7.0

Tomb Raider

Regista

Roar Uthaug

Genere

Avventura , Azione

cast

Alicia Vikander, Dominic West, Walton Goggins, Daniel Wu

sceneggiatore

Geneva Robertson-Dworet, Alastair Siddons

produttore

Gary Barber, Graham King

durata

118 minuti

Offerte
Data di uscita

15 marzo 2018

Sette anni dopo la scomparsa di suo padre, la ventunenne Lara rifiuta di prendere le redini del suo impero globale e lavora a Londra come corriere mentre frequenta il college. Seguendo l’impulso di investigare sulla scomparsa del padre, si reca nell’ultimo posto che ha visitato: una tomba su un’isola al largo delle coste del Giappone. La posta in gioco non potrebbe essere più alta per Lara, che – contro ogni probabilità è armata solo della sua mente acuta, ciecamente fiduciosa edintimamente testarda – deve imparare a spingersi oltre i suoi limiti mentre esplora l’ignoto. Se sopravvivrà alla pericolosa avventura, potrà guadagnarsi il nome di Tomb Raider.

Tomb Raider. Il film tratto dalla famosa serie di videogiochi riuscirà ad essere all’altezza, o sarà l’ennesima delusione?

Fin da quando sono nati, i videogiochi sono sempre stati al centro di dibattiti di ogni tipo. “Istigano alla violenza” o “sono per sfigati” sono enunciati ormai diventati col tempo dei classici. Un’altra di queste critiche era rivolta all’assenza di personaggi protagonisti femminili che potessero coinvolgere maggiormente le videogiocatrici.
Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, le donne sono da tempo protagoniste nel mondo dei videogiochi. Una fra queste è la famosa Lara Croft, protagonista del franchise videoludico “Tomb Raider” nato nel 1996.
In questi anni Lara Croft non solo è riuscita a imporsi in un genere molto variegato nell’industria dei videogiochi (adventure/action), ma risulta tutt’oggi una delle icone portanti di questa industria.

Rebootinception

Da molto tempo il cinema, pur avendo sfornato non poche trasposizioni videoludiche, non è mai riuscito a centrare l’obiettivo. Questo tipo di trasposizione è infatti tristemente noto per essere soggetto a critiche negative, talvolta anche molto gravi. Degli esempi concreti possono essere le numerose trasposizioni di Uwe Boll o il più recente “Assassin’s Creed” di Justin Kurzel.
La natura di questo fallimento che sembra non avere una fine è dovuta all’incomprensione e alla sottovalutazione di questo particolare medium da parte di Hollywood. Se il cinema permette di essere spettatori interagendo implicitamente con esso, il videogioco permette invece di entrare direttamente nel mondo di gioco e di interagire con moltissimi elementi dello scenario che si presenta su schermo.
Cinema e videogiochi sono due medium che risultano per molti aspetti incompatibili tra loro per la diversa interattività, elemento fondamentale che rende unico un medium rispetto ad altri.
Sfruttando l’ondata di successo dovuto agli apprezzamenti dei giochi più recenti di “Tomb Raider”, Roar Uthaug dirige il reboot del reboot videoludico del 2013. In questo film vedremo quindi le origini di quella che sarà la famosa esploratrice Lara Croft, nella sua prima vera avventura.

Alicia Vikander risulta molto simile alla sua controparte videoludica

Dal videogioco al film 

Se c’era un fattore in comune tra i due medium citati che poteva funzionare sul grande schermo era il cambiamento progressivo della protagonista.
Se nel videogioco Lara accompagna per metà avventura il videogiocatore con urla e pianti, fattori testimoni di una Lara ancora inesperta e spaventata, nel film questo lo si intravede in un brevissimo momento. Troppo poco per poter raccontare quel cambiamento necessario per far entrare in sintonia lo spettatore con il personaggio.
Fin da subito si può già vedere una Lara impavida, che sembra non avere grosse difficoltà nell’affrontare le situazioni che le si parano davanti.
L’attrice svedese Alicia Vikander, vincitrice dell’Oscar per “The Danish Girl”, risulta per il physique du role, una Lara convincente. Le somiglianze tra loro sono ridotte, e la sua capacità attoriale l’aiuta nell’immedesimazione con la sua controparte videoludica.
Discorso diverso invece se si pensa al ruolo dell’attore Walton Goggins, che impersona un antagonista classico, forse fin troppo, che non lascia molto nel corso del film.

Walter Goggins in una scena del film

Elementi tipici dei Blockbuster americani

Sul lato tecnico, la regia di Uthaug convince senza infamia e senza lode, seppur contornata da cliché ormai all’ordine del giorno nella maggior parte dei blockbuster americani. Questi cliché smorzano quel poco di suspance che il film potrebbe riuscire a creare per coloro che non hanno mai giocato al videogioco.
Un altro pilastro sul quale si basa il franchise della famosa esploratrice è la presenza di enigmi sempre più complessi con lo scorrere dell’avventura, e sempre più variegati tra loro. Nel film sono presenti, ma si tratta di enigmi semplici, non scavati a fondo e che non raccontano molto sulla cultura e la popolazione che abitano l’isola di Himiko.

 

Commento finale

“Tomb Raider”, nonostante le sue evidenti debolezze, riesce ad essere una delle migliori trasposizioni tratte da videogiochi. Il film potrebbe costituire finalmente quel trampolino di lancio che da tempo serviva a questo ramo del cinema. Purtroppo, per chi conosce bene sia il cinema che i videogiochi, questi due mondi difficilmente potranno trovare una via in comune per soddisfare critica e pubblico. Difficile sì, ma non impossibile.

 

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6

Okay

Pro

  • Alicia Vikander è una Lara Croft convincente
  • Regia tutto sommato nella media

contro

  • Sviluppo del personaggio di Lara quasi assente
  • Antagonista anonimo
  • narrativa banale
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