi quantità di spettatori, basti pensare al record stabilito da Avengers: Endgame, frutto di un progetto decennale che ha fatto della serialità e della costruzione di un universo espanso il proprio fulcro; questo ha dato la possibilità di estendersi ulteriormente e in diverse direzioni, come vedremo su Disney+.

Un punto molto importante è che i personaggi appartenenti a questo pantheon provengono dal mondo dei fumetti, ma nel passaggio dalla carta alla pellicola (o meglio, digitale), cosa è successo? Analizzando dal punto di vista formale questi cinecomics, o anche quelli targati X-Men, si potrà notare che ad essere trasferiti sono stati essenzialmente i personaggi con le loro storie: strumenti come balloon, didascalie, linee cinetiche, onomatopee sono rimaste nel reame del fumetto, almeno per quanto riguarda queste saghe.

Hugh Jackman nei panni di Wolverine

Quanto detto non vale per ogni opera tratta da fumetti: basti pensare alla storica serie di Batman degli anni ’60. Più recentemente possiamo menzionare titoli come Hulk nella versione di Ang Lee (2003), o ancora 300 di Zack Snyder (2009), Scott Pilgrim vs the World di Edgar Wright (2010). I film appena citati, infatti, compiono una scelta stilistica precisa, implementando al proprio interno le caratteristiche formali del medium di partenza, con risultati più o meno efficaci. Utilizzando il termine coniato da Drew Morton, si tratta di “Rimediazione stilistica” (espansione del termine “Rimediazione”, creato dagli studiosi Bolter e Grusin).

“La rimediazione stilistica può essere generalmente definita come la rappresentazione in un medium di caratteristiche formali e stilistiche comunemente attribuite ad un altro medium”

Drew Morton, Panel to the Screen. Citazione che apre il videosaggio

Questione di stile: come Spider-Man Into the Spider-Verse sfrutta la rimediazione stilistica

Questa breve introduzione serviva a dare un contesto all’opera che analizzo nel mio video essay, la pellicola d’animazione Spider-Man: Into the Spider-Verse (da noi Un nuovo universo) del 2018, diretta da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, e prodotta da Sony. L’Uomo Ragno è tra i personaggi più amati della Marvel, e anche tra i più inflazionati, con ben tre reboot live action all’attivo; l’ultimo in ordine di tempo è parte del mastodontico Marvel Cinematic Universe, e interpretato da Tom Holland.Nelle intenzioni dei produttori il film d’animazione, è nato con l’intento di dare al pubblico l’illusione di assistere ad un fumetto animato durante la visione. La trama trae ispirazione da una saga a fumetti (Spider-Verse) e da un videogioco (Spider-Man Dimensions).

Miles Morales, protagonista del film. Into the Spider-Verse è la sua origin story.

Questo risultato è stato ricercato attraverso un misto di animazione 2D e 3D, e l’utilizzo di moltissime tecniche “rimediate” dal fumetto, e adattate ovviamente al tipo di esperienza propria del cinema. Pensiamo all’impossibilità di controllare il tempo di fruizione del racconto, che permette invece ai lettori di soffermarsi a piacimento su una tavola o balloon. Potete vedere l’essay su Youtube a questo link, oppure direttamente qui di seguito. Più sotto, il testo guiderà nella visione, con alcune note. Come avrete capito, il saggio contiene spoiler, dunque per chi non avesse visto il film, consiglio prima di recuperarlo (per poi tornare qui, non scappiamo). Buona visione!

La rimediazione stilistica in “Spider-Man Into the Spiderverse” – videosaggio

Panels & Multiframes

Ho suddiviso l’essay in più parti, in cui analizzo diversi esempi. La prima sezione è dedicata al multi-frame, con una sequenza (0.22-0.44) in cui il quadro diviene una pagina di fumetto attraverso cui si viene trasportati. Come ulteriore esempio, una delle scene più importanti, la “nascita” ufficiale di Miles Morales come eroe (0.45) viene frammentata per dare ulteriore enfasi all’azione, utilizzando uno split screen che si sovrappone ai frame precedenti; successivamente, l’inquadratura ritorna all’unità col primissimo piano del ragazzo che irrompe.

Lo split screen viene utilizzato anche per presentare assieme i numerosi personaggi provenienti da vari universi (1.02, occasione in cui ho aggiunto alla scena l’ultimo riquadro a destra, rappresentante il morso che dona i poteri a Gwen Stacy, mostrato in un’altra parte del film), ognuno caratterizzato da un proprio stile grafico.

Sounds

La sezione successiva, relativa ai suoni, mostra gli effetti sonori associati ai movimenti, e le onomatopee (come la celebre “SNIKT!”, diretto omaggio al suono associato agli artigli di Wolverine, degli X-Men). Durante l’essay, in alcune occasioni ho volutamente fermato l’immagine per permettere di apprezzare certi particolari, come la scritta “APPLESAUCE” (uno slang degli anni ’30 per schernire un avversario) che appare dietro a Spider-Man Noir (1.31); ancora, ho trovato particolarmente interessante il frame in cui il quadro diviene una vignetta ispirata allo stile manga, mentre Peni Parker combatte furiosamente (1.49).

Action Lines, Balloon & Captions

L’ultima serie di esempi attinge al linguaggio essenziale dei fumetti, e riguarda l’inserimento di balloon e didascalie per indicare i riferimenti temporali, o mostrare i pensieri di un personaggio. Infine, ho voluto concludere il video-saggio riunendo tramite il montaggio i momenti in cui le origin stories dei personaggi sono mostrate in forma di albi, con in cima quello dedicato a Miles Morales, protagonista della pellicola.

Con un seguito già annunciato, la mia personale speranza è che il successo commerciale e di pubblico di Into the Spider-Verse possa tradursi in una maggiore fiducia nelle possibilità della rimediazione stilistica, dando vita a nuove pellicole che possano servirsene con efficacia nelle modalità più fantasiose e sorprendenti.

Bibliografia utilizzata

DREW MORTON, Panel to the Screen: Style, American Film, and Comic Books During the Blockbuster Era, University Press of Mississippi, 2016

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Per un essay che approfondisca la struttura e le scelte narrative di Spider-Man Un nuovo universo, vi straconsiglio questo saggio (link) di Film Crit Hulk!

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