Le creature mitologiche ne Le terrificanti avventure di Sabrina

Tutti noi conosciamo, chi più e chi meno, le avventure di Sabrina Spellman: una simpatica giovane strega, per metà umana. Che siate stati tra i primi amatori a leggerne i fumetti negli anni Settanta, tra i bambini che seguivano il cartone in televisione o tra quanti guardavano, invece, la serie tv Sabrina, vita da strega in realtà poco importa. Di certo vi ricorderete i vari pasticci che Sabrina doveva affrontare di volta in volta, alle prese con la magia e le scuole di stregoneria, nel suo apprendistato per diventare una vera strega. Bene, tutto questo lo ritroviamo anche nell’ultima versione del racconto sul nostro amato personaggio: Le terrificanti avventure di Sabrina.

Le terrificanti avventure di Sabina
Sabrina Spellman ne Le terrificanti avventure di Sabrina

Le terrificanti avventure di Sabrina condivide infatti, in parte, la linea dei precedenti adattamenti sul personaggio- ovvero i guai che doveva affrontare la nostra giovane protagonista, insieme alle zie Hilda e Zelda. Con un’unica, però, importante differenza:  la vena tendenzialmente horror della narrazione. Nonostante riproponga, ancora una volta, le caratteristiche del teen-drama, raccontandoci anche le amicizie e i primi amori della streghetta, Le terrificanti avventure di Sabrina indaga molto più a fondo, rispetto alle altre versioni, la dimensione dell’occulto, che caratterizza le varie vicissitudini. E se in Sabrina, vita da strega o nel cartone animato la storia manteneva sempre, comunque, un andamento ironico e leggero – parlando di questo fantomatico mondo magico con simpatia – nella realizzazione Netflix non è così. Il mondo delle streghe qui è una dimensione chiaramente volta all’idolatria di Satana, della magia oscura e degli Inferi. Non proprio come ce lo ricordavamo, no?

Le terrificanti avventure di Sabrina: qualche informazione sulla serie

Le terrificanti avventure di Sabrina è una serie tv di origine statunitense, a metà via tra il teen-drama e il racconto horror sul mondo del paranormale. Pubblicata su Netflix, nasce dalla collaborazione con la Warner Bros. Television, che cura anche la produzione di Riverdale, serie ambientata nel medesimo universo. La prima stagione esce nel 2018, seguita poi da altri due capitoli. È stata riconfermata per una quarta parte.

La storia

Le terrificanti avventure di Sabrina inizia con il compimento dei sedici anni della nostra protagonista, per metà strega e per metà umana. Questa data, nel mondo della magia, coincide con il battesimo Oscuro: il momento in cui la giovane dovrà consacrare per sempre la propria anima al Signore Oscuro, dedicandosi poi allo studio delle arti occulte. Ma Sabrina non è pronta a lasciare la sua vita mortale, così come i suoi amici. A fatica, riesce quindi a stingere un patto con gli stregoni, che le permetterà di studiare la magia, continuando però anche a vivere come una normale adolescente.

Le terrificanti avventure di Sabina
Kiernan Shipka è Sabrina nella serie Le terrificanti avventure di Sabrina

Così, nell’incedere del racconto, seguiamo la ragazza tra le sue due vite, scoprendo pian piano anche la natura stessa del mondo magico: fatto di arcani rituali, figure mitologiche e inquietanti profezie. Nella seconda e nella terza stagione Sabrina indagherà sempre più a fondo le realtà riguardanti il Signore Oscuro e gli Inferi, un luogo in cui si dovrà recare per salvare una personata amata.

Tra mitologia e folklore: tutte le misteriose creature de Le terrificanti avventure di Sabrina

Sicuramente, una parte del successo della serie, è data dalla brillante costruzione del mondo occulto a cui deve avvicinarsi la nostra protagonista. Questo è infatti popolato da figure appartenenti alla tradizione religiosa, folkloristica o mitologica che, nell’adattamento Netflix, vengono tuttavia presentate in mondo originale. Conosciamo così Apophis, dio egizio della discordia, che nelle avventure di Sabrina diventa invece una larva malefica; Lilith, la prima moglie di Adamo, trasformata nella concubina di Satana; Caliban, deforme personaggio shakespeariano, che magicamente incontriamo sotto forma di un aitante principe degli Inferi.

Personaggi che mescolano nel racconto diverse tradizioni culturali, rendendo ancora più curiose le vicissitudini della nostra giovane strega. Che, grazie ai suoi guai, ci trasporta in un mondo incantato, terrificante e, così, estremamente interessante.

Lilith: la madre dei demoni

Il primo personaggio mitologico che incontriamo è Lilith, secondo la più antica tradizione ebraica la prima moglie di Adamo, antecedente a Eva. Secondo alcuni passaggi della Genesi, Lilith venne creata insieme ad Adamo dalla terra, godendo quindi di pari diritti. Ma quando quest’ultimo volle giacere su di lei, in segno di superiorità, la donna si ribellò, fuggendo via. Fu allora che la tradizione maschilista dell’epoca la catalogò come una creatura diabolica. Successivamente venne associata alla figura di Satana, rendendola portatrice di tempesta e madre dei demoni. Con il Romanticismo divenne, invece, il simbolo dell’emancipazione femminile, l’emblema della donna che non si assoggetta al maschile.

Ne Le terrificanti avventure di Sabrina, Lilith si manifesta come compagna di Satana e, successivamente, rivendicatrice del trono degli Inferi. Assume l’aspetto della professoressa Wardwell della Baxter High, di cui si impossessa nel primo episodio.

Batibat: demone del sonno

Poco tempo tempo dopo Sabrina si trova ad affrontare una terribile creatura, imprigionata anni prima da suo padre in una Configurazione magica. Batibat: una donna dall’aspetto grottesco e deforme, capace di far sprofondare in un sonno profondo, costellato dei peggiori incubi. Questa creatura deve la sua origine al folklore filippino, in particolare alla cultura Tagalog.

La tradizione di questi popoli parlava infatti di un demone del sonno, chiamato Bangungot o Batibat. Questa figura prendeva le sembianze di una donna gigantesca, che si credeva vivesse negli alberi. Quando questi venivano tagliati, per creare case o letti, si vendicava allora sedendosi sul petto dei dormienti, portandoli alla morte per soffocamento.

Apophis: dio del caos

Qualche giorno dopo l’incontro con Batibat, una nuova minaccia cala sulla nostra protagonista. Lo zio di una sua amica mortale, Susie, sembra stranamente posseduto. Attraverso un esorcismo, compiuto dalla stessa Sabrina, si capirà poi che l’entità maligna che si era impossessata del suo corpo è Apophis, nella serie tv una gigantesca larva parassitaria.

Ma in realtà, questa figura, secondo la tradizione egizia non era un demone, bensì un dio. Apophis, o Apopi, era la divinità del caos e delle tenebre, contrapposta al dio-sole Ra, con cui viveva in eterno conflitto. Apophis veniva rappresentato, talvolta, come un gigantesco serpente, da cui, forse, prende forma la larva che incontriamo invece ne Le terrificanti avventure di Sabrina.

I re degli Inferi

Nella seconda stagione, e successivamente anche nella terza, Sabrina si trova in disaccordo con tre importanti demoni, definiti i re degli Inferi: Belzebù, Asmodeo e Purson. Tutti e tre hanno un aspetto grottesco, con piccole corna che gli crescono sulla testa, quasi a ricordare una corona di carne.

Le terrificanti avventure di Sabina
I re degli Inferi ne Le terrificanti avventure di Sabrina

I primi due personaggi appartengono alla demonologia cristiana ed ebraica. Belzebù (chiamato “il signore delle mosche”, dalla traduzione del suo nome che significa letteralmente “Dio di ciò che vola”) secondo alcuni sarebbe stato il fratello di Satana stesso. Per altri, invece, un principe dei demoni, secondo la definizione datagli nella versione greca dei vangeli. Asmodeo è presentato nel Libro di Tobia come il demone che causa la discordia coniugale, sconfitto poi dall’Arcangelo Raffaele. Tuttavia, la sua figura, compare anche nella precedente mitologia babilonese e nella tradizione iranica. Il nome Asmodeo deriverebbe, infatti, proprio dalla contrazione del nome iranico Aeshma Daeva (letteralmente “Dio del furore”), demone che nel Parsismo rappresentava l’ira e la cupidigia.

Gli dei pagani

Nella terza stagione di Le terrificanti avventure di Sabrina, le streghe (che come ricordiamo sono volte all’idolatria satanica) si apprestano a combattere con alcuni loro nemici naturali (i seguaci degli dei pagani). Tra questi incontriamo una serie di personaggi che ricalcano pienamente la mitologia greca.

Le terrificanti avventure di Sabina
L’aspetto umano di Pan in Le terrificanti avventure di Sabrina

Circe è una strega pagana in grado di trasformare gli uomini in animali, proprio come la dea cantata da Omero nell’Odissea. Nagaina, invece, sembra richiamare, in parte, la figura di Medusa (la gorgone decapitata da Perseo). Dalle movenze e caratteristiche simili a quelle di un serpente, è in grado di pietrificare con lo sguardo. Infine, a capo di questa setta, troviamo il fauno Pan: satiro della mitologia greca e romana. Secondo le leggende Pan era un dio legato alla natura, cresciuto con Zeus ed educatore dei suoi figli. Il suo nome deriva dal sostantivo panico, per via delle sue terribili urla, che scatenavano il terrore. La tradizione cristiana associò poi la sua figura a quella di Satana stesso, raffigurato con le medesime corna e zampe caprine. Ne Le terrificanti avventure di Sabrina, Pan suona un flauto magico (il flauto di Pan) che conduce chi lo ascolta alla pazzia.

Robin il goblin

Ma, tra le file dei pagani, incontriamo anche creature appartenenti al folklore fantastico, come Robin: un goblin. Dall’aspetto umano, ad eccezione per la forma delle orecchie, vagamente elfiche, il ragazzo afferma come unica abilità paranormale la velocità nella corsa. Secondo le prime tradizioni popolari i goblin erano, invece, piccole creature, robuste e maligne, che stupravano le donne e, nella notte, sostituivano i loro bambini con i propri.

Dalla letteratura shakespeariana

Infine, uno dei protagonisti della terza stagione è Caliban, l’adone di turno che si rivela essere un principe degli Inferi. A metà tra uno spasimante di Sabrina e un suo possibile avversario, Caliban è descritto come un essere nato dall’argilla. Ahimè, ben diverso dalla figura a cui si ispira: il deforme omuncolo narrato da Shakespeare nella commedia La tempesta. Qui infatti appare come una creatura privata di forma umana, figlio di una strega e un diavolo. Non proprio il ragazzotto che ci ritroviamo in Sabrina.

P.s. una chicca in più: i fake Inferi danteschi

Negli ultimi episodi fino ad adora pubblicati di Sabrina, la nostra protagonista si cala negli Inferi, che, da una prima allusione (in cui si parla di gironi e del tentativo di fare della Terra il decimo cerchio) sembrano richiamare la struttura dantesca. Ma purtroppo, in realtà, questi hanno davvero ben poco a che fare con la suddivisione presente nella Commedia. I casi più eclatanti sono: la presenza di una capitale denominata Pandemonium, una sorta di strano boscaiolo assassino che ricorda un po’ troppo l’uomo di latta del mago di Oz e la punizione di Giuda nel nono cerchio.

Chiunque abbia letto almeno una volta l’opera di Dante, ricorderà, infatti, che l’ultima zona dell’Inferno, quella destinata ai peccati più gravi (il tradimento di fratelli, città, ospiti e benefattori) è costituita da un lago, il Cocito, ghiacciatosi a causa del vento provocato dalle ali di Lucifero – che è conficcato a testa in giù al centro della terra (vertice dell’imbuto rovesciato che si è creato al momento della sua caduta dal cielo, in cui la terra si è ritratta per l’orrore). Bene, in Sabrina Giuda è solamente infilato in una roccia, vicino a un lieve fuocherello infernale. Una punizione molto più blanda di quella dantesca. Forse era meglio non richiamare il paragone con gli Inferi danteschi, se poi questi in realtà non coincidono praticamente in nulla.

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