La pervasività della cultura e delle logiche manipolatorie del marketing contemporaneo spingono sempre di più verso una spettacolarizzazione di qualsiasi cosa, giocando spesso con le nostre povere e indifese emozioni. Esempio lampante sono i trailer. Nonostante questa consapevolezza, non smettiamo di vederli, sperando nel lungo termine che il prodotto finale trovi riscontro con le nostre aspettative.
Benedetti (e maledetti) trailer. 
Perché allora continuiamo a vederli, pur conoscendone le intenzioni poco oneste?
Per vedere la prima classifica dei 5 trailer ingannevoli potete cliccare qui.  

5. The War – Il Pianeta delle Scimmie (2017), di Matt Reeves

Inauguriamo questa classifica di trailer ingannevoli con il capitolo finale della Trilogia reboot de Il pianeta delle scimmie. 
L’intento di Matt Reeves è stato quello di declinare il conflitto uomo-scimmia attingendo dagli orrori umani che hanno connotato la storia contemporanea. Lo stesso colonnello J. Wesley McCullough, interpretato dal grandissimo Woody Harrelson, richiama figure totalitarie come Mussolini, fino a quelle più ermetiche e di finzione come il colonnello Kurtz di Cuore di Tenebra.
Nonostante una maggiore concentrazione drammaturgica, tale operazione ha deluso in gran parte i fan. Il motivo? L’assenza di quella che si preannunciava fin dal primo teaser (e dal titolo…) una vera guerra totale che avrebbe portato al consolidamento dei primati sul nostro pianeta. Il conflitto si concentra solo negli primissimi e negli ultimi minuti del film, lasciando ampio spazio invece a una lunghissima metafora sui campi di concentramento e sul concetto di libertà. Temi sicuramente nobili, ma che non hanno trovato il riscontro sperato da parte del pubblico.
Diciamo che l’estinzione dell’umanità poteva trovare modi ben più originali ed epici per poter essere raccontata e mostrata.

4. Lazarus Project (2008), di John Patrick Glenn

Se non avete presente Lazarus Project ritenetevi fortunati. Il film diretto da John Patrick Glenn, tentando di emulare la formula criptica di Shutter Island di Martin Scorsese, cade fin dai primi minuti in un vortice di noia e di banalità tale che rimpiangerete di non aver scelto un film di Maccio Capatonda per la vostra visione. Le rare scene di suspance e di azione vengono, ovviamente, mostrate nel trailer tentando di erigere intorno alla pellicola un’aura di dinamismo misto a inquietudine, annientati dal ritmo poco incalzante del film. Il risultato è di una profondità paragonabile a quella di un qualsiasi commedia con protagonista Adam Sandler.

3. Venom (2019), di Ruben Fleischer

Probabilmente il cinecomic più deludente degli anni 2010, specie se teniamo conto che Venom, oltre ad essere uno dei villain più amati dai fandom della Marvel, era stato già soggetto a uno stravolgimento nel (mediocre) terzo episodio della Trilogia di Spider-Man di Sam Raimi.
Il trailer ricorda molto l’approccio manipolatorio di quello di Harry Potter e il principe mezzosangue, giocando molto su tinte dark/horror.
Il film, incentrato sul rapporto tra il fotografo Eddie Brock e il simbionte alieno, avrebbe dovuto mostrare l’orrore e la scia di violenza significativa che l’organismo extraterrestre avrebbe scatenato, complice anche la perdita di umanità del personaggio interpretato da Tom Hardy.
Nonostante gli ottimi presupposti, la pellicola riserva per noi poveri sognatori uno spettacolino insignificante e imbarazzante fatto di cliché e numerose situazioni comiche che tradiscono lo spirito dark del trailer.
Un film talmente anacronistico nella sua formula che non riuscirebbe nemmeno a competere con I Fantastici 4 del 2006 di Tim Story.

2. Spring Breakers (2012), di Harmony Korine

Veniamo a quello che potrebbe tranquillamente essere definito il trailer più squallido di questa classifica. Spacciato come un film servito per ragazzi che sognano, tra una canna e l’altra, di diventare dei rapper anti-sistema, questo grande film è molto più di una “vacanza da sballo”, come invece suggerisce il vergognoso sottotitolo italiano. 
L’opera di Harmony Korine analizza, tramite il “rituale” dello Spring Break americano, lo smarrimento da parte dei giovani americani di quella che è la realtà e il futuro falsamente promesso dall’American Dream.
Il trailer sembrerebbe proporre, invece, una versione americana di Sapore di mare di Carlo Vanzina.
Uno di quei trailer ingannevoli che non finiscono mai di stupire.

1. Tolo Tolo (2020), di Luca Medici

Ed è qui, signori e signore, che ci troviamo di fronte alla “trollata dell’anno”. Con questo trailer in veste di clip, Zalone ha fatto il doppio gioco burlandosi di qualsiasi versante politico.
Il film, sia ex-ante che ex-post l’uscita, è riuscito a raccogliere quintali di indignazione e applausi da differenti correnti politiche, svecchiando in un certo senso il modo di fare marketing cinematografico in Italia.
Spacciato inizialmente come un film contro il fenomeno migratorio che da molti anni interessa i paesi sviluppati, alla sua uscita si è rivelato esattamente il contrario, provocando imbarazzo da parte di tutti coloro che lo avevano inizialmente appoggiato. Ma non solo, Zalone si è preso gioco anche dei suoi tradizionali detrattori cinematografici, facendogli credere che, come per gli altri suoi film, anche questo avrebbe trattato temi delicati tramite il becero populismo all’italiana.
Dal punto di vista della campagna pubblicitaria sono interessanti le collaborazioni con alcuni esponenti politici (ad esempio Nichi Vendola), ingaggiati per parlare del film in televisione e sui social sul presunto messaggio che il film avrebbe veicolato, per poi essere presenti anch’essi nel film.
Un film che è riuscito ad ingannare anche l’intera opinione pubblica italiana. Chapeau.

E voi che rapporti avete con i trailer, cari lettori?
Fateci sapere quali sono stati i trailer ingannevoli che più vi hanno fatto arrabbiare (o divertire) nei commenti!

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