7.7

Un sogno chiamato Florida

Regista

Sean Baker

cast

Brooklynn Prince, Bria Vinaite, Willem Dafoe

sceneggiatore

Sean Baker, Chris Bergoch

produttore

durata

1h 51 min

Offerte
Data di uscita

22 Marzo 2018

Set over one summer, the film follows precocious six-year-old Moonee as she courts mischief and adventure with her ragtag playmates and bonds with her rebellious but caring mother, all while living in the shadows of Walt Disney World.

Un sogno chiamato Florida: bambine quasi adulte, madri troppo bambine

 

Moonee non può avere più di sette anni. Ha un nome bizzarro, un faccino furbetto e due amici per la pelle.

Moonee corre a perdifiato, ride a crepapelle, fa i rutti e dice le parolacce. Senza freni, senza regole, strabordante di curiosità e amore per l’avventura. E con i suoi amici condivide tutto, anche i gelati, sempre.

Moonee ha anche una mamma, Halley. Lei di anni non può averne più di venticinque, e la figlia altro non è che la sua copia in miniatura.

Moonee corre, dicevamo. Corre in quello sembra un regno di fiaba, pieno di tutte le sfumature del viola, del rosa, del porpora. Un regno governato da un buffo angelo burbero, uno che con le sue regole prova disperatamente a tenere tutto in ordine, tutto pulito, a impedire alla povertà di diventare miseria.

Gioca fra edifici che con la loro struttura ricordano quanto vicina sia Disneyland, quanto vicino sia il paradiso del Sogno Americano. Quello carico di colori, dolci e giocattoli, dove tutto è perfetto. Vicinissimo, a un passo. Eppure distantissimo, per quelli come lei. Irraggiungibile come la fine dell’arcobaleno.

Il viola è un illusione

Moonee ha sette anni, non di più. E tante cose ancora non le sa.

Non conosce la grettezza del mondo, il suo egoismo. Non sa che quei colori accesi sono solo un disperato tentativo di costruire una facciata alla vita squallida di chi abita quel piccolo regno fatto di scale, porte a cui bussare forte e lavatrici rotte. Un’umanità abbandonata a sè stessa, hidden homeless che faticano anche a pagare quella minuscola cameretta nel Motel di quart’ordine.

E la piccola non può neanche sapere quanto sia distruttivo lo scudo di sfacciataggine con cui la sua mamma-bambina pensa di proteggerla e proteggersi, quanto imperdonabili saranno tutte le sue azioni agli occhi di chi vive fuori, di chi non ha bisogno di vivere d’espedienti e giudica dall’alto delle proprie convinzioni morali

Succederà, inevitabilmente, quello che temiamo dall’inizio che possa succedere

Il mondo fatato di Moonee rischierà di spezzarsi irrimediabilmente, e la piccola, in una scena assolutamente superba, si mostrerà finalmente in tutta la sua infantile fragilità. E poi, come sempre, correrà. Correrà verso Disneyland, verso la terra promessa dove non c’è dolore, dove non bisogna dire addio a nessuno. Naturalmente non da sola, perchè lei è Moonee, ha quasi sette anni e sola non lo è mai.

 

Commento finale:

Un sogno chiamato Florida è una vera perla del cinema indipendente americano. Un film dove dietro i colori corposi e vivaci si nasconde il dramma di chi è stato abbandonato a se stesso dalla società. Con una piccola protagonista assolutamente indimenticabile e un Willem Defoe in una delle sue interpretazioni più belle e sincere

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9

Epico

Pro

  • La piccola attrice protagonista è un fenomeno
  • Uno splendido racconto su una faccia ignorata dell'america contemporanea
  • Willem Defoe
  • Willem Defoe (l'ho già scritto? Va bene, allora ribadisco)

contro

  • Boh
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