Follower, il caso è tuo!

Detective Magnifier è una serie noir animata in stop motion interattiva, creata da un gruppo di giovani studenti di Cinema dell’Università IULM e distribuita digitalmente tramite Instagram (qui il profilo), a cadenza quasi giornaliera, tra aprile e maggio 2020. Il caso si svolge su un set cinematografico, e coinvolge la troupe di un film: la vittima è Lucio De Filato, famoso attore. Il compito di Detective Magnifier è andare al di là della coltre di segreti e menzogne per raggiungere la verità, e assicurare alla giustizia chi si è macchiato del crimine!

Il mistero della morte di Lucio ha tenuto col fiato sospeso i follower per settimane, e la protagonista ha richiesto direttamente l’aiuto dei fan per decidere sul da farsi, interagendo tramite le Instagram Stories. In ultimo, a spettatori e spettatrici, detective in erba, è stato richiesto di indicare il/la colpevole, basandosi sugli indizi svelati!

Visitando il profilo, e partendo dal primo post, è possibile seguire gli inizi della storia, e successivamente le informazioni sul caso, quali foto dal set, informazioni preziose sui sospettati e sulla vittima. Ogni “episodio” è preceduto da un post che ne rivela i titolo, e seguito da un post contenente gli appunti principali di Elenoire Magnifier.

Abbiamo intervistato il team dietro la serie, per offrirvi uno sguardo alle diverse fasi creative e scoprire un po’ di curiosità ad essa legate! Il contenuto non presenta nessuno spoiler, quindi è adatto sia a chi già conosce l’opera, che a eventuali nuovi fan, o persone curiose di scoprirla!

Non potendo raggiungere di persona Attilio, Fabrizio e Francesca, abbiamo optato per un video diverso, e ringraziamo il team di Detective Magnifier per la disponibilità nel registrare a distanza le risposte con la propria attrezzatura! Di seguito, la video intervista, e più sotto l’articolo completo. Ringraziamo Emanuele F.D’Andrea per il montaggio del video. Buona visione, e lettura!

Comincia il terzo grado!

Da cosa nasce l’idea? Quali opere vi hanno dato ispirazione?

Mi sono svegliato una notte con l’idea e probabilmente il mio passato ludico e da appassionato di gialli ha portato alla nascita di qualcosa che potesse essere innovativo, e divertirmi e divertirci nel farlo.

Per creare Detective Magnifier abbiamo preso come ispirazione e riferimento tutta quella tradizione cinematografica e letteraria del giallo, dell’hard boiled per le atmosfere. Madame nasce da quella stirpe di detective televisivi che hanno un’ingenuità simulata, ma in realtà si dimostrano furbi, come il Tenente Colombo o Miss Marple. Riguardo la parte interattiva abbiamo preso a riferimento alcuni videogame, come ad esempio quello in cui appare la Detective Mackenzie (Touch Detective/Mystery Detective su Nintendo DS, ndr)

Quale era il flusso di lavoro con la tecnica stop motion? Come vi siete suddivisi il lavoro essendo costretti in quarantena?

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A parte Fabrizio che lavorava in remoto e si occupava della parte di scrittura, testi e post, io e Attilio ci siamo divisi le cose in modo naturale. Lui non è la persona più manuale del mondo, appena toccava un filo cotto di alluminio lo spezzava, io mi so o occupata di tutta la parte di costruzione, dalla scenografia ai personaggi. Ogni tanto lui cercava di aiutarmi. Si è occupato lui del gatto, dobbiamo riconoscergli che il gatto l’ha voluto costruire lui, non mi prendo meriti. Invece lui, santo uomo, si è occupato dell’animazione, aspetto che io… ecco, diciamo che non sono la persona più paziente del mondo.

Il flusso di lavoro è stato quello di due persone che non avevano mai avuto a che vedere con la stop motion e che hanno imparato facendo. E’ stato in discesa, i primi video molto tosti, quelli un po’ più rapidi. E’ stato un mese abbastanza impegnativo.

Detective Magnifier Backstage
Detective Magnifier in azione!

“Fine prima stagione”, leggiamo nella conclusione… ci sarà un sequel?

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Innanzitutto, io vorrei parlare con chi ha deciso che a questa domanda avrei dovuto rispondere io? Chi se non la genovese del gruppo? Allora, nella nostra testa c’è l’idea di creare un sequel, anche se è nato tutto dalla disponibilità di tempo durante la quarantena. Da buona genovese, vi dico che, se non ci sono i soldi… ciccia.

Creare un racconto interattivo era un’idea sin dalle prime fasi, o è subentrata dopo? Come è stata la reazione dei vostri follower alle varie scelte?

In realtà l’interattività è nata sin dall’inizio, con la storia è nata l’intenzione di renderla interattiva. La scelta del social, Instagram, è stata dovuta a questo, alla semplicità dell’interazione che ci permetteva.

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Non ce lo aspettavamo, abbiamo avuto un riscontro molto positivo. Nel gruppo, Fabrizio non capisce niente di social, Attilio ogni giorno scopriva una nuova funzione di Instagram, io dovevo cercare di mantenere la tranquillità nel team. Credo che tutte le scelte siano state giuste, e i follower hanno reagito molto positivamente. Anzi, in molti ogni giorno spammavano il profilo e lo ricondividevano nelle loro Storie. Inoltre, quando abbiamo condiviso i template da riempire con la propria opinione sul caso, ci sono arrivate foto e backstage di gente che passava i pranzi a studiarsi i taccuini, leggere gli indizi, quindi è stato un riscontro molto positivo dai fan!

Detective Magnifier Backstage
Fotografie varie dal backstage, provenienti dal profilo Instagram di Detective Magnifier. (Credits @detectivemagnifier)

Qual è il personaggio che è stato più complesso creare/animare? 

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Partiamo dal presupposto che è stato complesso creare ogni personaggio, perché io non lo avevo mai fatto. Creare omini partendo da filo cotto, spugna, imbottiture, tutta la parte di plastilina, non è stato semplice, ho avuto dei momenti di crollo. Se dovessi dire quello che è stato più complicato, si tratta di Madame: è stato il personaggio che ha avuto più evoluzioni nel corso del tempo. E’ partita in maniera completamente diversa rispetto al design definitivo, quindi è quella che più volte ho dovuto fare e disfare in loop per giorni.

Il personaggio più difficile da creare in scrittura è stato Asia, la costumista, perché era molto loquace per come era stato concepita. Restare in un minuto, far emergere la caratteristica del personaggio e conciliarla con le informazioni utili per far risolvere il caso allo spettatore ha richiesto diversi lavori di taglio e correzione. Ci sono volute 2-3 riscritture per arrivare alla forma definitiva che vedete nell’episodio.

Asia Distoffa perché una persona così loquace che si muove in maniera così repentina non è facile da rendere in animazione, dove tutto è molto lento, quindi non ti rendi effettivamente conto del numero di movimenti che stai facendo. Infatti abbiamo dovuto girare due volte l’episodio perché la prima aveva dei movimenti molto innaturali, l’avevamo fatta muovere mentre parlava.

Dopo la quarantena pensate di portare avanti altri progetti in stop motion assieme?

Per il momento non abbiamo pianificato altri progetti di animazione a breve termine, ma è stata una bella esperienza, divertente, e se si ripresenterà l’occasione di fare un lavoro di animazione tutti insieme, probabilmente lo rifaremo.

Detective Magnifier Backstage
Dal soggetto allo storyboard! (Credits @detectivemagnifier )

Un ricordo che vi ha particolarmente colpito di quest’esperienza?

Sicuramente le prime risposte della gente che ci ha seguito e della gente che ci scriveva per complimentarsi per quel che stavamo facendo. E’ stato molto bello vedere come un processo come la stop motion renda bene in video. Quindi, imparare qualcosa di nuovo, e senza ombra di dubbio le risposte di chi ci seguiva e ci faceva i complimenti durante il percorso.

Una cosa che mi ha colpito molto è ovviamente il periodo in cui abbiamo realizzato il progetto, nel pieno del lockdown ed emergenza Coronavirus. Nel mondo c’erano sempre brutte notizie e questo progetto ci ha permesso di tenerci impegnati con la testa, e avere un mondo animato come rifugio per almeno qualche oretta tutto il giorno. Magari sarà anche per merito di questo progetto che non lo ricorderò come un momento totalmente negativo.

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Un ricordo che ho sicuramente è Fabrizio che sclera quando scrivo sul gruppo “Ragazzi descrizione post” (di Instagram, ndr). Di pratico è stato sicuramente vedere mio padre, in casa qui con noi, essere molto partecipativo, anche nella ricerca dei materiali, è stato bello il suo coinvolgimento, assieme a quello di mia madre, che ci ha aiutato con i costumi. E’ stato bello, un momento di condivisione.

Con quale dei variegati personaggi di Detective Magnifier uscireste a cena? (vale anche il gatto)

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E’ difficile rispondere, forse, ma non sono sicura, Madame. Caratterialmente siamo molto affini, anche con Sonya. Forse a braccetto con Sonya e Madame, due vale, dai, farei il trio dell’Ave Maria.

Credo che (ci pensa un po’). Per forza di cose uscirei a cena con Madame, (la seguente parte è con la voce di Gateau) perché Gateau è un gatto molto viziato, e ama farsi portare nei migliori ristoranti della città!

Domanda difficile, probabilmente Olimpia Campolungo (la regista nella serie, ndr) perché ha un carattere che mi intriga. Sembra debole, ma poi sotto sotto… interessante, è un personaggio interessante.

Sonya Scatto e Olimpia Campolungo in scena in un episodio della serie.

Se fossimo sul set di Detective Magnifier, chi di voi tre sarebbe la vittima, chi Elenoire e chi il gatto? 

Senza dubbio nessuno toglie il ruolo di Gateau a Fabrizio. Francesca sarebbe Elenoire e io la vittima.

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Leggo che in fondo c’è una domanda extra dedicata a Fabrizio, in quanto Gateau. Io, Sonya Scatto, farò assolutamente finta di non essermi offesa, vabbé. Secondo me io sarei assolutamente Elenoire, perché sono la rompipalle di turno che deve investigare, scoprire la verità, Fabrizio sarebbe la vittima, perché questo mese è stato lo stress assoluto, non sarebbe neanche un omicidio, ad un certo punto direbbe “Ciao” a tutti. Attilio sarebbe il gatto, sì.

Beh, direi, ça va sans dire, sarei Gateau. Francesca che prende sempre l’iniziativa ed è molto risoluta potrebbe essere Madame, la Detective… il che lascia Atti nei panni della vittima (ridendo).

Il caso è chiuso? Non ancora! I saluti finali di Gateau!

Fabrizio, ci saluti lettori e lettrici di Cinewriting come farebbe Gateau? 

Ringraziamo il team di Detective Magnifier per averci gentilmente dedicato il loro tempo e averci concesso quest’intervista, ed Emanuele F.D’Andrea per la realizzazione del video! Speriamo che questo contenuto sia stato di vostro gradimento. Se non conoscevate la serie e intendete guardarla, vi invitiamo nuovamente a seguire su Instagram @DetectiveMagnifier !

Infine, un saluto da Lucia e Marcello, autori di questo articolo a quattro mani: vi invitiamo a seguire Cinewriting anche sui social (Facebook, Instagram, Twitter)!

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