6.9

The Nest – Il Nido

Regista

Roberto De Feo

cast

Francesca Cavallin, Justin Korovkin, Ginevra Francesconi

sceneggiatore

Roberto De Feo

produttore

Colorado Film

durata

1h 47 min

Offerte
Data di uscita

15 Agosto 2019

Samuel is a paraplegic young boy who lives with his mother Elena in an isolated mansion surrounded by woods. With the strict prohibition to walk away from the mansion, Samuel grows unsatisfied and restless. When he meets Denise, a teenage maid, he finally finds the strength to oppose his mother's restraints and to open up to the world. Elena won't let him go so easily, and she is ready to do whatever it takes to keep him close to her. Why is she forcing Samuel to live as a prisoner in his own house? Why does she act cruelly towards Denise, driven by the fear that she will fuel Samuel's desire to see the world outside?

The Nest – Il Nido, di Roberto De Feo: Recensione

E non Dio ma qualcuno che per noi l’ha inventato

ci costringe a sognare in un giardino incantato

Fabrizio De Andrè, Un Blasfemo

The Nest, locandina del film

C’è un aggettivo che viene spesso legato a determinati film, la maggior parte delle volte in maniera del tutto gratuita e priva di fondamento: necessario. 

Eppure, dopo aver visto The Nest, splendido esordio di Roberto De Feo (anche se pare abbia girato un’altro lungometraggio, non ancora distribuito) non si può che pensare che sì, è un film necessario. 

Necessario perché ha una messa in scena di respiro internazionale, seppur legata agli stilemi del gotico classico di Mario Bava (vedere la magnifica scena di apertura)

Necessario perché ha il coraggio, raro di questi tempi e non solo nel cinema italiano, di spiazzare lo spettatore, di mettere alla prova e rovesciare le sue aspettative. Cosa infatti abbiamo visto? Un gotico, certamente, e quella matrona rigida superbamente interpretata da una sorprendente Francesca Cavallin ne è la prova: austera, bellissima, apparentemente priva di sentimenti che non siano il folle amore per il figlioletto. Spesso ripresa di profilo, nell’ombra, a figura intera.
E quella villa, quella tenuta immersa nel nulla. Un gotico, certo.

 

Ma lentamente, in quella storia di un bambino costretto ad una doppia prigionia (quella imposta dalle sue gambe che non si muovono e quella imposta dai confini della Tenuta Villa Dei Laghi) si insinua qualcos’altro. Indizi, più o meno espliciti, del fatto che forse il Male non è, o non è solamente, in quella strana casa. Indizi che lentamente trasformano la visione che avevamo del film. Oggetti che nel gotico non dovrebbero assolutamente esserci. Frasi spiazzanti, una su tutte pronunciata dalla coprotagonista. Cosa stiamo guardando? Per citare il pezzo di televisione più bello del ventennio, in che anno siamo?

 

 

Mettiamo le cose in chiaro, The Nest non è un capolavoro. La sceneggiatura a volte scricchiola lievemente, qualche interpretazione qua e là risulta un po’ troppo sopra le righe. Ma non importa.

Non importa perché The Nest racconta una storia splendida e complessa, una storia in cui la dolcezza di un incontro (quegli occhi che si incontrano attraverso il buco di una serratura sono un tocco di rara bellezza) si mescola con un’orrore celato (e forse il vero orrore è proprio nel velo che copre forzatamente quell’orrore).
Una storia che dimostra come De Feo sia debitore di autori come M. Night Shyamalan o Lanthimos, autori che omaggia senza mai risultare gratuito. In parole povere, De Feo ci racconta una storia che vale la pena stare a sentire. 

COMMENTO FINALE:

The Nest è un esordio di rara bellezza. Un film  complesso, che mai si allontana dal genere. Sa spiazzare, impaurire e perfino commuovere. Splendidamente recitato, splendidamente musicato e messo in scena. Non ci fosse stato di mezzo il Suspiria di Luca Guadagnino, sarebbe stato il miglior horror italiano degli ultimi anni. Si guadagna, per quanto contino questo tipo di classifiche, il secondo posto. 

 

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7.5

Buono

Pro

  • Quasi ogni aspetto

contro

  • La sceneggiatura ha qualche lieve problema qua e là
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