5.3

The Strangers: Prey at night

Regista

Johannes Roberts

Genere

Horror , Thriller

cast

Christina Hendricks, Martin Henderson, Bailee Madison

sceneggiatore

Bryan Bertino

produttore

Bryan Bertino

durata

1H 25min

Offerte
Data di uscita

31 Maggio 2018

Una famiglia in crisi si ritrova ad essere braccata da tre psicopatici in maschera, all'interno di un campeggio estivo

The Strangers: Prey at night. Un sequel superfluo

 

Dieci anni fa, l’home invasion The Strangers, con protagonista Liv Tyler, fece conoscere al mondo i tre misteriosi e silenziosi psicopatici dalle maschere buffe. Con i suoi 82 milioni di dollari incassati nel mondo, a fronte di un costo di produzione stimato intorno ai 9 milioni, fu un successo, sia di pubblico che di critica. Merito sicuramente di un’atmosfera angosciante e di una tensione costruita con grande meticolosità, e lo scrive una persona che non ha particolarmente gradito il film.

Ora, a distanza di tutti questi anni -un’era geologica per gli standard dei sequel horror- è uscito nelle sale questo sequel. E i risultati non sono affatto soddisfacenti

Il film sembra voler ampliare tutto ciò che si vedeva nel precedente capitolo. Non più una coppia in crisi, ma una famiglia di quattro persone con figlia adolescente ribelle e scapestrata e figlio maschio giocatore di baseball.
Non più una casa come ambientazione ma un intero (e desolato) villaggio estivo con bungalow  troppo facilmente violabili.

OVVIAMENTE i nostri sfortunati protagonisti saranno gli unici esseri umani (vivi!) presenti in quel posto. E il trio di sociopatici mascherati sarà lì, pronto a braccarli.

No, non ho detto gioia…

…ma noia noia noia.

Ecco, la noia pare essere il leit motiv dell’intero film.

Tutto sembra essere una stanca riproposizione delle situazioni viste nel primo film, senza però quella tensione che era il punto di vera forza. Anzi, alcune scene -come quella del secondo omicidio- risultano inutilmente tediose

Sicuramente il passare dall’home invasion del precedente capitolo ai toni slasher di questo sequel non ha giovato affatto.
Gli spazi troppo aperti diventano dispersivi e la tensione ne risulta ovviamente diluita all’inverosimile. E non è neanche il peggior difetto del film, purtroppo…

The Strangers: Prey at night

Ciò che risulta essere più fastidioso è infatti l’inverosimiglianza di qualunque azione compiuta dai personaggi, di qualunque scelta di sceneggiatura.

Quando ben quattro personaggi su quattro escono dalla stessa casa in momenti diversi, dimenticando TUTTI di portare con sè lo smartphone e permettendo così ai tanto cattivi serail killer di lasciarli senza la possibilità di comunicare

Quando i personaggi, che sono entrati nel villaggio poche ore prima, non riescono a trovare la strada per uscirne e vagano a caso urlando

O quando un ragazzo schiva i colpi di ascia di un killer esperto che neanche Ezio Auditore…

…e svariate svariate svariate altre situazioni.

Ma dove veramente il film diventa insopportabile, insostenibile, è sul finale. Premesso che il film non è una parodia, perchè al suo interno non è riscontrabile la minima traccia di ironia, certe assurdità da slasher anni ’80 (e di quelli mediocri tralatro) non sono sostenibili, oggi.

Il voler poi citare in modo abbastanza esplicito quel capolavoro di “Non aprite quella porta” diventa praticamente una bestemmia urlata durante un’udienza papale. Ovvio come tutto questo sia poi un sospetto pretesto per trasformare il film in un franchise, e non bisogna essere veggenti per capire quale sarà la qualità degli eventuali futuri capitoli

Commento finale:

The Strangers: prey at night è il mediocre seguito di un ottimo, ma leggermente sopravvalutato film. Soffre di una sceneggiatura inverosimile che si prende fin troppo sul serio, di attori scadenti e di una regia che non riesce a generare tensione. Il finale è poi qualcosa di insostenibilmente idiota. Da evitare il più possibile

Recensione a cura di Vincenzo Ruscio

 

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Speciale Roger Deakins- Parte 2: la fotografia di Roger Deakins nei film dei fratelli Coen

La fotografia di Roger Deakins nei film dei fratelli Coen Inizia  nel 1991 con il film “Barton Fink - È…

BEGOTTEN – GENERATO

BEGOTTEN: QUESTA È ARTE? NON LO SO, MA IL SANGUE MI PIACE   Begotten l'ho guardato una volta sola e…
Loro 2

Loro 2: Da Farsa a Tragedia

E' uscito ieri, il 10 Maggio, "Loro 2" la seconda parte del dittico di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi. Un…

Netflix and Kill – Charles Manson

La fine del sogno americano Charles Manson è forse uno dei serial killer più famosi al mondo, nonostante non abbia…

Intervista a Wallace Lee – Rambo: Year One

Rambo: Year One. Due chiacchiere con l'autore sulla saga e l'affascinante mestiere della scrittura. - Innanzitutto parlaci un momento di…

4

Brutto

Pro

  • Se ne trovate uno siete bravi

contro

  • Praticamente tutto
  • ma il finale fa più schifo della somma delle sue parti
Vai alla barra degli strumenti