La verità è pericolosa

Helena, una giovane detective di Bogotá, viene inviata dalla capitale per indagare su quattro femminicidi avvenuti nella foresta amazzonica al confine tra Colombia e Brasile, lungo il Rio delle Amazzoni. Ad aiutarla nel difficile compito di entrare in contatto con gli indigeni che abitano la giungla c’è Reynaldo, un detective della zona.

I rischi maggiori che si troverà ad affrontare Helena all’inizio delle sue indagini riguardano soprattutto la corruzione: qualcuno, che all’ombra della giungla sta portando avanti i suoi loschi commerci, non vuole che si indaghi oltre. Veniamo così a sapere che nella foresta abitano, oltre agli indigeni, centinaia di cacciatori, boscaioli, militari, trafficanti, che convivono in un equilibrio precario. E nessuno di loro vuole che si sappia cosa stanno facendo.

Frontiera Verde
Helena e Reynaldo

Ecco perché le indagini di Helena prendono una piega molto pericolosa quando decide di andare a fondo nonostante le minacce; offrendo allo spettatore uno spaccato dei problemi sociali di questa regione. Ma non solo: ad abitare la foresta di Frontera Verde è un nemico spaventoso e assetato di potere, pronto a tutto per raggiungere il suo scopo.

Frontiera Verde

Accetta il tuo passato

Le incredibili scoperte che farà Helena nel tentativo di risolvere il caso riguardano proprio sé stessa, la sua infanzia e un segreto intriso di magia da custodire per il bene dell’umanità. Gli indigeni cercano di aiutare la detective a risolvere il caso ma, per farlo, lei dovrà riconciliarsi col suo passato.

La trama si sviluppa su due piani temporali. Il primo vede Helena come protagonista nel presente e l’altro si situa prima della sua nascita: ci vengono presentati i suoi genitori e l’enigma delle loro sorti. Il mistero si infittisce quando compare il personaggio di Ushe, custode di un segreto potentissimo. In una serie di flashback che a volte sono i ricordi della stessa Helena, portati alla luce dal contatto con la giungla, veniamo a conoscenza del suo trauma passato. Nelle visioni sciamaniche, invece, si mostra il futuro di devastazione che attende la foresta se il nemico non viene annientato. 

Frontiera Verde
Yua e Ushe
Frontiera Verde

La potenza della giungla

Tra le caratteristiche di questa serie colombiana prodotta da Netflix c’è l’autenticità. E infatti, le lingue indigene non vengono tradotte. Gli indigeni di Frontiera Verde (che sono veri indigeni) parlano con una lingua antica quanto la giungla. Ai suoni della foresta viene data l’importanza di una voce: sono riportati con attenzione, grazie a un eccezionale lavoro di sound design. A loro viene lasciato lo spazio per comunicare la tensione, la magia, la fascinazione che stanno provando i personaggi immersi nella giungla. Tutta la serie è un mescolarsi di etnie, tribù e lingue: si intrecciano tra loro lo spagnolo, il portoghese e le lingue huitoto.

Frontiera Verde

In questo risiede la preziosità di Frontiera Verde: è una fiction, ma è anche un documento, un quadro spettacolare di suoni, colori, voci, dialetti, accenti che animano la foresta amazzonica. La giungla è protagonista di Frontera Verde tanto quanto gli attori: la regia e la fotografia riescono a esaltare la potenza vitale di un ecosistema così a rischio, che parla ai personaggi di Frontera Verde con la sua lingua segreta e antica. Si dà quindi spazio alla foresta di imporsi nella storia e alle leggende locali di mostrarsi al pubblico, mescolandosi al tessuto narrativo della miniserie. 

“Questa è una grande opportunità per espandere la copertura delle nostre storie locali e condividerle con il pubblico globale. Netflix è una piattaforma straordinaria con cui siamo entusiasti di poter collaborare. Penso che la nuova serie tv sia un grande primo passo in questa direzione”.

Ha dichiarato Ciro Guerra, uno dei registi.

Un lavoro di squadra

Frontiera Verde
Il regista alle prese con la direzione degli attori

Frontiera Verde, composta da 8 episodi, è diretta da Laura Mora Ortega, Ciro Guerra e Jacques Toulemonde Vidal. Ciro Guerra è il regista, tra gli altri, di Embrace of the Serpent (2015) e Waiting for the Barbarians (2019), in concorso al 76° Festival di Venezia; i produttori della miniserie sono Dynamo e Diego Ramirez, gli stessi di El Chapo e Narcos. Numerose sono le difficoltà che la troupe ha incontrato girando nella foresta: all’ultimo episodio segue un interessante speciale in cui registi ed attori raccontano come le condizioni ambientali della giungla abbiano modellato questa miniserie nella sua essenza.

Da non perdere

Nonostante ad alcune puntate di Frontiera Verde manchi un po’ di spinta narrativa e il vero antagonista risulti a tratti un po’ improbabile, il risultato è una storia interessante e visivamente straordinaria. L’intreccio tra crime, magia e leggende della foresta declinato nella forma della miniserie è appassionante e funziona. La protagonista, interpretata da una brava Juana Del Rio, è forte e determinata ma anche molto in difficoltà e per questo cara allo spettatore. 

Il trailer è sottotitolato in inglese ma su Netflix sono disponibili anche i sottotitoli in italiano

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