Snowpiercer: il commento sul sesto episodio

Continuano i nostri commenti settimanali su Snowpiercer, di cui è da poco uscito il sesto episodio. Se avete perso gli approfondimenti precedenti, qui li trovate tutti! ATTENZIONE: questo articolo contiene spoiler sui primi sei episodi.

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I lati deboli

Il titolo originale di questo episodio, Trouble Comes Sideaways, ci aveva fatto chiedere quali fossero i lati deboli della vita sullo Snowpiercer. La traduzione italiana ci dà una sorta di risposta: i guai arrivano da dove meno te l’aspetti.

Sempre più guai sullo Snowpiercer

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Sembra che il riferimento ai lati non sia casuale. Anzi, ha uno sviluppo sia metaforico che concreto. Partiamo da quello più evidente: una carrozza dello Snowpiercer ha un grave guasto all’impianto, che mette in serio pericolo la vita di tutti i passeggeri. I danni del guasto sono visibili proprio lateralmente perché le carrozze iniziano a inclinarsi e in sua prossimità esce un denso fumo nero. Quando Melanie, rischiando la sua stessa vita, riesce a riparalo, le carrozze tornano in asse e il problema scompare. Passando al significato metaforico, il lato debole è Ruth. La collega più stretta di Melanie sospetta qualcosa – probabilmente neanche lei sa bene cosa. In questo episodio, dice chiaramente che secondo lei il Signor Wilford abbia sbagliato ad assecondare la terza carrozza e che pensa si sia indebolito. Ruth è visibilmente sempre più agitata, ma Melanie le ricorda “calma l’ospitalità e calmo il treno“. Senza contare, poi, il minacciato sciopero dei lavoratori della terza carrozza.

Layton torna in azione

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Se la quinta puntata ha dimostrato di reggere bene la narrazione nonostante la mancanza del co-protagonista, la sesta ha di nuovo bisogno di lui per andare avanti. Peccato, sarebbe stato interessante mantenere l’azione altrove, dando spazio ad altri personaggi; ma lo Snowpiercer per continuare a viaggiare ha bisogno di manutenzione e… di Layton, a quanto pare. Il coma da cassetto lascia terribili postumi e, nel suo caso, si tratta di ansia e violenza. Il suo unico obiettivo, per ora, è smascherare Melanie a tempo debito. Con passaggi non mostrati ma solo raccontati da personaggi secondari (questo perché la sceneggiatura è e rimarrà piatta, ma ormai lo abbiamo capito), Layton e Josie vengono aiutati da una dottoressa, che svela dettagli sugli esperimenti nei cassetti. In un impeto rabbioso, Layton si stacca la flebo, ruba un bisturi e corre a cercare Melanie per ucciderla. Personalmente ho trovato queste scene prive di pathos o tensione, anzi leggermente cringe per il personaggio di Layton.

A un passo dall’estinzione

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Sebbene fosse prevedibile che Melanie riparasse il guasto in tempo, queste scene hanno un carico empatico maggiore.

Il discorso di Ruth all’altoparlante è toccante: temendo di morire, ognuno cerca o pensa una persona a cui tiene.

I Fondai riescono a proiettare le immagini del paesaggio esterno su un telo bianco in una sorta di proto-cinema per tutta la carrozza. Lo stupore nel vedere un paesaggio dopo 7 anni colpisce tutti, in particolare i bambini.

Momenti wtf…?

Devo dire che in questo episodio non ci sono momenti particolarmente assurdi che mi abbiano colpito, quanto piuttosto una serie di cliché. Layton che temporeggia prima di uccidere Melanie e per questo motivo perde la sua occasione e Melanie che salva l’intero treno un secondo prima della fine sono i più evidenti.

Poi, personalmente, se fossi stata in Josie e Layton, prima di godermi una notte romantica in una camera della seconda carrozza mi sarei fatta una doccia – o almeno lavata i denti, dato che Layton dice di aver vomitato tutta la notte. Ma va beh, facciamo finta che l’abbiano fatto in uno dei buchi di trama.

Snowpiercer: prossima fermata…

Il titolo del prossimo episodio sarà The Universe is Indifferent: a cosa si riferirà? Cosa vorrà Melanie dal piccolo Miles (a parte usarlo come motivo per non essere uccisa da Layton)? Non ci resta che aspettare qualche giorno per scoprirlo!

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